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<p>A BRUMOTTI VOGLIONO FARE LA FESTA PURE SUI SOCIAL - DUE TRAPPER VENTENNI DI MONZA, JORDAN JEFFREY BABY E MR RIZZUS, A PROCESSO PER MINACCE E INSULTI CONTRO IL BIKER INVIATO DI &quot;STRISCIA LA NOTIZIA&quot; SUI LUOGHI DELLO SPACCIO - AVREBBERO...

Dagospia - Ven, 26/03/2021 - 11:51
Federico Berni per il “Corriere della Sera”   BRUMOTTI Salti e vandalismi sulle auto delle forze dell'ordine, verbali e carte del tribunale gettate per terra, insulti a profusione contro le istituzioni. Tutto filmato e postato via social. In questa collezione di reati si aggiunge ora l'accusa di atti persecutori e istigazione a delinquere, aggravati (tanto per cambiare) dall'uso di ...
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<p>MORTI DI FIFA - SEMPRE PI&Ugrave; PERSONE STANNO MORENDO DI MALATTIE CARDIACHE E RESPIRATORIE FACILMENTE CURABILI PER PAURA DI AMMALARSI DI COVID &nbsp;&ndash; PER RISOLVERE IL PROBLEMA GLI OSPEDALI POTREBBERO PRENDERE SPUNTO DALLE COMPAGNIE AEREE...

Dagospia - Ven, 26/03/2021 - 11:40
DAGONEWS da www.studyfinds.org   malattie respiratorie e cardiache Sempre più persone stanno morendo di malattie cardiache e respiratorie facilmente curabili. Ma non vi preoccupate, non si tratta di una nuova malattia. Secondo il dottor Joseph S. Alpert, editore dell’American Journal of Medicine, le persone stanno morendo per…. paura di contrarre il COVID-19.   “I pazienti evi...
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Perché il Canale di Suez è così importante? Le 5 cose da sapere

Corriere.it - Economia - Ven, 26/03/2021 - 11:30
Lungo 193 chilometri, è stato inaugurato nel 1869. Da qui passa il 12% del commercio mondiale. L’anno scorso sono transitate in totale 1,03 miliardi di tonnellate di merci e l’Egitto ha incassato 5,61 miliardi di dollari
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<p>QUANTE SPINE PER IL SOTTI-LETTA: DAL NODO CAPOGRUPPO ALLE ALLEANZE FINO ALLA LEGGE ELETTORALE &ndash; IL PD SCEGLIE MALPEZZI AL SENATO (DOVE SCOPPIA LA POLEMICA TRA IL FRANCESCHINIANO ZANDA E MARCUCCI) MA &Egrave; BATTAGLIA SULLA PRESIDENTE DEI...

Dagospia - Ven, 26/03/2021 - 11:30
Maria Teresa Meli per il “Corriere della Sera”   enrico letta giuseppe conte Contrariamente ai pronostici di qualche giorno fa al gruppo pd di palazzo Madama è filato tutto liscio come l' olio, mentre è alla Camera, dove si profila uno scontro Debora Serracchiani-Marianna Madia, che i dem si sono divisi. E infatti ieri i senatori hanno eletto la loro presidente: Simona Malpezzi, di ...
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<p>NIENTE PADRINI E MADRINE PER BATTESIMI E CRESIME: LA SVOLTA RIGORISTA DEI VESCOVI - NON &Egrave; AFFATTO SUFFICIENTE ESSERE SOLO DEI BUONI AMICI DI FAMIGLIA O ANCHE DEI PARENTI STRETTI SE POI MANCA L&#39;IMPEGNO COSTANTE E CONVINTO A SEGUIRE IL...

Dagospia - Ven, 26/03/2021 - 11:20
Franca Giansoldati per “il Messaggero”   padrini madrine 1 Padrini o madrine non dovrebbero limitarsi a fare le comparse e a dileguarsi dalla vita spirituale dei bambini subito dopo le cerimonie religiose. Piuttosto dovrebbero prendere per mano i piccoli e insegnare loro le tappe della fede. Dal battesimo, il più importante sacramento, all' accompagnamento per la prima comunione e, ...
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<p>FLASH! &ndash; <span style="color:#FF0000;">&Egrave; ONLINE IL NUOVISSIMO&nbsp;CRUCI-DAGO</span>. SE SEGUITE FATTI E FATTACCI DELLA SETTIMANA NON PERDETEVI LE PAROLE CROCIATE PI&Ugrave; DIVERTENTI DELLA RETE, CREATE AD HOC PER IL NOSTRO SITO DAL...

Dagospia - Ven, 26/03/2021 - 11:19
CLICCA QUI PER LA VERSIONE DESKTOP   QUI PER LA VERSIONE MOBILE   --------------------------------------------------------------------------   Avete perso un vecchio cruci-Dago e volete recuperare? Una volta aperto il link, scorrete  e troverete tutto l'archivio delle edizioni precedenti
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Nell’anno del Covid 384mila residenti in meno: sparita una città come Firenze

Il Sole 24 Ore.com Prima Pagina - Ven, 26/03/2021 - 11:12
Nuovo minimo storico di nascite dall’unità d’Italia, decessi mai così tanti dal secondo Dopoguerra. Forte riduzione dei movimenti migratori
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<p>INVASI E FELICI &ndash; INCREDIBILE: IL DIPARTIMENTO PARI OPPORTUNIT&Agrave; DI PALAZZO CHIGI HA FINANZIATO CON 10MILA EURO LA RIVISTA &ldquo;ANTIRAZINE&rdquo;, DOVE SI PARLA SERENAMENTE DEL &ldquo;MANIFESTO PER LA SOSTITUZIONE ETNICA&rdquo;: &quot...

Dagospia - Ven, 26/03/2021 - 11:10
antirazine Andrea Morigi per “Libero quotidiano”   In alternativa allo ius soli, è nato il progetto di «una confederazione di quartieri ad alto tassi di comunità di immigrati», che intende costituire «un paese a sé, con le nostre leggi e le nostre regole».   È la teoria dell' invasione straniera, proposta come prassi rivoluzionaria in uno dei passaggi del Manifesto per la sos...
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Finanza sostenibile in cerca di manager competenti

Lavoce.info - Ven, 26/03/2021 - 11:00

Misurare le diverse dimensioni di sostenibilità, attenzione al sociale e buona governance non è semplice. Si spiegano così le difficoltà delle agenzie di rating sul tema. Ma resta il fatto che milioni di euro di risparmi potrebbero essere mal indirizzati.

Esg: cos’è e perché è importante

Il termine Esg è stato coniato ufficialmente nel 2004 con la pubblicazione del report “Who Cares Wins” da parte della UN Global Compact Initiative. Con il termine si vuole fissare l’ambizioso obiettivo di raggruppare tre dei principali pilastri della finanza etica: ovvero il pilastro ambientale (Environmental), sociale (Social) e di buon governo (Governance).

Non è la prima volta che gli investitori si interessano, oltre che del profitto, anche dell’impatto sociale dei propri risparmi. I primi investimenti socialmente responsabili (Sri) risalgono infatti al 1920, quando un gruppo di investitori ecclesiastici decise di finanziare soltanto progetti ad alto impatto sociale. Nel corso degli anni la pratica si diffuse sempre di più, soprattutto alla luce di alcuni eventi come i disastri ambientali di Santa Barbara nel 1969, di Bhopal nel 1984 e di Exxon Valdez nel 1989.

Negli ultimi anni, le crescenti e oggettive preoccupazioni per il riscaldamento globale e per le implicazioni della crisi finanziaria del 2008 hanno portato gli investimenti sostenibili a registrare un sensibile aumento dell’interesse, diventando ora una preoccupazione generale e non solo una pratica di investimento di nicchia. L’impatto è ancora più rilevante se si pensa all’incidenza che la EU Sustainable Finance Agenda della Commissione europea e il Next Generation EU plan potranno avere sugli investimenti finanziari.

Oggi, la maggior parte dei gestori patrimoniali del mondo sono firmatari dei Principi per l’investimento responsabile (Pri) delle Nazioni Unite, rappresentando circa 100 trilioni di dollari di patrimonio gestito.

Figura 1 – Crescita del patrimonio gestito.

Tuttavia, investitori, manager aziendali e politici hanno bisogno di una comprensione più approfondita delle particolarità intrinseche del nuovo settore – non ancora sufficientemente e propriamente regolamentato benché in rapida espansione – e di una più ampia conoscenza dei potenziali impatti delle dimensioni Esg.

Il ruolo delle agenzie di rating Esg

Parallelamente all’interesse degli investitori, si sviluppa il mercato dei dati e dei rating Esg. Nel nostro recente articolo “Inside the Esg Ratings: (Dis)agreement and Performance” abbiamo indagato sulla metodologia di calcolo, sulle metriche utilizzate e sulle differenze principali tra le tante agenzie di rating Esg operanti oggi nel mercato. Ne emerge che la mancanza di una definizione condivisa di ciò che rappresenta correttamente le dimensioni Esg e ciò che non le rappresenta ha portato le agenzie a usare diverse misure di analisi.

Ne consegue che la stessa azienda può avere rating Esg altamente discordanti tra loro a seconda dell’agenzia che l’ha valutata. Questo ha forti implicazioni sia sul lato operativo, quindi sull’identificazione di benchmark affidabili, sia in termini di rendimenti. Il disaccordo sui punteggi forniti dalle agenzie di rating disperde, infatti, l’effetto delle preferenze degli investitori Esg sui prezzi delle attività finanziarie, al punto che anche quando vi è un accordo generale, ciò non ha alcun impatto sulle performance finanziarie.

A contribuire alla confusione sono le stesse agenzie di rating che, seguendo le richieste del mercato, si trovano costrette a cambiare frequentemente la metodologia di calcolo. Gli effetti sono stati evidenziati in un secondo lavoro “The power of Esg ratings on stock markets” dove viene dimostrato come “pseudo” variazioni dei rating Esg indotte dal cambiamento nella metodologia (e non correlate a potenziali cambiamenti fondamentali nella sostenibilità dell’impresa) esercitano una pressione transitoria sui prezzi.

Lo studio mostra che gli investitori al dettaglio sono particolarmente sensibili alle modifiche dei rating Esg e disinvestono da azioni che credono declassate, spostandosi su quelle che vedono accresciute le loro valutazioni. Tuttavia, poiché queste modifiche di Esg rating non hanno nessun fondamento tangibile economicamente, i venditori allo scoperto agiscono come arbitraggisti o investitori informati e, operando come controparti degli investitori al dettaglio, guadagnano letteralmente sulla “confusione” che le agenzie di rating Esg creano.

I manager di domani

Sembra chiaro che orientarsi in un ambiente così eterogeneo e poco trasparente comporta rischi notevoli. Uno su tutti è quello di condurre gli investitori a una inefficiente allocazione de

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<p><span style="color:#FF0000;">&ldquo;ZINGARETTI AVEVA CONSEGNATO A CONTE LA LEADERSHIP DEL CENTROSINISTRA. E&rsquo; MEGLIO LETTA&rdquo;</span> - MATTEO RENZI: &ldquo;NON SONO PENTITO DI &ldquo;ENRICO STAI SERENO&rdquo;, IL CAMBIO DI GOVERNO FU UNA...

Dagospia - Ven, 26/03/2021 - 11:00
Barbara Jerkov per “il Messaggero”   ZINGARETTI RENZI Presidente Renzi, senza il suo strappo di gennaio il governo Draghi non sarebbe mai nato. Visti i primi provvedimenti presi - dai ristori alle chiusure - pensa sia stata la scelta giusta? «Giustissima, non giusta. Draghi significa recupero di autorevolezza in Europa, garanzia sui fondi del Recovery, un cambio della guardia su ...
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La scommessa di Biden

Lavoce.info - Ven, 26/03/2021 - 10:58

Il piano firmato da Biden non guarda solo all’emergenza, ma contiene elementi per una riforma del sistema di welfare statunitense, per ridurre povertà e diseguaglianze. Certo con alcuni rischi. Ma dopo quattro anni l’America torna a essere un esempio.

Cosa c’è nell’America Rescue Plan

Durante le primarie del 2020, esponenti della sinistra del Partito democratico statunitense come Bernie Sanders, Elizabeth Warren e Alexandria Ocasio-Cortez parlavano di Joe Biden come del candidato dell’establishment, eccessivamente moderato, incapace di rappresentare le istanze della gente comune e pertanto, come Hillary Clinton quattro anni prima, destinato a perdere contro Donald Trump. Invece, dopo neppure due mesi dal suo insediamento come presidente, Joe Biden ha introdotto un pacchetto di stimoli da 1.900 miliardi di dollari, descritto dallo stesso Bernie Sanders come “il provvedimento legislativo più importante per le famiglie lavoratrici (“working families”) approvato in molti decenni”.

L’American Rescue Plan approvato dal Congresso americano e firmato dal presidente l’11 marzo include assegni di 1.400 dollari per le persone con reddito inferiore a 75 mila dollari (150 mila per le coppie) e per ciascun figlio a carico, maggiori crediti d’imposta per figli minorenni (che diventano assegni per i percettori di redditi bassi che non pagano imposte), l’estensione fino a settembre dei sussidi straordinari di disoccupazione per 300 dollari a settimana (che si sommano ai sussidi statali), trasferimenti per 350 miliardi ai governi locali di stati, contee e città, 130 miliardi per le scuole, 160 miliardi per rafforzare la campagna di vaccinazione e di test per il Covid.

L’obiettivo principale è alleviare le difficoltà finanziarie causate dalla pandemia, in particolare tra i redditi più bassi che più hanno sofferto le ripercussioni delle chiusure. Questo ne spiega l’impostazione, basata in larga misura su trasferimenti diretti alle persone, senza particolari condizionalità. Per esempio, una coppia sposata con due figli minorenni riceverà un assegno di 1.400 dollari moltiplicato per quattro persone, cioè 5.600 dollari. Se vi si somma il credito d’imposta aggiuntivo di mille dollari per ciascun figlio, si raggiunge un totale di 7.600 dollari. Questi trasferimenti rappresentano una iniezione di liquidità importante per un numero elevato di individui e famiglie, soprattutto per quelle con reddito più basso. Ciò spiega l’alto grado di approvazione verso il provvedimento da parte dei cittadini americani (pari al 70 per cento secondo il Pew Research Center), inclusi tanti elettori del Partito repubblicano, nonostante il pacchetto sia stato approvato al Senato con i soli voti dei democratici.

Uno degli elementi più caratterizzanti del pacchetto sono proprio i crediti d’imposta per i figli a carico, aumentati da 2 mila a 3 mila dollari per ogni figlio minorenne di età superiore ai 6 anni, e a 3.600 dollari per i figli minori di 6 anni. Non solo: la nuova legge trasforma i crediti d’imposta in assegni per i percettori di redditi bassi (i quali normalmente non beneficiano dell’importo massimo del credito perché le loro imposte sono troppo basse) e prevede che i fondi vengano trasferiti alle famiglie attraverso assegni mensili. Ricercatori del Center on Poverty and Social Policy della Columbia University stimano che grazie al provvedimento il tasso di povertà infantile medio verrebbe quasi dimezzato, dal 14 per cento attuale a circa il 7,5 per cento, e la riduzione sarebbe ancora più drastica tra le minoranze afro-americane (dal 24 all’11 per cento) e ispaniche (dal 22 al 12 per cento).

Per il momento, la misura vale solo per il 2021, ma vari esponenti del Partito democratico hanno espresso l’intenzione di renderla permanente. Se ciò dovesse accadere, si tratterebbe di fatto dell’istituzione di un reddito minimo per i bambini – un’espansione dello stato sociale di portata storica che, oltre a ridurre la povertà, potrebbe anche avere effetti positivi di lungo periodo sulla mobilità sociale tra i gruppi più disagiati.

I rischi

La preoccupazione che l’American Rescue Plan sia un “cavallo di Troia” legislativo di impronta progressista che va ben oltre l’emergenza Covid è il motivo dell’opposizione dei repubblicani al Congresso (nonostante l’esclusione dell’aumento del salario minimo da 7,25 a 15 dollari l’ora, che Biden aveva incluso nella proposta iniziale).

Le dimensioni del pacchetto, tuttavia, hanno destato preoccupazione anche tra alcuni economisti di ispirazione democratica, come Olivier Blanchard e Larry Summers.

Uno stimolo pari al 9 per cento del Pil mette infatti gli Stati Uniti in condizione di accelerare la ripresa e riportare il Pil sulla traiet

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Assunzioni, 642 esperti per i fondi Ue. Sbloccato il concorsone per 1880

Corriere.it - Economia - Ven, 26/03/2021 - 10:56
I ministri Brunetta e Carfagna: bando dal 2 aprile per 2880 tecnici nel Mezzogiorno
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Tutta colpa della Brexit

Lavoce.info - Ven, 26/03/2021 - 10:55

Le esportazioni del Regno Unito verso l’Unione europea sono scese in modo netto. Pur tra mille cautele, il motivo sembra essere la Brexit. Per le importazioni dalla Ue, il calo è minore grazie al regime speciale in vigore fino a luglio. Ma dopo?

I dati del commercio tra Regno Unito e Unione

Nel gennaio di quest’anno, secondo il britannico Office for National Statistics, le esportazioni di beni dal Regno Unito all’Unione europea sono calate del 40,7 per cento (cioè di 6,5 miliardi di euro), mentre le importazioni del Regno Unito dall’Unione europea sono scese del 28,8 per cento (cioè di 7,7 miliardi di euro) rispetto allo stesso mese del 2020. L’aumento dell’1,7 per cento (cioè di 0,2 miliardi di euro) nel commercio britannico con il resto del mondo non è riuscito a compensare il crollo di quello con l’Ue.

Nel complesso, le esportazioni e le importazioni globali del Regno Unito sono diminuite di circa un quinto. Si tratta della più grande contrazione del commercio britannico da oltre vent’anni, cioè da quando nel 1997 è cominciata la raccolta di questo tipo di dati su base mensile.

Poiché gennaio 2021 è stato il primo mese del Regno Unito fuori dall’Unione europea, la domanda sorge spontanea: tutta colpa della Brexit? Uno studio dello UK Trade Policy Observatory presso l’Università del Sussex ci fa capire perché, anche se la cautela è d’obbligo, con ogni probabilità la risposta è in larga parte sì.

I motivi di cautela elencati nello studio sono i seguenti. In primo luogo, la pandemia di coronavirus ha colpito tutto il commercio britannico indipendentemente dagli specifici partner commerciali. Per questo motivo, è importante confrontare gli scambi tra Regno Unito e Ue con quelli tra Regno Unito e resto del mondo. In secondo luogo, l’aggiustamento dell’economia a shock di questa portata richiede tempo per completarsi, quindi trarre conclusioni definitive dalle cifre del primo mese dopo la Brexit sarebbe azzardato. In terzo luogo, le imprese si sono mosse in anticipo, accumulando scorte negli ultimi mesi del 2020 per ridurre il rischio di eventuali problemi di approvvigionamento nei primi mesi del 2021. Il crollo degli scambi di gennaio potrebbe pertanto essere solo la naturale conseguenza dell’accumulazione preventiva. In quarto luogo, la metodologia con cui vengono raccolti i dati sul commercio tra Regno Unito e UE è cambiata nel gennaio 2021. Infine, l’interpretazione dei dati sugli scambi a frequenza mensile è in generale complicata, data la loro volatilità. Nella sua analisi, l’Office for National Statistics ha confrontato gennaio 2021 con lo stesso mese dell’anno precedente, che a sua volta potrebbe non essere stato un anno “normale” a causa dei negoziati in corso tra Londra e Bruxelles proprio sulla Brexit.

Il confronto su tre anni

Per tutti questi motivi lo studio dello UK Trade Policy Observatory ha voluto fare un passo in più rispetto all’analisi dell’Office for National Statistics. Da un lato, ha confrontato il valore degli scambi di gennaio 2021 con il valore medio degli scambi nello stesso mese dei tre anni precedenti: 2018, 2019, 2020. Dall’altro, ha paragonato il cambiamento nel commercio tra Regno Unito e UE con l’evoluzione del commercio tra Regno Unito e i paesi extra-UE.

La figura 1 illustra il risultato dei confronti per categorie di beni (beni capitali, beni di consumo e beni intermedi).

Figura 1 – Livello del commercio di gennaio 2021 relativo alla media di gennaio 2018-20 per categorie beni.

Fonte: UK Trade Policy Observatory

Mentre le esportazioni britanniche verso l’Ue sono diminuite complessivamente del 46,5 per cento (contro il 40,7 per cento calcolato dall’Office for National Statistics) rispetto alle esportazioni medie dei mesi di gennaio 2018, 2019 e 2020, quelle verso i paesi extra-Ue sono diminuite complessivamente del 9,5 per cento. In prima approssimazione (con tutte le cautele di cui si è detto) si può dunque concludere che il crollo delle esportazioni britanniche nel gennaio di quest’anno sia imputabile per un 20 per cento (cioè 9,5/46,5) alla pandemia e per il restante 80 per cento alla Brexit.

Per quanto riguarda invece il commercio in entrata, le importazioni britanniche dall’Ue sono diminuite del 29,3 per cento (rispetto al 28,8 per cento calcolato dall’Office for National Statistics), mentre quelle dai paesi extra-Ue sono scese del 17,7 per cento. In altre parole, un 40 per cento del calo delle importazioni britanniche (cioè 17,7/29,3) è imputabile alla pandemia e il restante 60 per cento alla Brexit. L’impatto maggiore dell’uscita dalla Ue si è sentito nelle esportazioni di beni di consumo dal Regno Unito.

Calo temporaneo o permanente?

La questione, che potrà però essere risolta solo quando i dati per i mesi (e gli anni) succes

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Exor perde 30 milioni nel 2020, ma la famiglia Agnelli-Elkann-Nasi si premia con 53 milioni di dividendi

Corriere.it - Economia - Ven, 26/03/2021 - 10:55
I conti della holding primo socio di Stellantis (al 14%) ed azionista di controllo di PartnerRe, Ferrari, Cnh Industrial, Gedi, Economist e Juventus: il board decide per lo stacco di una cedola da 100 milioni, di cui il 53% ai rami della famiglia torinese
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Effetto pandemia sul mercato della casa

Lavoce.info - Ven, 26/03/2021 - 10:54

Nel 2020 il mercato delle compravendite di abitazioni ha subito una contrazione, pur senza particolari conseguenze sui prezzi. Il calo è soprattutto di domanda. E tra le agenzie immobiliari cresce ora il pessimismo sulla durata della “perturbazione”.

Pandemia e mercato immobiliare

Che effetti ha la pandemia sul mercato della casa? La risposta non è agevole, anche perché gli andamenti delle variabili che è possibile monitorare potrebbero riflettere, almeno in parte, tendenze che erano già in atto in precedenza. Può, tuttavia, non essere inutile delineare un quadro di come si è mosso il mercato nei singoli quattro trimestri del 2020 sulla base dei dati di fonti ufficiali disponibili.

Una quota maggioritaria dei titolari delle agenzie immobiliari, interpellati trimestralmente dalla Banca d’Itala, valuta negativamente l’impatto del Covid-19. Il loro giudizio sembra aver risentito dell’andamento nel tempo della diffusione dell’epidemia. Nel periodo luglio-settembre, quando la diffusione del virus aveva rallentato, la percentuale delle agenzie che considerava l’impatto negativo è diminuita rispetto al trimestre aprile-giugno, ma è tornata a crescere in autunno con la recrudescenza della pandemia.

A risentirne è stata la domanda molto più dell’offerta: nel periodo ottobre-dicembre, la percentuale di agenzie che ha giudicato negativo l’impatto è stata circa il 60 per cento (più o meno lo stesso dato del primo trimestre di rilevazione degli effetti della pandemia) con riferimento ai potenziali acquirenti e il 37 per cento relativamente all’offerta. Con la rilevazione svolta nel primo trimestre del 2021, resta lo scarto tra le due variabili, ma si riduce di circa 8 punti percentuali. In tutti i periodi considerati, sull’offerta, la quota di agenzie che ha ritenuto positivo l’impatto del Covid-19 è sempre stata più alta di quelle che l’hanno ritenuto negativo.

Grafico 1 – Distribuzione percentuale delle agenzie immobiliari per giudizio sull’impatto della pandemia e trimestre di svolgimento dell’indagine.

Fonte: Banca d’Italia, Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia, trimestri vari

I prezzi e le compravendite

Nel 2020 il mercato delle compravendite ha subito una contrazione, senza che questo abbia avuto particolari conseguenze sui prezzi. Le rilevazioni trimestrali dell’Istat fanno ritenere che il mercato abbia mantenuto, per i valori degli immobili, una certa tonicità. Tanto le variazioni congiunturali (trimestre su trimestre precedente) quanto quelle tendenziali (trimestre sullo stesso trimestre dell’anno precedente) sono tutte positive, eccetto le variazioni congiunturali del primo e del terzo trimestre 2020 per le abitazioni, rispettivamente, nuove ed esistenti.

Grafico 2 – Numero indice (2015=100) e variazioni dei prezzi delle abitazioni 1° trimestre 2019-4° trimestre del 2020.

Fonte: Istat, Prezzi delle abitazioni, trimestri vari

Quest’andamento dei prezzi è avvenuto in un mercato che nel 2020 ha accusato una contrazione. L’Osservatorio immobiliare dell’Agenzia delle entrate, ha registrato, infatti, una riduzione del numero di compravendite del 7,7 per cento rispetto al 2019, con un andamento peggiore nei capoluogo di provincia (-11,4 per cento contro 5,7 per cento negli altri comuni). Non vi sono però elementi per stabilire se attribuirla a una riduzione dell’offerta oppure a un calo della domanda o a quale mix tra le due componenti. Nel primo trimestre del 2020 le compravendite sono state circa 21.500 in meno rispetto alle 138 mila del periodo gennaio-marzo del 2019; nel trimestre successivo, si sono fatti sentire gli effetti della serrata iniziata il 10 marzo: il calo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente ha superato le 43 mila unità (-27 per cento). Con l’allentarsi della stretta sulla mobilità, il mercato ha manifestato una certa dinamicità nei due trimestri successivi, soprattutto nel quarto.

Il confronto 2020/2019 del numero di compravendite mensili offre qualche elemento per stabilire una relazione tra le variazioni tendenziali e la severità della serrata dovuta alla pandemia. La riduzione delle compravendite è iniziata, infatti, nel mese di marzo 2020 ed è stata molto forte: -45 per cento, mentre nei due mesi precedenti il numero di affari conclusi era stato dello stesso ordine di grandezza di quello registrato nei rispettivi mesi del 2019. Che in marzo il mercato abbia registrato una sorta di collasso è confermato anche dai dati sui mutui e sui rogiti elaborati dal notariato per 10 città italiane. In aprile 2020, un mese interamente in chiusura, le abitazioni che hanno cambiato proprietario sono calate del 60 per cento rispetto ad aprile 2019. Nei mesi success

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<p>BOMBASTICA INTERVISTA DI DOTTO AL &quot;PIRATA&quot; MORGAN - &quot;SANREMO? UNA MASCHERATA. FIORELLO NON &Egrave; UN ARTISTA. NON SI VERGOGNA A CANTARE MODUGNO O TENCO?&quot; - LE BORDATE ALLE &ldquo;SCIMMIOTATTURE ESAGERATE CON TANTO PIUMAGGIO...

Dagospia - Ven, 26/03/2021 - 10:50
Giancarlo Dotto per Diva e Donna morgan   Tutti a pescare nel torbido quando si tratta di Marco Castoldi, alias Morgan, il pirata gallese che si vestiva di oro, gioielli e seta per sembrare quello che era dentro anche quando non lo era più fuori. Ammiraglio di una coraggiosa ciurma, che fossero uomini o fantasmi. Ex di Asia Argento e di mille altre cose, donne e storie, ogni gio...
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<p><span style="color:#FF0000;">ANCHE I DON CIOTTI, NEL LORO PICCOLO, SBROCCANO</span> - &quot;DA PICCOLO LA MAESTRA MI RIMPROVER&Ograve; E LE LANCIAI CONTRO UN CALAMAIO. MI PORTAVO DENTRO IL BISOGNO DI ARRABBIARMI DI FRONTE ALLE INGIUSTIZIE - HO...

Dagospia - Ven, 26/03/2021 - 10:46
Roberta Scorranese per www.corriere.it   don luigi ciotti lilli di folco foto di bacco Don Luigi, ma lei non è mai da solo? «Ho scelto di condividere tutto con altri. Progetti, visioni, risorse. Non credo che i cambiamenti siano cose per navigatori solitari».   No, don Luigi Ciotti non è mai da solo. Per arrivare da lui si deve raggiungere un caseggiato anonimo in un quarti...
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Sindaco di Napoli, Appendino lancia Fico: «Felice se si candidasse»

Corriere.it - Politica - Ven, 26/03/2021 - 10:45
La sindaca di Torino rilancia l’ipotesi del presidente della Camera primo cittadino
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<p>IN NINO VERITAS &ndash; <span style="color:#FF0000;">&ldquo;GI&Ugrave; LE MANI DAL MIO RING. SAREBBE UN CRIMINE ASSOLUTO VENDERLO&rdquo; </span>&ndash; NINO BENVENUTI MOSTRA I PUGNI IN DIFESA DEL RING OLIMPICO DI ROMA 1960, CUSTODITO PER DECENNI...

Dagospia - Ven, 26/03/2021 - 10:44
https://m.dagospia.com/pugni-di-rabbia-la-palestra-audace-vende-il-ring-di-roma-1960-dove-muhammad-ali-vinse-l-oro-264787     https://www.leggo.it/video/audace_boxe_video_servizio_intervista-5852179.html?jwsource=cl     Piergiorgio Bruni per leggo.it   nino benvenuti È stato il suo ring. Quello che lo ha consacrato nell’Olimpo dei più grandi rendendolo immortale. E...
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<p><span style="color:#FF0000;">&ldquo;DETESTO GLI SLEALI, I LECCACULI E GLI YES MAN&rdquo;</span> &ndash; MARA VENIER: &ldquo;NON MI ARRABBIO PI&Ugrave; COME PRIMA, MA GLI SLEALI LI CANCELLO - MAHMOOD? IL SUO MANAGER MI AVEVA PREGATO PER L&#39...

Dagospia - Ven, 26/03/2021 - 10:41
Ilaria Ravarino per "il Messaggero"   MARA VENIER L'ira. L'invidia. Ma anche la prudenza, la giustizia e la temperanza. Sabato sera Mara Venier sarà tra gli ospiti invitati nella seconda puntata di Vizi e Virtù - Conversazione con Francesco, la serie di Discovery Italia in onda sul Nove, in cui Papa Francesco e don Marco Pozza dialogano sui sette vizi capitali e sulle sette virtù te...
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