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Bonino, Frattini e i boccaporti aperti

Data: 
Martedì, 6 November, 2007
Testo: 

5 Novembre 2007

La Casa Circondariale della Libertà si indigna ogni ora con il Governo e con Topo Gigio Veltroni. Dice che il flusso incontrollato dalla Romania e dalla Bulgaria lo ha voluto Valium Prodi. Non è vero!
La responsabilità di una immigrazione fuori controllo è di governo e opposizione. Come al solito. Come per De Magistris, per l'indulto, per la Forleo, per Rete 4, per i 94 miliardi di evasione delle concessionarie delle slot machine. Come sempre insomma.
Il 1° gennaio 2007 quasi tutti gli altri Paesi europei hanno imposto un periodo di moratoria all'ingresso di bulgari e rumeni nella UE.
L'Italia, la nazione meno organizzata, dove la certezza della pena non esiste, con il debito pubblico più imponente d'Europa, con una densità abitativa da formicaio e con cinque milioni e mezzo di precari ha "aperto i boccaporti"(parole del sindaco part time di Roma).
Forza Italia e Rosa nel pugno hanno pesanti responsabilità per l'arrivo di flussi di disperati. Riporto gli interventi di Frattini (FI) vice presidente della Commissione Europea e e della Bonino (RNP), ministro delle Politiche europee il 14 Dicembre 2006, all'incontro con gli ambasciatori di Romania e Bulgaria.
Franco Frattini ha ringraziato i due Paesi per il grande impegno alla lotta contro la corruzione che negli ultimi anni ha subito una forte diminuzione. Frattini si è detto contrario a forme di limitazione dell'entrata di lavoratori bulgari e rumeni in Italia, come invece è avvenuto in altri Paesi dell'UE. E' intervenuto il Ministro Emma Bonino, che, dando il suo benvenuto ai 30 milioni di cittadini rumeni e bulgari, ha tranquillizzato tutti sul finto mito del terrore dell'invasione dei lavoratori stranieri dopo l'entrata di un nuovo Paese nell'Unione Europea, e ha ricordato come invece queste persone siano una grande risorsa per il nostro Paese. La Bonino si è detta personalmente contraria ad un'eventuale moratoria sull'entrata dei lavoratori bulgari e rumeni in Italia. Ha ricordato che anche quando è entrata la Spagna nella UE avevamo paura dell'invasione e poi non è successo niente. Ma chi ce l'ha mandata questa? Si tolga la giacchetta da stilista e si dimetta subito.
I Paesi Europei hanno fatto una moratoria, noi no. Perchè? Confindustria ha bisogno di esportare capitali in Romania e in Bulgaria dove il costo del lavoro è molto più basso che da noi e i controlli sono minori. Confindustria ha anche bisogno di importare mano d'opera a costi da fame. Romania e Bulgaria sono perfette per questi obiettivi.. Porte spalancate.
La moratoria Prodi non l'ha fatta e Berlusconi non l'ha chiesta. Pappa e ciccia.
La Bonino merita un prossimo approfondimento. Stay tuned.

Autore: 
BEPPE GRILLO
Fonte: 
WWW.BEPPEGRILLO.IT
Stampa e regime: 
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Commenti

Quindi rileggendo il comico (?) vorrebbe:
1) la Romania, i rumeni, fuori dall'UE
2) i ROM confinati e deportati altrove, magari in un campo di concentramento.

Come altre volte, Grillo è dalla parte di chi vuole emarginare i diversi, oggi come 50 anni fa...

Bè, a dirla tutta se questi qua, riferendomi ai rumeni, non mettono un po a posto le cose in casa loro trovo giusto che il loro ingresso nell' UE venga messo in dubbio, della serie "Non solo diritti ma anche doveri amici cari".
Dopo, riguardo i Rom, io credo che debbano essere tutti quanti gentilmente accompagnati al confine, qualsiasi ma che sia un confine serio, mentre ritengo che chi delinque tra di loro, in pratica la maggioranza, debba essere messo in prigione e scontare senza sconti la pena sancita dopo regolare processo, tutto qua, niente confinamenti e i campi di concentramento che noto, leggendo il suo pezzo, a Grillo piacciono tanto.
E poi, e chiudo, riguardo a certi apprezzamenti riguardo la Bonino credo sia molto meglio che Grillo prima di parlare di questa persona si sciaqui adeguatamente la bocca con la varechina, e sono gentile.

Daniele

A me interessano poco le parole, preferisco fatti e fonti. Vorrei sapere statistiche e stime della c.d. "invasione" prima di parlare di pressione insostenibile.
Qualcuno e' cosi' volenteroso da tirarmeli fuori? Compreso i tassi di crimini perpetrati dalle varie nazionalita', italiani compresi.

Tra parentesi, scritto come e', questo post di Grillo (che ad onor del vero ha scritto e scrive molto meglio) di autorevolezza ne trasuda ben poca.

Francesco

Articolo tratto dal Secolo XIX di Genova, direttore Lanfranco Vaccari che oltre ad essere un ottimo giornalista non mi sembra sia tanto schierato a destra....

I romeni in testa
alla classifica
dei criminali

Dal punto di vista criminale, sono stati più bravi e più veloci degli albanesi, conquistando a forza di minacce e violenze una fetta importante del mercato dell’illegalità. «Hanno bruciato le tappe» dicono gli investigatori. E nella classifica dei reati si sono conquistati un posto in prima fila: per gli omicidi, innanzitutto, ma anche per le rapine e le violenze sessuali. L’omicidio della donna seviziata e violentata da un immigrato romeno in una baracca alla periferia di Roma, fa riemergere l’allarme sicurezza legato alla comunità romena - che in Italia secondo l’ultimo rapporto della Caritas conta 556mila persone -, cresciuto in maniera vertiginosa da quando la Romania è entrata nell’Ue.

E non è un caso che nel pacchetto sicurezza approvato ieri dal Consiglio dei ministri sia stata prevista una norma che estende ai prefetti il potere di allontanamento dal territorio dei cittadini comunitari per motivi di sicurezza. Una norma scritta `ad hoc´ per i romeni. Così come non è un caso che nell’ultimo incontro tra il ministro dell’Interno Giuliano Amato e il collega romeno Cristian David - tenutosi una settimana fa a Roma - sia stato deciso di potenziare ulteriormente la collaborazione tra le polizie dei due paesi, con l’arrivo in Italia di altri poliziotti romeni.

Stando ai dati del 2006 in possesso delle forze di polizia, i romeni sono al primo posto per gli omicidi - sono il 15,4% del totale degli stranieri denunciati e il 5,3% sul totale dei denunciati -, le violenze sessuali, i furti di autovetture e quelli con destrezza, le rapine in abitazione e quelle nei negozi, le estorsioni. Ma si «affacciano aggressivamente - è scritto nella relazione sulla criminalità consegnata al Parlamento - ad altri più remunerativi circuiti criminali quali il traffico di droga, l’immigrazione clandestina e la tratta di esseri umani». «La criminalità romena va consolidandosi in modo sempre più preoccupante - proseguono gli investigatori - con l’obiettivo di inserirsi sempre più incisivamente nello scenario criminale nazionale». La mala romena, insomma, «sembra ripercorrere addirittura in modo più rapido le tappe evolutive che hanno caratterizzato l’escalation della criminalità albanese».

Lo testimoniano anche le ultime cronache: la rapina ai danni del regista premio oscar Giuseppe Tornatore il 21 agosto scorso, l’omicidio di Vanessa Russo nella metropolitana di Roma il 26 aprile e quello di una coppia di anziani coniugi in provincia di Cosenza, uccisi a colpi d’ascia dal marito della badante romena il 2 maggio. Per mettere un freno a questa escalation, le autorità dei due paesi si sono incontrate anche recentemente. Amato e il collega David, lo scorso 24 ottobre hanno deciso di rafforzare la cooperazione tra le forze di polizia (così i poliziotti romeni in Italia passeranno da 5 a 10), una maggiore cooperazione per i casi di possibile espulsione dall’Italia di romeni pericolosi per sicurezza e dei programmi per aiutare la permanenza dei rom in patria. «Quella romena è una comunità piccola che è imputabile di un numero rilevante di reati - disse Amato in quell’occasione - Lo scopo è quindi rafforzare la sicurezza e la distinzione che è fondamentale tra cittadini onesti che sono venuti qui a lavorare e i criminali». «Occorre isolare - aggiunse David - chi reca pregiudizi alla stragrande maggioranza dei romeni che sono ben inseriti in Italia».

Ed è in quest’ottica che si è mosso il governo inserendo nel pacchetto sicurezza l’estensione ai prefetti del potere di espulsione per i cittadini comunitari, una norma chiesta anche da rappresentanti dell’opposizione. «Negli ultimi anni è aumentata la quota di reati commessa da stranieri e tra questi quelli che delinquono di più sono i romeni - è scritto proprio nel testo che accompagna i 5 ddl del pacchetto - È una realtà che emerge da tutte le statistiche e che si è accentuata con l’ingresso della Romania nell’Ue. È evidente che gran parte dei romeni in Italia lavora duramente e si comporta più che bene, ma servono strumenti nuovi per non lasciare campo libero a chi viene per delinquere nell’interesse dei cittadini italiani ma anche dei romeni onesti».

Le uniche statistiche di tutto l'articolo sono racchiuse in questa riga e mezza.
"Stando ai dati del 2006 in possesso delle forze di polizia, i romeni sono al primo posto per gli omicidi - sono il 15,4% del totale degli stranieri denunciati e il 5,3% sul totale dei denunciati"

Un po' poco per farsi un'idea... statistica del fenomeno.

PS: tra l'altro in questi giorni c'è stata anche quella sparatoria provocata d un'ex tiratore scelto dell'esercito che ha ucciso una persona e ferite altre. La uestione dei romeni ha fatto passare in secondo piano, nascosto, questo grave fatto.
Il potere dei media.

Dato che notoriamente sei un amante dei numeri eccoti un altro articolo, questa volta del Gazzettino, in cui ci sono altri dati che testimoniano inequivocabilmente che un emergenza romena in Italia c'è dopo se vuoi negare anche questi fatti allora non so proprio cosa farci....

Alla Romania il record dei reati commessi in Italia

Omicidi, furti e rapine: nelle statistiche gli immigrati del Paese dell’est sono davanti a quelli di tutti le altre nazioni
Chi è in testa alla classifica - tra gli immigrati in Italia - degli omicidi volontari consumati? I romeni. E tra i sospettati di violenze carnali? I romeni. E per i furti d'auto o con destrezza? Ancora i romeni. Le rapine in casa o contro esercizi commerciali? I romeni. Sarà anche vero che questi neo-cittadini europei sono diventati ormai la prima tra le nazionalità degli stranieri arrivati in Italia, eppure le statistiche sono davvero impietose. Assieme agli albanesi e ai marocchini, ma comunque con un ruolo di sempre maggiore predominanza, gli ex cittadini del paese di Ceaucescu sembrano davvero bruciare le tappe sul fronte del crimine.

La loro presenza in Italia non è ovviamente riducibile solo ai fatti di cronaca nera o giudiziaria, visto che molti si sono inseriti nel mondo del lavoro (in particolare nell'edilizia), mandano a scuola i figli, fanno progetti duraturi di vita nel nostro paese. Eppure è da qui - da questo autentico bollettino di guerra - che deve partire il viaggio all'interno di un'immigrazione che conta ormai su oltre mezzo milione di presenze. Perchè è lunghissimo ormai l'elenco dei fatti eclatanti che negli ultimi anni li hanno visti protagonisti. Il massacro di Gorgo al Monticano è il più efferato, tra i delitti commessi nel 2007. Ma non è l'unico.

UN ESODO MASSICCIO.Da gennaio i romeni hanno libero accesso in Italia, essendo entrati nella Ue. Ciò ha incrementato i flussi che partono da Bucarest e seguono quasi sempre le rotte che arrivano in Friuli-Venezia Giulia, passando per la Slovenia o l'Austria. Sono gli stessi percorsi della tratta di esseri umani, soltanto che oggi vengono comodamente portati a termine in pullman, auto o in treno. La stima più recente della presenza dei romeni è nel dossier Caritas/Migrantes presentato pochi giorni fa. Si riferisce al 31 dicembre 2006. Su un totale di 3 milioni 690 mila immigrati, i romeni sarebbero 556 mila, il 15.1 per cento della popolazione straniera, per il 53.4 per cento donne. Al secondo posto i marocchini (387 mila, 10.5 per cento), al terzo gli albanesi (381 mila, 10.3 per cento). Questi dati servono per leggere il peso dell'impatto criminale di questa popolazione nella nostra società. A Nordest (dati Istat del gennaio 2005) in Veneto i romeni sono 36.559, pari al 12.7 per cento degli stranieri, preceduti da 40 mila marocchini (14 per cento). In Friuli-Venezia Giulia, la stima Ires 2005 su dati delle anagrafi comunali, collocano i 7.023 romeni al terzo posto (10.7 per cento degli stranieri), preceduti da 10 mila albanesi (15.7 per cento) e quasi 8 mila serbi-montenegrini (12.1 per cento).

UN TRISTE PRIMATO.È il Ministero dell'Interno ad aver stilato le classifiche delle nazionalità che compiono il maggior di reati, per numero di denunciati e di arrestati. I romeni sono sempre nei primi tre posti: 7 volte al primo, tre volte al secondo e 5 volte al terzo posto. Ma colpiscono le percentuali, di molto superiori in alcuni casi all'incidenza ponderata sulla popolazione (circa il 12 per cento nella stima del Viminale). Si arriva a vette del 37 per cento, tre volte in più rispetto alla presenza demografica. I romeni sono al primo posto negli omicidi volontari: 15.4 per cento degli stessi reati commessi da stranieri, il 5.3 per cento di tutti gli omicidi commessi in Italia. Si potrebbe dire che sono più feroci ed efficienti, visto che nei soli tentati omicidi o lesioni volontarie sono preceduti da marocchini e albanesi. Un primato penoso e grave è quello delle violenze sessuali, che vedono i romeni accusati del 16.2 per cento di quei reati commessi da stranieri, che equivale al 6.2 per cento di tutte le violenze sessuali commesse in Italia; precedono i marocchini (15.9 per cento) e gli albanesi (8.8 per cento).

LE RAPINE, UNA SPECIALITÀ.Che le bande romene di rapinatori abbiano messo la testa a casa nostra è noto da anni. Sono stati arrestati anche pendolari del crimine. Statistiche alla mano, eccellono nel colpi in abitazione (19.8 per cento) e contro esercizi commerciali (26.9 per cento). Le rapine in banca o negli uffici postali intimoriscono ancora la malavita che viene dall'estero, eppure i romeni riescono a distinguersi anche in questa attività (terzo posto con l'8 per cento). Ma non disdegnano le rapine per strada, dove sono secondi con il 17.5 per cento sui colpi messi a segno da stranieri, che equivalgono pur sempre al 7.9 per cento sul totale nazionale.

I FURTI DEI MANOLESTA.Ancora ai vertici per quanto riguarda i furti, attuati con i metodi di rom o sinti, piccoli nomadi spesso costretti con le sevizie a rubare. Il 37 per cento dei furti con destrezza commessi da stranieri sono di romeni, il 24.8 per cento di tutti i reati analoghi commessi in Italia. E così il 29.8 per cento di furti d'auto, l'11.2 per cento di tutti i reati simili in Italia. Nei borseggi i marocchini sono al primo posto per poco (20.6 per cento), visto che i romeni arrivano al 19.3 per cento, comunque un quinto dei furti con strappo. Minore l'impegno nei furti in abitazione, terzo posto con l'11.9 per cento, dopo albanesi e serbi.

ESTORSIONI E INFORMATICA.Il buon inserimento nel territorio è dimostrato da altri due reati. I romeni sono al primo posto delle estorsioni, con il 15 per cento (solo il 3.2 per cento su tutti i reati analoghi commessi in Italia, che però sono in buona parte controllati dalle grandi organizzazioni criminali del Sud). Notevole anche la specializzazione dimostrata nelle truffe e frodi informatiche, ovvero l'utilizzo di bancomat clonati. I romeni sono spalla a spalla con i marocchini (8.1 per cento), segno della capacità di cogliere i nuovi potenziali di arricchimento criminale.

UN'ESCALATION SELVAGGIA.Nel '91 i romeni denunciati o arrestati in Italia furono 571. Dieci anni dopo erano 15 mila. Nel 2006 sono arrivati alla cifra di quasi 40 mila, 21.539 denunciati a piede libero, 17.945 arrestati. Sono cifre impressionanti. A fine giugno nelle carceri italiane, dopo i 3.326 marocchini venivano i 2.267 romeni, il 14.5 per cento della popolazione carceraria straniera.

L'ALLARME DEL MINISTRO.Nel rapporto sulla criminalità in Italia, il ministro Giuliano Amato, la scorsa estate aveva lanciato un vero allarme. «La criminalità romena sembra ripercorrere in modo più rapido le tappe evolutive dell'escalation della malavita albanese, affermandosi progressivamente sia per numero che per potenzialità criminale». Facile previsione: «Al momento si dedica in modo preponderante ai reati contro il patrimonio, in particolare le rapine in abitazione, ma già si affaccia ad altri più remunerativi circuiti criminali, traffico internazionale di droga (soprattutto eroina), immigrazione clandestina, tratta di esseri umani». Su questi ultimi filoni i romeni hanno già soppiantato gli albanesi, almeno a Nordest, assumendo il controllo dello sfruttamento della prostituzione.

Giuseppe Pietrobelli

Estrapolo:
"Su un totale di 3 milioni 690 mila immigrati, i romeni sarebbero 556 mila, il 15.1 per cento della popolazione straniera, per il 53.4 per cento donne. Al secondo posto i marocchini (387 mila, 10.5 per cento), al terzo gli albanesi (381 mila, 10.3 per cento). Questi dati servono per leggere il peso dell'impatto criminale di questa popolazione nella nostra società."

"Questi dati servono per leggere il peso dell'impatto criminale di questa popolazione nella nostra società." ???? Trasecolo. Secondo me questi sono dati che servono solo a dire che i romeni sono la maggiore comunità di stranieri in Italia.
Mio caro Daniele, questo è un esempio di come le emergenze vengano aperte/chiuse/ignorate dai mass media.

Caro Tiziano, non per fare polemica, sai che non sono di certo il tipo...., ma però stavolta devo dirti che nell'estrapolare determinati dati ne hai scordati altri comunque significativi e, almeno per me, chiarissimi ed inequivocabili che comunque, per amicizia e correttezza informativa, te li rammento di nuovo anche perchè la fonte, il Gazzettino, da cui proviene credo sia degna del massimo rispetto.

Tratto dal "Gazzettino"

UN TRISTE PRIMATO.È il Ministero dell'Interno ad aver stilato le classifiche delle nazionalità che compiono il maggior di reati, per numero di denunciati e di arrestati. I romeni sono sempre nei primi tre posti: 7 volte al primo, tre volte al secondo e 5 volte al terzo posto. Ma colpiscono le percentuali, di molto superiori in alcuni casi all'incidenza ponderata sulla popolazione (circa il 12 per cento nella stima del Viminale). Si arriva a vette del 37 per cento, tre volte in più rispetto alla presenza demografica. I romeni sono al primo posto negli omicidi volontari: 15.4 per cento degli stessi reati commessi da stranieri, il 5.3 per cento di tutti gli omicidi commessi in Italia. Si potrebbe dire che sono più feroci ed efficienti, visto che nei soli tentati omicidi o lesioni volontarie sono preceduti da marocchini e albanesi. Un primato penoso e grave è quello delle violenze sessuali, che vedono i romeni accusati del 16.2 per cento di quei reati commessi da stranieri, che equivale al 6.2 per cento di tutte le violenze sessuali commesse in Italia; precedono i marocchini (15.9 per cento) e gli albanesi (8.8 per cento).

LE RAPINE, UNA SPECIALITÀ.Che le bande romene di rapinatori abbiano messo la testa a casa nostra è noto da anni. Sono stati arrestati anche pendolari del crimine. Statistiche alla mano, eccellono nel colpi in abitazione (19.8 per cento) e contro esercizi commerciali (26.9 per cento). Le rapine in banca o negli uffici postali intimoriscono ancora la malavita che viene dall'estero, eppure i romeni riescono a distinguersi anche in questa attività (terzo posto con l'8 per cento). Ma non disdegnano le rapine per strada, dove sono secondi con il 17.5 per cento sui colpi messi a segno da stranieri, che equivalgono pur sempre al 7.9 per cento sul totale nazionale.

I FURTI DEI MANOLESTA.Ancora ai vertici per quanto riguarda i furti, attuati con i metodi di rom o sinti, piccoli nomadi spesso costretti con le sevizie a rubare. Il 37 per cento dei furti con destrezza commessi da stranieri sono di romeni, il 24.8 per cento di tutti i reati analoghi commessi in Italia. E così il 29.8 per cento di furti d'auto, l'11.2 per cento di tutti i reati simili in Italia. Nei borseggi i marocchini sono al primo posto per poco (20.6 per cento), visto che i romeni arrivano al 19.3 per cento, comunque un quinto dei furti con strappo. Minore l'impegno nei furti in abitazione, terzo posto con l'11.9 per cento, dopo albanesi e serbi.

ESTORSIONI E INFORMATICA.Il buon inserimento nel territorio è dimostrato da altri due reati. I romeni sono al primo posto delle estorsioni, con il 15 per cento (solo il 3.2 per cento su tutti i reati analoghi commessi in Italia, che però sono in buona parte controllati dalle grandi organizzazioni criminali del Sud). Notevole anche la specializzazione dimostrata nelle truffe e frodi informatiche, ovvero l'utilizzo di bancomat clonati. I romeni sono spalla a spalla con i marocchini (8.1 per cento), segno della capacità di cogliere i nuovi potenziali di arricchimento criminale.

UN'ESCALATION SELVAGGIA.Nel '91 i romeni denunciati o arrestati in Italia furono 571. Dieci anni dopo erano 15 mila. Nel 2006 sono arrivati alla cifra di quasi 40 mila, 21.539 denunciati a piede libero, 17.945 arrestati. Sono cifre impressionanti. A fine giugno nelle carceri italiane, dopo i 3.326 marocchini venivano i 2.267 romeni, il 14.5 per cento della popolazione carceraria straniera.

PS. Se questi non sono numeri allora forse nei prossimi giorni dovrò andare dall'oculista :-)
PS. Riusciremo a vederci de visu per un incontro riguardante anche le elezioni a Spilimbergo, prima di Natale?

Daniele