You are here

«Non vogliamo i profughi» San Quirino sta col sindaco

Data: 
Domenica, 14 February, 2016
Testo: 

Della Mattia: «No a 18 maschi davanti alle scuole. Almeno mandino le famiglie»
Serafini: se il prefetto non risponde, chiedo le dimissioni della giunta e del consiglio

SAN QUIRINO Oltre 400 cittadini, sui 4 mila abitanti del comune, hanno partecipato all’assemblea indetta dal sindaco Corrado Della Mattia e dal consiglio comunale per informare sull’arrivo dei profughi in paese, ospiti nell’abitazione della famiglia Arcicasa di via Mason. Da domani ogni giorno è buono, ma sindaco e amministrazione sono intenzionati a tenere testa al prefetto Maria Rosaria Laganà. Ameno i tre quarti dei sanquirinesi presenti erano dalla loro parte, preoccupati per le presunte conseguenze in termini di incolumità pubblica e arrabbiati perché convinti, come il sindaco, che dietro alla gestione dell'emergenza immigrazione in capo alle cooperative vi sia un grande business. «Non vogliamo una colonia di pakistani maschi davanti alle nostre scuole elementari – ha detto Della Mattia – e non condividiamo questa assurda gestione. Dopo San Quirino si sono hanno detto no anche i sindaci di Spilimbergo e Fanna, se resistiamo potremmo sperare di essere ascoltati». Della Mattia punta però alla mediazione: «Chiederò che per lo meno ci mandino famiglie», ha detto. Più dura la Lega Nord che i profughi non li vuole proprio. «Se entro la prossima settimana non riceveremo buone notizie dal prefetto – ha detto il conisgliere Claudio Serafini – chiederò le dimissioni del sindaco e dell'intero consiglio, come atto di protesta». Da parte sua il primo cittadino aveva già anticipato al prefetto che non garantirà l’ordine pubblico, in caso di iniziative spontanee della sua gente. Ha promesso inoltre ai cittadini che «all’arrivo dei profughi scatteranno le verifiche sanitarie, urbanistiche e la richiesta di più forze dell’ordine». Intanto al prefetto l’amministrazione invierà, come richiesto, il resoconto dell’assemblea dopo averlo condiviso domani con il consiglio. «Li ho aiutati anch’io i profughi – ha detto una signora – ma non è bene che vivano di fronte ad una scuola». Arrabbiati soprattutto i genitori degli alunni che hanno chiesto garanzie sulla loro sicurezza. Non sono però mancati nemmeno i contrari al braccio di ferro con il Governo.
Unica voce fuori del coro del consiglio, presente al completo sul palco, il radicale Stefano Santarossa. «Il prefetto – ha spttolineato – non ha potuto trovare una soluzione diversa dal privato perché questa amministrazione ha rifiutato il confronto. Qui si fa solo campagna elettorale».
Contro il sindaco anche Giacomo Bet, di Rc, e Mauro Rampogna del meet up dei 5stelle. «Della Mattia non spiega dice come funziona la gestione dell’immigrazione, né che i 36 euro al giorno per profugo li avrebbe potuti gestire l’amministrazione, per progetti di accoglienza». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Autore: 
Milena Bidinost
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Pordenone
Stampa e regime: 
Notizie dai consigli comunali: 
Condividi/salva