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«Sono stati 10 anni di sofferenza». Cappato (Radicali) da sempre in prima linea.

Data: 
Giovedì, 10 April, 2014
Testo: 

«Ma la battaglia non è ancora finita»

ROMA «Si è finalmente chiusa una brutta pagina di questa legge anti-costituzionale. Una norma che non è stata altro che il risultato della politica clericale, bipartisan, che per vent’anni ci ha governato». Duro il commento di Marco Cappato, leader del movimento dei Radicali e figura di riferimento dell’associazione “Luca Coscioni”, che da sempre hanno contestato la legge 40. «Noi contro questa legge ci siamo battuti fin dall’inizio» ricorda Cappato. I Radicali infatti promossero un referundum abrogativo nel 2005 che però non raggiunse il quorum. Oggi però non è giorno dell’amarezza per i Radicali perché questa battaglia è stata soprattutto vostra. «Sono però dovuti trascorrere dieci anni di sofferenza vissuti sulla pelle delle persone perché venisse riconosciuta una libertà costituzionale come quella dell’uguaglianza e vedere la fine delle proibizioni contro i diritti delle donne e degli uomini». Si aspettava questa sentenza? «La nostra battaglia è stata portata avanti sia a livello politico che giurisprudenziale. La legge era discriminatoria e l’abbiamo sempre detto che era incostituzionale. Ora è stata smantellata in tutte le sue linee guida con i ricorsi, ma la battaglia resta politica». Cosa bisognerebbe cambiare ancora della legge 40? «Uno degli aspetti assurdi è il divieto di accesso alla fecondazione assistita da parte di coppie fertili, ma portatrici di patologie genetiche e il divieto di utilizzo degli embrioni per la ricerca scientifica». Dunque, si ritorna alla questione della ricerca sulle staminali? «Da noi questi embrioni rimangono nelle centinaia di centri medici senza sapere che fine faranno, mentre il resto dell’Unione Europea finanzia la ricerca sugli embrioni. Cosa ci sia di etico in tutto questo noi dell’associazione Luca Coscioni, ancora non lo abbiamo ancora capito». Dopo la sentenza della Corte costituzionale pensa che il clima sia cambiato anche nei confronti degli altri temi per cui si batte l’associazione? «Siamo soddisfatti e crediamo che sia utile tenere presente quanto è accaduto per la legge 40 quando si andrà a discutere temi come la legalizzazione dell’eutanasia o la normativa sulla droga. Il problema vero rimane quello di garantire l’accesso ai diritti costituzionali. E su questo c’è ancora molta strada da fare». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Autore: 
f.cup.
Fonte: 
Messaggero Veneto
Stampa e regime: 
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