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DETENUTO MORTO, ISPEZIONE IN CARCERE

Testo: 

Il sostituto procuratore Campagnaro verificherà lo stato delle celle e raccoglierà testimonianze sull’ultima sera di Borriello
sopralluogo in mattinata
Per oggi il magistrato ha previsto anche un incontro con il direttore della struttura penitenziaria. Non si ferma la caccia alla verità

Un segnale chiaro della volontà della magistratura pordenonese, e in particolare del sostituto procuratore Matteo Campagnaro che ha in mano l’inchiesta, di andare fino in fondo per fare chiarezza su una morte che lascia ancora tanti punti interrogativi senza risposta. Non si ferma all’autopsia la caccia alla verità sulle cause della morte improvvisa di Stefano Borriello, il 29enne che si trovava in custodia cautelare nel carcere di Pordenone e che ha cessato di vivere venerdì sera alle 21.15, per arresto cardiocircolatorio, nell’ospedale Santa Maria degli Angeli. Poco più di un’ora prima, era stato colto da malore in carcere e soccorso dagli infermieri in servizio, che avevano attuato la rianimazione cardiopolmonare fino all’arrivo dell’ambulanza del 118. Era stato trasportato al pronto soccorso ma le sue condizioni erano ulteriormente peggiorate fino al decesso per arresto cardiaco. Oggi il dottor Campagnaro, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti, effettuerà un sopralluogo proprio nel carcere di Pordenone. Un’ispezione alla ricerca di ulteriori elementi utili a ricostruire l’ultima sera del giovane detenuto, a delineare la dinamica dei fatti. Una visita in quegli ambienti carcerari in cui Borriello ha trascorso in tutto due mesi: era finito dietro le sbarre a inizio giugno, in custodia cautelare per l’ipotesi di reato di rapina aggravata. Da sottolineare che la Procura ha già acquisito testimonianze da persone che si trovavano in carcere la sera di venerdì 7 agosto, ma il sopralluogo odierno consentirà di ottenere ulteriori riscontri in questo senso. Inoltre, il sostituto procuratore è intenzionato ad incontrare il direttore della struttura carceraria pordenonese, Alberto Quagliotto. Insomma, la giornata odierna rappresenterà una tappa importante nell’ambito dell’inchiesta. La presenza in carcere del magistrato sarà anche un segnale dell’attenzione e dell’impegno profuso dalla Procura su questo caso, anche a fronte delle istanze manifestate dai familiari e in particolare dalla madre di Stefano, che ha chiesto che si faccia luce sulla prematura morte del figlio. Un’iniziativa che si può inquadrare, inoltre, come un modo per stemperare sul nascere eventuali polemiche. L’apertura del fascicolo di indagine per l’ipotesi di omicidio colposo ha costituito nei giorni scorsi un atto dovuto, per consentire l’esame autoptico e la presenza di consulenti di parte. Ad oggi non risultano iscrizioni sul registro degli indagati. A proposito dell’autopsia, l’anatomopatologo Renzo Fiorentino non aveva riscontrato la presenza di ecchimosi sul corpo di Borriello. Quella di una natura violenta della vicenda è un’ipotesi al momento del tutto esclusa dalla Procura. É questione di ore la consegna al magistrato da parte del dottor Fiorentino di un primo esito dell’esame. La valutazione di questo esito preliminare del lavoro autoptico consentirà di decidere se gli accertamenti sulla salma possono considerarsi completati. In caso affermativo, la Procura potrà emettere il nulla osta per i funerali di Borriello. Entro la prima metà di ottobre sarà depositato invece l’esito completo della perizia dell’anatomopatologo. In base alle risultanze dell’esame necroscopico, la magistratura deciderà se procedere con eventuali, ulteriori accertamenti, ad esempio, sulle condizioni della cella. Nei locali in cui si trovano i detenuti a Pordenone non ci sono condizionatori d’aria e il caldo è a tratti opprimente in questo periodo. Se l’autopsia facesse emergere elementi da correlare alle condizioni climatiche della cella, allora la magistratura trarrà le dovute conclusioni. Allo stato attuale, però, la situazione climatica del carcere non è considerata rilevante nell’ambito dell’indagine.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Data: 
Venerdì, 14 August, 2015
Autore: 
Piero Tallandini
Fonte: 
Messaggero Veneto - Pordenone
Stampa e regime: 
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