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Detenuto si impicca in cella con il cavo della tv

Data: 
Sabato, 26 April, 2014
Testo: 

IN CARCERE Si è tolto la vita Alessandro Braidic di 39 anni. Sarebbe dovuto uscire nel 2039

Una serie di condanne per rapine, furti e la fuga dopo un investimento

Sabato 26 Aprile 2014,
Tragedia, ieri pomeriggio, alla casa di reclusione Due Palazzi. Un detenuto si è impiccato in cella usando il cavo della televisione. Così ha perso la vita Alessandro Braidic di 39 anni, giostraio e originario di Milano. Sarebbe dovuto uscire dal carcere nel 2039. Braidic, in precedenza detenuto a Udine, dopo avere litigato con un detenuto è stato trasferito a Padova, ma ha chiesto e ottenuto una cella da solo. Un carattere molto introverso, tanto da non riuscire quasi mai ad avere un rapporto con gli altri carcerati.
Ieri pomeriggio, preso dallo sconforto, ha staccato il cavo della televisione e si è impiccato. Appena i poliziotti penitenziari se ne sono accorti sono intervenuti con la massima tempestività. Braidic è stato rianimato per diversi minuti, ma alla fine non c’è stato nulla da fare. Il trentanovenne è morto impiccato. In via Due Palazzi sono intervenuti anche gli uomini della Squadra mobile e i poliziotti della Scientifica. Ma è certo che si tratta di un suicidio. Braidic ha commesso diversi reati a Milano. Un omicidio colposo: ha investito una persona uccidendola in auto ed è scappato. Poi si è reso colpevole di alcuni reati contro il patrimonio come furti e rapine. Ha commesso reati anche in Friuli a Udine e a Pordenone, dove è stato pizzicato in due occasioni nel 1997 e nel 2003 per un furto d’auto e per assegni falsi. In quest’ultimo caso nel 2011 ha potuto usufruire del condono. Ma negli anni i reati si sono accumulati e alla fine ha rimediato un fine pena al 2039. Una mazzata e per questo motivo è caduto in depressione, tanto da organizzare il suo suicidio in cella con il cavo della televisione.

I DATI
In due anni due morti per suicidio dietro le sbarre

Sabato 26 Aprile 2014,
(L.M.) Dal primo gennaio al 22 aprile scorso, sono già 43 i detenuti sono deceduti in carcere, 11 tra loro quelli che si sono tolti la vita. Lo scorso anno sono stati invece 153 i decessi di questi ben 49 si sono suicidati. Tra loro anche un detenuto della Casa Circondariale di via Due Palazzi, un ragazzo di 21 anni di nazionalità marocchina, in Italia da 6 anni. Nel 2012 nello stesso carcere padovano era stato un quarantanovenne, sempre straniero, a decidere di farla finita anch'esso detenuto nella Casa Circondariale. Era uno dei 60 detenuti che hanno scelto il suicidio tra i 154 decessi registrati in quell'anno in tutta la nazione. Morti che riportano alla ribalta la situazione di sovraffollamento delle carceri e le conseguenti difficoltà di vita, non solo dei detenuti stipati anche in 6 dentro celle studiare per due persone, ma anche delle guardie carcerarie costrette spesso ad operare in condizioni critiche. Periodiche le proteste che arrivano sai dai sindacati degli operatori carcerari che dalle associazioni che si occupano del problema e della vita in carcere come la padovana «Ristretti orizzonti». Frequenti anche le visite dei parlamentari di diversi schieramenti che cercano di constatare di persona le condizioni di vita dietro le sbarre.

Autore: 
Marco Aldighieri
Fonte: 
IL GAZZETTINO - Padova
Stampa e regime: 
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