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FINE VITA Serve una “cassaforte” per conservare gli atti

Data: 
Domenica, 31 August, 2014
Testo: 

E intanto i radicali chiedono al Comune un aiuto per l’iniziativa legislativa nazionale

Una firma sul registro – che sarà pubblico – e una dichiarazione in busta chiusa alla segreteria generale del Comune per dire come si vuole essere trattati in caso di stato vegetativo. Una busta che – dovendo rimanere integra per molti anni – va studiata in modo accurato. Una soluzione, al vaglio dell’amministrazione comunale, è una cassaforte (soluzione già adottata in altri Comuni). Anche questo aspetto sarà comunque al centro di un confronto tra l’amministrazione e i notai che si sono detti disponibili a collaborare con il registro di fine vita. Intanto la decisione dell’amministrazione Pedrotti piace a Stefano Santarossa, presidente dei Radicali Fvg che rilancia. «Apprendo con soddisfazione la decisione della giunta di Pordenone di istituire il registro per le dichiarazioni anticipate di volontà relative ai trattamenti sanitari (o “biotestamento” o “testamento biologico”), una delibera che risponde anche alle migliaia di firme raccolte lo scorso anno a Pordenone dai radicali friulani sulla proposta di legge di iniziatitiva popolare per la legalizzazione dell’eutanasia ed il testamento biologico. Ogni giorno in media quattro malati terminali si suicidano nei modi più atroci. L’eutanasia clandestina è anche questo» rileva Santarossa. «Il 13 settembre, oltre 67.000 cittadini depositarono una proposta di legge per l'eutanasia legale, il testamento biologico e l'interruzione delle terapie. Da allora, i parlamentari non hanno fatto assolutamente nulla: né un’audizione, né un dibattito. Per impedire che anche l’anno prossimo questa tragedia prosegua e ottenere che i parlamentari la smettano di girare la testa dall’altra parte, anche i radicali friulani insieme all’Associazione Luca Coscioni il 13 settembre saranno in piazza a Pordenone aderendo all’iniziativa “centocittà dell’eutanasia legale e il biotestamento”, davanti al Comune per chiedere ai la discussione della legge e ai Comuni l’attivazione del registro. Invito il sindaco Claudio Pedrotti, tra l’altro firmatario della nostra proposta di legge, e la giunta a partecipare alla nostra iniziativa».
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Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Pordenone
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