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IL CASO Bagarre in consiglio sulla commissione per l’impianto a biogas

Testo: 

Bagarre in consiglio comunale a San Quirino, durante la discussione dell’articolo 2 della convenzione sottoscritta due anni fa tra il Comune e la Sito Energy, l’azienda proprietaria dell’impianto di biogas di via Partidor di San Foca. Si tratta della parte che riguarda la composizione dell’organismo di vigilanza, con funzioni consultive, sull’attività dell’impianto. La proposta portata dal sindaco è stata quella di un organo composto da tre rappresentanti, scelti tra cittadini di San Foca e nominati, due dai rispettivi gruppi di minoranza consiliari e uno dalla maggioranza. Il primo a opporsi a questa proposta, è stato l’ex vicesindaco leghista Maurizio Tomizza, che ricordato come «già a settembre era stata approvata in consiglio una proposta di composizione di tale organismo, diversa da quella attuale, presentata successivamente alla Sito Energy per la trattativa. Ora la si cambia e senza nemmeno avere approvato un regolamento che disciplini compiti e responsabilità di questi rappresentanti». Dalla sua Tomizza aveva la copia della lettera del consulente legale di Sito Energy, l’avvocato Francesco Longo, inviata in questi giorni al sindaco: in essa il legale lamentava sia il fatto che già a settembre era stata presentata alla ditta una bozza di accordo, che ora si va a modificare, e che questa nuova istituirebbe un organo a connotazione politica rispetto all’attività imprenditoriale di un privato. Inoltre sempre Tomizza ha lamentato l’assenza di un regolamento che disciplini compiti e responsabilità di tale organismo. Alla luce di ciò secondo Tomizza e i colleghi di maggioranza Alessandro Tonusso (FI) e Monica Bomben (indipendente) l’operazione è troppo rischiosa. Così anche per i cinque di Salaviamo San Quirino Insieme. La proposta è passata quindi con gli 8 voti del resto della maggioranza più quello di Stefano Santarossa. Per lui e per Della Mattia «il consiglio non può farsi dettare l’agenda da altri, è una scelta politica legittima che ora andremo a trattare con la ditta. Quanto ai rischi legali, non ce ne sono. Il regolamento infine arriverà dopo». Alla fine del consiglio il colpo di coda del sindaco: «La mozione di sfiducia nei miei confronti – ha detto – non è firmata dai due quinti del consiglio, pari a 7 consiglieri quindi, come prevede il regolamento».

Data: 
Sabato, 20 December, 2014
Autore: 
(mi.bi.)
Fonte: 
Messaggero Veneto - Pordenone
Stampa e regime: 
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