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L’ATTACCO DI SANTAROSSA «Toni discriminatori verso gli immigrati»

Data: 
Mercoledì, 10 February, 2016
Testo: 

L’assemblea di venerdì è stata voluta da tutti i capigruppo consiliari, ad eccezione del radicale Stefano Santarossa, per informare la popolazione dell’arrivo, dopo il 15 febbraio, di un gruppo di profughi nella casa della famiglia Arcicasa di via Mason. Decisione questa contro la quale l’amministrazione si oppone. A partecipare alla serata è stata invitato anche il prefetto Maria Rosaria Laganà. «É una prova muscolare con il prefetto e i proprietari dell'abitazione – dice da parte sua Santarossa – che non condivido. Non sono contrario all’accoglienza e ben venga l’informazione, purché sia equidistante. Ma non sarà così visti i toni discriminatori nei confronti dei profughi usati dalle istituzioni locali, volti a fomentare la gente». Intanto però Santarossa si è attirato le critiche della comunità istriana delle Villotte. In un suo intervento, nei giorni scorsi, aveva paragonato gli istriani ai profughi attuali. «Affermare una tale assurdità – sbotta Maurizio Tomizza, consigliere indipendente – è da gente che non sa nulla di storia. Santarossa se la studi: l’Istria era italiana». Contro Santarossa anche Sergio Gelisi, dell’azienda agricola Gelisi Antonio, e Luciana Pulin, entrambi figli di istriani. «Santarossa aveva fatto dichiarazioni analoghe anche un paio di mesi – ricorda Pulin – e ritengo, avendo lui un ruolo pubblico, sia bene che si informi su questa pagina di storia per troppo tempo oscurata. Gli istriani sono italiani e non stranieri – rimarca quindi –. Gli esuli avevano casa, affetti e proprietà terriere redditizie che hanno abbandonato. Il sostegno ricevuto dallo Stato consisteva in un’abitazione agricola e un appezzamento di terreno, che nessuno aveva mai coltivato. Un aiuto restituito con il pagamento di un mutuo trentennale».

Autore: 
(m.bi)
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Pordenone
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