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La parola a Pannella

Data: 
Giovedì, 12 March, 2015
Testo: 

ROMA
«QUANDO ho saputo di Berlusconi ho pensato allo scandalo di Enzo Tortora». Il leader radicale Marco Pannella è in Svizzera. Sta per essere ricevuto all’Alto commissario dei diritti umani dell’Onu.
Addirittura le viene in mente Tortora?
«Mi viene in mente il dramma della giustizia».
Che sarebbe?
«La politica è condizionata da sentenze manifestamente ingiuste».
Tutti facciamo errori.
«Certo. E dobbiamo umilmente ammetterlo. È chiaro che nella corporazione dei giudici esiste una minoranza agguerrita e in buona fede, per carità, che però sbaglia».
E quindi?
«E quindi dobbiamo fare in modo che prevalga un vero stato di diritto».
Grazie...
«No, un momento. Non ho detto una scempiaggine. Lo stato di diritto, come ci insegnano Giorgio Napolitano e Sergio Mattarella che mai smetterò di ringraziare, è essenziale».
Arigrazie.
«Dico che ragion di Stato e di partito non si devono affermare come regole».
Alcuni sostengono che quella del Cavaliere è questione privatissima...
«Certo, in questi anni è continuata la vergogna!».
Quale?
«Di confondere problemi di costume con questioni pubbliche. C’è roba più seria e urgente per lo Stato italiano».
Va bene, però le polemiche sono state feroci.
«Nessun dubbio. Un dato su tutti mi sembra evidente. Gli anti-berlusconiani sono stati sputtanati. Anti-berlusconiani che io posso anche stimare, sia chiaro. Devono capire che lo Stato italiano deve rientrare nella legalità».
Vai, si ritorna alla ‘giustizia giusta’.
«Mai, noi radicali, l’abbiamo dimenticata».
Berlusconi è un perseguitato?
«Una componente persecutoria è innegabile».
I giudici ‘politicizzati’?
«Piuttosto l’obbligatorietà dell’azione penale. Vergogna!».
Perché colpisce Berlusconi...
«Maddai! Colpisce tutti. Il 35 per cento della gente che sta in galera viene poi dichiarata innocente».
L’accusa: i radicali hanno un feeling forte col Cavaliere.
«Coglioni!».
No, Pannella, non la metta così.
«Coglioni! Io non mi nascondo. Berlusconi ha firmato i nostri 12 radicalissimi referendum».
Ma perché si arrabbia?
«Perché è stato fatto tutto alla luce del sole. Berlusconi firmò pur riconoscendo che non avrebbe votato a favore per tutti e dodici».
E perché firmò?
«Perché tutti avevano diritto a pronunciarsi».
Vi ha sempre aiutato.
«Sin dal 1992-93. Poi non è più riuscito a far breccia nel potere partitocratico».
Insomma, non ne sbaglia una?
«Nooo. Ma rivendico appieno l’appoggio dei radicali».
La salute come va?
«Grazie a me si fanno nuove scoperte. I miei digiuni, l’autofagia, la longevità. Anche in questa do un contributo».
Autofagia: «Processo catabolico – evolutivamente conservato in cellule di lievito, piante e animali – che, a livello basale, rappresenta il principale meccanismo di regolazione del turnover dei componenti del citoplasma e di rimozione selettiva degli organelli danneggiati» (Dizionario Treccani).

Autore: 
Francesco Ghidetti
Fonte: 
LA NAZIONE
Stampa e regime: 
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