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Pannella lancia l’ennesima sfida allo Stato

Data: 
Domenica, 12 July, 2015
Testo: 

Lo storico leader radicale inaugura la mostra e annuncia nuovi referendum: Italia senza democrazia

GORIZIA Pur infiacchito dall’età che avanza inesorabile (la carta d’identità, impietosa, ne conta 85 dallo scorso maggio), il leone radicale non smette di ruggire.
A Gorizia per inaugurare la mostra “I Radicali al muro”, Marco Pannella lancia ancora una volta la sfida a Stato e magistratura, pronto a brandire una volta in più lo strumento del referendum. «Denunceremo le Procure della Repubblica, perché nei nostri confronti, puntualmente, non viene esercitata l’obbligatorietà dell’azione legale», ha urlato il leader radicale, citando in particolare le iniziative del movimento sulla liberalizzazione delle droghe leggere: «Rita Bernardini ha coltivato 56 piante sul terrazzo, si è autodenunciata. E la stessa cosa ho fatto io mille volte, fumando spinelli in piazza dopo aver avvisato le forze dell’ordine: ma niente, non ci processano, non vogliono fornire ai media lo spunto per dare risalto alle nostre iniziative - ha spiegato Pannella -. Adesso faremo qualcosa, già nelle prossime settimane: non vi facciamo annoiare».
L’icona radicale ha poi parlato anche dell’attualità politica: «Non abbiamo eletti, non c’è democrazia. Proprio come il titolo della mostra, tanti ci vorrebbero al muro, è un’illusione che i partiti hanno sempre nutrito - ha spiegato Pannella -. Ci siamo sempre occupati di famiglie, della povertà, di tutti quei temi che riguardano i diritti della persona, così poco affrontati dalla politica oggi», l’invettiva di Pannella, che poi ha raccontato ai presenti la storia del simbolo del Partito radicale, quella rosa nel pugno dell’Internazionale socialista “concessa” da Francois Mitterrand.
All’inaugurazione della mostra - che ripercorre sessant’anni di storia radicale attraverso i manifesti delle iniziative del partito, gelosamente custoditi da Ugo Razza - hanno partecipato anche la segretaria del movimento Rita Bernardini, e il giornalista Valter Vecellio, che proprio partendo dai placcati esposti, ha ricordato come le battaglie radicali «costituiscano un segno di un’attualità che non passa, che evidenzia la preveggenza degli stessi radicali», ha spiegato il caporedattore del Tg2, ricordando le figure di Loris Fortuna e Vittorio Vidali. Poi proprio Bernardini è tornata sulla questione della liberalizzazione dei cannabinoidi: «La Direzione nazionale Antimafia si è espressa a favore delle legalizzazione della cannabis, evidenziando come il divieto favorisca l’azione delle mafie. Casualmente - ha detto la segretaria radicale -, quella relazione è completamente sparita dalla circolazione, nessuno ne ha dato notizia: l’abbiamo pubblicata sul nostro sito, presto faremo nuove iniziative sul punto». Poi anche Bernardini ha ricordato le battaglie del partito nel corso dei decenni: «Abbiamo sempre dovuto fare scandalo per avere attenzione e ci siamo sempre riusciti: tante delle battaglie che abbiamo intrapreso sono ancor oggi attuali - ha evidenziato -. Abbiamo portato Cicciolina in Parlamento, abbiamo sfilato nudi e fumato hashish nelle piazze: eppure oggi la politica è rappresentata da Salvini, al quale consegneremo la ruspa d’oro, perché vogliamo spiegargli che ogni sgombero dei campi Rom costa 160 mila euro e che solo a Roma ne sono già stati eseguiti trenta. C’è chi cavalca le paure degli italiani, senza curarsi del fatto che i Rom nel nostro Paese sono appena 180 mila, mica 5 milioni».
Poi, l’immancabile appello alla sottoscrizione delle tessere: «Senza iscrizioni non possiamo continuare a vivere», ha ricordato Bernardini, ricalcando l’invito formulato anche da Pannella.

Autore: 
Christian Seu
Fonte: 
Messaggero Veneto
Stampa e regime: 
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