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Ballaman e i soldi ai partiti

Data: 
Domenica, 17 October, 2004
Testo: 

Leggendo le dichiarazioni rilasciate dal deputato Ballaman sul finanziamento pubblico dei partiti, non possiamo non constatare con rammarico come anche lui sia rimasto vittima di quella sindrome di capovolgimento della realtà che negli ultimi tempi pare coinvolga gran parte del mondo politico e culturale italiano.Così come si è giunti - capita persino questo! - a fare dell'integralista Buttiglione un paladino della libertà di coscienza e un martire di un presunto quanto risibile "oscurantismo laicista"; allo stesso modo ora si arriva al paradosso per cui proprio Ballaman - capofila, ricordiamo, dell'ennesima leggina-truffa volta ad aumentare ulteriormente i finanziamenti pubblici ai partiti - arrivi ad accusare i radicali di incoerenza su un tema che invece li ha visti protagonisti fin dai lontani anni '70. Vorremmo ricordare a Ballaman che la storia di radicali è fatta - tra l'altro - di ben tre referendum (1978, 1993 e 2000) per abolire la vergogna del finanziamento pubblico ai partiti. E ora vorremmo fare il quarto, per non darla vinta a chi ha truffato e tradito ripetutamente la volontà popolare.
A fronte di queste battaglie sostenute dai radicali, a cui vi è da aggiungere anche quella che Ballaman definisce la "distribuzione di qualche banconota nelle piazze in segno di sdegno contro i finanziamenti " - vi è invece il comportamento di Ballaman e degli altri suoi compagni di partito, che evidentemente, per non smentire se stessi, non hanno mai nemmeno lontanamente pensato di contraddirsi andando magari anche loro nelle piazze "a distribuire qualche banconota".
La loro storia, infatti, è ben altra: sarebbe utile, a questo proposito, che Ballaman si ricordasse, e raccontasse a tutti noi, che nel 1999, a seguito di una serie di riunioni di tutti i tesorieri (tranne il radicale, ovviamente), spesso animate e guidate dal leghista Maurizio Balocchi (Roma sarà pure ladrona, ma al furto si può anche contribuire dalla Padania), fu approvata una nuova legge, che aumentò indiscriminatamente l'importo dei rimborsi elettorali. Non pago di ciò, ora Ballaman, questa volta - diamone atto - smentito dal suo stesso partito, ha tentato in Parlamento di innalzare ulteriormente la quota di finanziamento pubblico dei partiti.Capiamo bene, quindi, le difficoltà in cui si dibatte attualmente Ballaman, attaccato anche dai suoi colleghi di partito: ma difendersi capovolgendo la realtà e arrivando ad accusare i radicali proprio su questo tema, ci fa venire in mente la storia di quel bue che dà del cornuto all'asino...

Stefano Santarossa
Presidente radicali friulani - Pordenone

Autore: 
Fonte: 
IL GAZZETTINO - Lettere
Stampa e regime: 
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