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Salari e produttività

Data: 
Martedì, 15 February, 2005
Testo: 

Un paese moderno non può rinunciare a una pubblica amministrazione efficiente. Servizi efficienti significano una migliore qualità della vita per i cittadini, minore burocrazia e più competitività per le aziende. Non ultimo minori costi e quindi potenzialmente minori tasse per tutti.
Di grande interesse, quindi, la notizia pubblicata sul Sole 24 ore di giovedì 10 febbraio dell'accordo raggiunto tra il governo tedesco - socialdemocratico - e i sindacati del settore pubblico; in base a esso circa due milioni di dipendenti pubblici riceveranno un aumento di stipendio una tantum - ovvero valido unicamente per i 35 mesi di durata del contratto - dell'1%, inferiore al tasso di inflazione che a gennaio è stato dell'1,6%, mentre l'orario passerà dalle 38,5 ore attuali alle 39 ore settimanali.
Ma la vera novità, che rappresenta il superamento di un tabù, è che dal 2007 gli aumenti dei salari saranno legati alla produttività del dipendente e non più ai vecchi criteri quali età, stato civile, numero di bambini eccetera al pari di quanto avviene nel settore privato.
In quest'ottica sarebbe utile conoscere se in occasione dell'accordo per il comparto unico, che costerà annualmente alle casse regionali più di 30 milioni di euro, sono stati concordati con i sindacati obiettivi per l'aumento della produttività. A fronte di questi maggiori esborsi, quali saranno i vantaggi per i cittadini e per le aziende?

Corrado Libra
Radicali italiani

Autore: 
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Lettere
Stampa e regime: 
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