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Il vertice Fao va "smaterializzato" - di Emma Bonino

Data: 
Lunedì, 6 August, 2001
Testo: 

Vertice Fao: ipocrita la difesa della sede di Roma Organizzarlo in Africa sarebbe altrettanto costoso L'evento va smaterializzato, svolto via telematica E i soldi risparmiati usati per interventi concreti Vedo molta ipocrisia attorno a questa difesa nazionalistica della scelta di Roma come sede per il prossimo vertice della Fao. Mi sono già espressa a favore dell'ipotesi avanzata dal governo di organizzare l'evento in Africa per porlo al riparo dall'incognita dei disordini e della violenza antiglobal. Ma effettivamente si potrebbe far di più: smaterializzare il vertice, farlo svolgere esclusivamente in via telematica, potrebbe essere questa volta la scelta più opportuna. Tanto più se con le risorse economiche risparmiate si realizzassero, magari attraverso la stessa Fao, alcuni interventi mirati di sostegno alle popolazioni più indigenti. Io non sono tra i sostenitori del primato della telematica, il computer e Internet non sono la panacea organizzativa per tutti le relazioni diplomatiche internazionali, in molti casi incontrarsi fisicamente è necessario, se non indispensabile. Penso ad esempio all'assemblea annuale dell'Onu, dove gli incontri bilaterali creano ogni volta occasioni feconde di scambio d'opinioni e di dibattito costruttivo. Ma stavolta effettivamente la telematica potrebbe servire. Del resto, l'orgoglio nazionale che in questi giorni spinge molti a difendere l'ubicazione a Roma del prossimo vertice potrebbe davvero essere meglio indirizzato. Di tanta foga si potrebbe fare miglior uso: si potrebbe incrementare l'aiuto pubblico italiano allo sviluppo, mai così basso come oggi; riconsegnare il sacerdote ruandese, un'operazione bloccata dal precedente governo per risparmiare 3 soli miliardi di spesa. Si potrebbero fare molte cose più serie e più utili, senza peraltro arrecare danno a Roma, che dopo il Giubileo non ha certo bisogno di pubblicità internazionale, né ai romani che di tutto hanno necessità fuorché di avere le vetrine sfondate. Per di più la mia esperienza internazionale mi fa venire in mente brutti flash-back... ricordo l'ultimo vertice Fao, proprio a Roma, quello che si concluse con una "standing ovation" a Fidel Castro: ma per favore... D'altronde, organizzare il vertice in Africa, a Nairobi ad esempio - come si è detto - comporterebbe comunque spese enormi, l'allestimento di un'organizzazione delicata e costosissima, migliaia e migliaia di persone da spostare, alloggiare e nutrire lussuosamente e proteggere, in stridente contrasto con la povertà e l'arretratezza della sede. Ripeto: non mancherebbero certo i modi più sensati e utili per impiegare le stesse risorse. La telematica consentirebbe ai delegati del vertice di scambiarsi documenti, leggerli, dibatterli in videoconferenza. Peraltro non concordo con quanti dicono che, nonostante le violenze e le polemiche, il G8 di Genova sia stato utile perché ha fatto scoprire a tanti che li ignoravano i problemi al centro del dibattito. Credo, piuttosto, che abbia fatto scoprire al massimo piazza De Ferrari. Più che della fame s'è parlato dei manganelli. Confermando la scelta di Roma come sede per il vertice Fao si rischierebbe di trascinare fino a novembre questo dibattito pericoloso e sterile sull'ordine pubblico e si confermerebbe l'inopportuna legittimazione di Agnoletto e compagni quali unici "interlocutori" democratici e persino non-violenti del governo, il che non sono. Il governo italiano farebbe bene a non ricadere nello stesso errore di Genova: trattare questi personaggi come interlocutori reali e affidabili, nel tentativo di scongiurare che ci scappasse il morto. Hanno ritenuto di dovergli lisciare il pelo, ed hanno ottenuto quel che hanno ottenuto, dando al movimento una legittimazione ed una compattezza che non meritava e che non aveva. E' un po' assurdo tutto questo: siamo all'antiglobal statalizzato, all'antiglobal finanziato, come un tempo le Ferrovie dello Stato finanziavano i cortei dei metalmeccanici trasportandoli gratis su e giù per l'Italia. Basta con queste assurdità, le conosciamo, non ripetiamole. *(testo raccolto da Sergio Luciano)

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IL NUOVO.IT
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