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LUCA COSCIONI - "Cellule staminali e libertà di ricerca scientifica"

Data: 
Lunedì, 11 February, 2002
Testo: 

Pubblichiamo il testo dell'intervento tenuto da Luca Coscioni, presidente di Radicali Italiani, in occasione della conferenza dell'8 Febbraio 2002 a Pordenone, dal titolo "CELLULE STAMINALI E LIBERTA' DI RICERCA SCIENTIFICA".


Buon pomeriggio.Intervengo con molto piacere al convegno di oggi.
E desidero muovere da due notizie recenti che riguardano la legislazione in materia di cellule staminali embrionali, in due Paesi europei a noi vicini. La Germania e la Francia.

In Germania il Parlamento ha approvato nella seduta del 30 gennaio, una legge che consente l'utilizzo di cellule staminali derivate da embrioni, a fini scientifici e di ricerca. La decisione del Parlamento tedesco riguarda unicamente la possibilità di utilizzare cellule staminali embrionali importate dall'estero. Il documento di compromesso, redatto dalla parlamentare verde Andrea Fischer e appoggiato dal cancelliere Scrhoeder, impone tuttavia, forti limitazioni all'impiego delle cellule staminali importate.
Nella mozione approvata si dice infatti, che è consentito l'utilizzo delle cellule staminali provenienti da embrione umano, solo nel caso in cui non possano essere utilizzate cellule staminali animali, o non possano essere praticate tecniche diverse dalla manipolazione.
Si è stabilito inoltre, che potranno essere impiegate solamente le cellule staminali già esistenti, prima della data di entrata in vigore della presente legge, al fine di evitare che tali cellule vengano prodotte apposta per l'importazione da parte della Germania.
Il Presidente della Conferenza Episcopale tedesca, Karl Lehman, ha commentato duramente la decisione del Parlamento, sostenendo che è stata infranta una barriera e che è stato tradito il principio della inviolabilità della vita e della dignità umana. Ha invece espresso la propria soddisfazione l'Associazione tedesca per la scienza, che attendeva da due anni l'autorizzazione a portare avanti progetti di ricerca che prevedono, ad esempio, l'uso di cellule staminali embrionali negli impianti di midollo spinale. La decisione del Parlamento tedesco richiede senz'altro un commento.

Più che di una soluzione di compromesso infatti, si dovrebbe parlare di un lavarsi le mani alla Ponzio Pilato, visto che il nodo degli embrioni soprannumerari già esistenti in Germania, non è stato affatto sciolto, ma si è piuttosto preferito evitare di affrontare il problema. Cosa questa, che non impedirà agli embrioni prodotti in quel paese di finire nella spazzatura.
Inoltre, la Germania dipenderà per l'approvvigionamento di cellule staminali embrionali dall'estero, cioè da Paesi come Israele e l'Australia, che sono all'avanguardia nella produzione delle linee cellulari importate proprio dalla Germania. Mi chiedo se i Parlamentari tedeschi che hanno negato l'utilizzazione degli embrioni soprannumerari delle coppie tedesche, considerino persona l'embrione nazionale, e non persona quello straniero..

In Francia l'Assemblea Nazionale ha approvato a larga maggioranza il 22 gennaio scorso, un progetto di legge in materia di bioetica, che prevede la possibilità di utilizzare gli embrioni soprannumerari a scopo di ricerca, previo il consenso della coppia proprietaria, e l'autorizzazione del Ministero della Salute e della Ricerca.
La soluzione francese appare più coerente rispetto a quella della Germania, anche se essa, è comunque restrittiva in confronto alla legislazione inglese che autorizza la clonazione terapeutica propriamente detta..

In Italia, l'appello del Papa rivolto al Parlamento, affinché sia riconosciuto all'embrione lo status giuridico di persona, trova tra gli altri, il sostegno del Ministro della Salute Girolamo Sirchia, che in una intervista al Corriere della Sera ha testualmente dichiarato: l'embrione è un soggetto, una persona, e come tale va trattato dal punto di vista giuridico.
Sirchia ha inoltre ricordato di aver mantenuto questa posizione anche in seno alla Commissione Dulbecco, prendendo le distanze dal documento finale, che concedeva qualche apertura sulla possibilità di ricavare cellule staminali dagli embrioni soprannumerari.
Il giorno seguente il ministro ha comunque affermato di avere espresso solo una opinione personale, e che sulla questione dovrà pronunciarsi il Parlamento.
Sirchia, che è anche uno scienziato, è dunque convinto, così come il Pontefice, che la scienza avrebbe dimostrato che l'embrione fin dalla fecondazione possiede la propria identità, e perciò, dovrebbe essergli riconosciuto il fondamentale diritto alla vita. Nell'appello, pronunciato durante l'Angelus, il Papa ha condannato l'aborto, l'eutanasia, la fecondazione artificiale, le manipolazioni genetiche, chi uccide in nome di Dio, ammonendo che l'uomo non è padrone della vita, di cui deve essere assicurata l'inviolabilità, dal concepimento alla morte naturale.
Il Pontefice ha perciò ricordato l'iniziativa del movimento per la vita italiano, che chiede il riconoscimento giuridico dell'embrione, come pure il documento sottoscritto da alcuni docenti di medicina e chirurgia delle cinque università di Roma, in cui si afferma la necessità di garantire la dignità dell'essere umano, fin dalla fecondazione.
L'invito di Giovanni Paolo Secondo, ha trovato entusiasti proseliti tra i parlamentari di Alleanza Nazionale, il plauso di Rosy Bindi, mentre il senatore Francesco d'Onofrio, ha addirittura affermato che nel manifesto del nuovo partito, l'UDC, che nasce dalla fusione del CCD, del CDU e di Democrazia Europea, è previsto l'impegno formale per la tutela della vita dell'embrione umano.
Nella regione Lazio, Olimpia Tarzia, Presidente della Commissione politiche familiari del Consiglio regionale, ed esponente del CCD, nell'ottobre scorso ha presentato un emendamento, che è stato poi approvato, e che prevede che anche il concepito venga considerato un membro della famiglia, ai fini del calcolo del quoziente familiare.
Il quoziente familiare è un indicatore che è stato introdotto per evitare la penalizzazione delle famiglie numerose negli interventi a sostegno della famiglia, previsti dalla stessa legge per la quale la Tarzia ha presentato l'emendamento in questione. A parte il fatto che questo emendamento non può essere considerato in linea con la legge italiana, dal momento che lo status giuridico di persona è conferito soltanto con la nascita, c'è un altro aspetto che ritengo essere molto interessante. Cinque embrioni su sei non superano l'ottava settimana di vita nell'utero materno. Quindi, mi domando in che modo, la regione Lazio pensa di inserire praticamente, nel calcolo del quoziente familiare il concepito, tenuto anche conto del fatto che, se cinque embrioni su sei non superano i primi due mesi di gestazione, sarà molto difficile, a mio avviso impossibile e paradossale, inserire nel calcolo del quoziente familiare il concepito, che ha una probabilità di nascere, pari al 16,7 %..

In ogni caso, Girolamo Sirchia sembra aver dimenticato di essere un ministro della Salute della Repubblica italiana. Se è vero che considera l'embrione una persona, questa, non è l'opinione di un cittadino comune, ma il parere di un ministro della Repubblica. Sirchia dovrebbe tenerne conto, e non limitarsi a dire che dovrà essere il Parlamento a decidere.
Infatti, alcune decisioni il ministro le ha già prese, senza aspettare che il Parlamento legiferasse in materia. La prima, è stata quella di stanziare 40 miliardi in due anni a favore della sola ricerca sulle cellule staminali adulte e postnatali. Una vera e propria elemosina. La seconda, è quella di aver reiterato, proprio in questi giorni, l'ordinanza che vietava l'importazione e l'esportazione di gameti o embrioni umani..

Nel mese di marzo comincerà l'iter parlamentare della legge sulla procreazione medicalmente assistita. Viste le premesse sulle quali si sta aprendo la discussione parlamentare su questa importante materia, possiamo facilmente renderci conto delle prospettive della legge, che verrà varata all'insegna di un proibizionismo sostanziale. Resta da chiarire se, oltre alla tiepida apertura alla fecondazione eterologa, frase questa pronunciata dal Ministro, che rappresenta un vero e proprio enigma, la nuova legge consentirà come in Germania, di importare e di utilizzare cellule staminali embrionali, dal momento che nella ordinanza recentemente reiterata, un divieto in questo senso non sussiste.
Intanto, una cosa è certa: rispetto alla Gran Bretagna, agli Stati Uniti, a Israele, e all'Australia, il ritardo del nostro paese nel campo delle cellule staminali embrionali è assoluto. Il metodo scientifico ci insegna anche, che il confronto tra varie teorie, tecniche, o terapie, da sottoporre a verifica empirica è indispensabile, per stabilire quale sia la soluzione migliore, più efficiente e più efficace.
Purtroppo, il ministro della Salute, contrario per motivi religiosi alle sperimentazioni sugli embrioni, non tiene minimamente conto di questo basilare principio galileiano, e così impedisce alla ricerca di verificare quale sia la fonte più adatta delle cellule staminali, per provare a curare le diverse patologie.

Concludo con una riflessione. Mettiamo da parte i principi religiosi. Come è noto gli embrioni soprannumerari sono destinati ad essere distrutti. Secondo il ministro c'è una differenza sostanziale tra il lasciar morire e l'uccidere.
Ora, un religioso può anche pensarla così, tenuto conto del fatto che non è chiamato a trovare soluzioni politiche a problemi che riguardano la società nel suo complesso.
Un uomo di governo invece, non può nascondersi dietro l'ipocrisia politica che ci sarebbe una differenza di fondo, tra lasciar morire e uccidere. Questo non è vero.
Anche perché, quando un embrione prossimo alla scadenza viene gettato nel cesso, esso, viene di fatto ucciso.

Autore: 
Fonte: 
RADIO RADICALE
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