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Pannella e i liberali: un'iniezione riformista per la Cdl

Data: 
Martedì, 18 June, 2002
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Un'iniezione radicale dentro la Casa delle Libertà sarebbe utile a riaprire un po' il dibattito e rialzare il tasso di liberalismo della coalizione di governo. E' più o meno questo il messaggio che Marco Pannella ha portato sabato scorso ai liberali del centrodestra riuniti a Roma per costituire un'associazione politica con l'obiettivo di favorire l'affermazione del "metodo liberale" all'interno della coalizione. Pannella (che era intervenuto all'incontro in diretta telefonica da Israele) ha spiegato ieri dai microfoni di Radio Radicale i motivi della sua partecipazione alla costituente dei liberali, ribadendo poi il messaggio lanciato in particolare a quei liberali che si riconoscono nella Casa delle Libertà ed in Silvio Berlusconi. "Io ho proposto a loro - ha spiegato il leader radicale - di finirla di riunirsi come etnia dolente che si autocelebra, ma di riunirsi politicamente. Questo significa avere posizioni e connotati politici. Quindi ho proposto loro di chiedere a Berlusconi l'allargamento della maggioranza verso i radicali".
"Il porre questo - ha spiegato Pannella - farebbe nascere un dibattito interno alla maggioranza tra liberali, leghisti ed altri. Li ho anche invitati a riflettere sulle posizioni di Tremonti, che liberale o liberista non è, la sua politica è di ispirazione neo-corporativa. Li ho invitati a parlare di pensioni, cosa che non fanno. I miei tutto sommato sono stati semplici suggerimenti". Il tema della riforma delle pensioni, infatti, è destinato a diventare una cartina al tornasole della capacità di portare a compimento riforme liberali da parte del governo Berlusconi. E le speranze che Palazzo Chigi abbia intenzione di porre mano in fretta alla questione, sembrano destinate a naufragare. Almeno stando alle ultime dichiarazioni in materia del ministro del Welfare. Proprio ieri Roberto Maroni ha ribadito: "Non ci sarà nessuna manovra che induca o elimini le pensioni di anzianità". Dichiarazione che ha gettato nello sconforto quanti confidavano in un'azione più incisiva, ha portato il quotidiano economico italiano per eccellenza, "Il Sole 24 Ore", ha lamentare in anticipo la mancanza di coraggio riformatore del governo. E ha spinto Benedetto Della Vedova, deputato radicale al Parlamento europeo, a rilanciare l'allarme: "Senza riforme vincono i sindacati e perdono i giovani".
Per Della Vedova, le riforme della previdenza obbligatoria compiute nella seconda metà degli anni novanta "si sono dimostrate poco più che palliativi: la sola mancata abolizione delle pensioni di anzianità, ad esempio, continua a produrre effetti pesantissimi sui conti dell'Inps". Le misure fino ad oggi previste dal Governo, però, sembrano destinate a rivelarsi altrettanto "se non più inefficaci di quelle dei governi precedenti. Nessuna traccia del passaggio ad un sistema a capitalizzazione e, a fronte di positivi interventi volti ad alleggerire il carico contributivo - prosegue Della Vedova - non sono previste corrispondenti misure di contenimento della spesa, quali l'abolizione delle pensioni di anzianità e l'innalzamento dell'età minima per il pensionamento".

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L´OPINIONE
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