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Un´ora di sciopero per Stefano Surace

Data: 
Mercoledì, 14 August, 2002
Testo: 

Lo propone Andrea Pamparana, vice direttore del Tg5. "I partiti che querelano? Indice di scarsa maturità democratica"

Uno sciopero di un'ora. Questa l'idea di Andrea Pampanara, vice-direttore del TG5 e columnist de Il Giornale, per scuotere le coscienze sul caso Surace.

Pamparana, spiegacela meglio.

"Semplice. Propongo uno sciopero della categoria perché la questione è importante. Da parte nostra, dei giornalisti, ho notato un generale disinteresse nei confronti della questione, che pure tocca un po' tutti.
Il problema non è solo di Surace, ma generale: io stesso ho alcune querele in corso. Un'ora di sciopero potrebbe aiutare sia i giornalisti che l'opinione pubblica a rendersi conto delle varie sfaccettature, dei vari piani della vicenda".

Per esempio?

"Lo sciopero che propongo ha più di un motivo. Tanto per cominciare c'è la vicenda dell'uomo: Surace viene oggi chiamato a rispondere, ultrasettantenne e malato, di reati di opinione (alcune querele per diffamazione) del 1963.
Senza contare che, mentre il governo italiano lo imprigiona, quello francese lo premia: Surace ha ottenuto un'onorificenza per meriti giornalistici da Jacques Chirac in persona.
C'è poi un altro punto, più generale: il problema delle querele. l'impressione è che Stefano Surace paghi anche per quelli più famosi e più forti di lui di lui, con cui nessuno se la prende. In questo modo, il pericolo è di tutti.
Oggi il ricorso alla querela è generalizzato, tanto da parte dei partiti politici che delle imprese private; non tutti però hanno le stesse possibilità davanti alla legge.
Se la querela viene intentata al giornalista di un grosso gruppo, come Mediaset o la Repubblica, questo di norma si accolla le spese; nel caso invece di piccole realtà, il problema diventa anche di natura economica. Occorre sensibilizzare prima i colleghi e poi l'opinione pubblica dei rischi che tutto ciò comporta".

Be', non è la prima volta che se ne parla. Ma finora non ne uscito nulla. Hai qualcosa di particolare in mente?

"Ho intenzione di organizzare per venerdì mattina, attorno alle undici, una conferenza stampa insieme a Daniele Capezzone, segretario del partito radicale. L'idea è quella di arrivare, attraverso queste iniziative, a creare un fronte di protesta unico sul problema".

Prima parlavi di partiti politici. è recente la querela di Forza Italia al Corriere della sera per un fondo di Ferruccio de Bortoli sulla legge Cirami. Si può parlare di uso politico della querela?

"Dipende. Certo, la querela è uno strumento polemico molto forte; forse proprio per questo non del tutto adatto a dinamiche di partito. Intendiamoci: se un privato ritiene di essere diffamato, non ha altro modo per far valere i suoi diritti che ricorrere alla querela.
Un partito politico, invece, ha molti altri mezzi. Un partito può rilasciare un'intervista in esclusiva ad un determinato giornale, ad esempio, o ricorrere alla radio o alle conferenze stampa; in quest'ottica, il ricorso alla querela potrebbe essere un vero e proprio errore politico, un sintomo di scarsa maturità democratica".

Emanuele Bissattini

Autore: 
Fonte: 
WWW.ILBARBIEREDELLASERA.COM
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