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Carceri, sciopero della fame nel carcere di Riina

Data: 
Domenica, 12 January, 2003
Testo: 

ROMA ? Da domani scioperi della fame nelle carceri per chiedere al Parlamento provvedimenti contro l'affollamento dei penitenziari. E giovedì la Camera comincerà l'esame della proposta di indultino, mentre c'è chi continua a chiedere l'indulto e l'amnistia. E' partito il carcere di Ascoli (dove è detenuto il boss mafioso Riina), seguito da Bari e da altri. I detenuti rifiutano il vitto e solidarizzano con le iniziative di altri carcerati che hanno raccolto l'appello dei radicali. Una protesta che durerà fino al 16, quando la Camera affronterà il tema.
I detenuti denunciano che che «l'innalzamento della soglia di legalità nella società ha provocato un abbassamento della legalità dentro le carceri» a causa del sovrappopolamento delle prigioni. Per questo sostengono che «se la certezza della pena si fonda su una legalità violata, anche la pena diventa illegale» e chiedono al Parlamento un «provvedimento di amnistia-indulto generale, senza preclusioni». Aspetteranno la fine del dibattito e, se le loro richieste non saranno accolte, faranno altre «proteste pacifiche».
I radicali sono alla guida della protesta dopo il «successo dello sciopero della fame di dicembre che ha consentito di far iniziare giovedì il dibattito alla Camera». Lo ricorda il loro leader, Capezzone, che denuncia l'esistenza di un «pericoloso fronte degli irresponsabili» composto da «chi fa improbabili rilanci sull'amnistia» e da chi «ipotizza ribassi per spolpare l'indultino». Anche se ha dubbi sulla sua realizzazione per i «troppi veti incrociati», il «padre dell'indultino», Pisapia, afferma che la «svolta sarebbe concedere anche l'amnistia».
u. bo.

Autore: 
Fonte: 
IL RESTO DEL CARLINO
Stampa e regime: 
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