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Pannella: «Amministrazione dell´Onu per scacciare il rais»

Data: 
Domenica, 9 February, 2003
Testo: 

Il leader radicale ha illustrato ieri al presidente della Camera Casini la sua proposta: «La settimana prossima si aprirà il dibattito e speriamo che ci sia la possibilità di presentare un documento politicamente impegnativo»

Da Roma
Giovanni Ruggiero

Marco Pannella a sera è ormai senza voce. È tutto il giorno che spiega il suo appello dal titolo categorico: «Saddam se ne deve andare. Un governo democratico dell'Onu deve essere creato». È la via radicale per la soluzione della crisi nel Golfo. Pannella rimanda tutti al sito di Radio Radicale, dove, andando a pescare, si trovano le adesioni che arrivano di ora in ora. Ieri pomeriggio, alle 18, il sito della radio registrava già 9.400 adesioni provenienti da 130 Paesi: persone di opposte barricate politiche, ma anche uomini dello spettacolo e della cultura. Il numero dei deputati e senatori, intanto, arrivava a quota 133. Tra gli ultimi ad aderire, Cossiga, Rutelli e Andreotti. Ma ci sono anche Biondi, Melandri e Castagnetti. «Chiediamo al Consiglio di sicurezza - si legge nel passo centrale dell'appello - che si decida subito, partendo dal presupposto dell'uscita di scena di Saddam, di porre l'Iraq sotto un regime di Amministrazione fiduciaria internazionale, affidando a un uomo di Stato di altissimo livello il compito di predisporre entro un termine di due anni, le condizioni per un pieno esercizio dei diritti e delle libertà, per l'insieme degli iracheni, donne e uomini, come esige la Carta dei Diritti fondamentali delle Nazioni Unite».
In mattinata, la delegazione radicale ha incontrato il presidente della Camera, Pierferdinando Casini. È lo stesso Pannella, a spiegarci, tra colpi di tosse, la situazione. A sera, forse, lo convinceranno a riposarsi un poco. Come è andato l'incontro con Casini?
Mi pare bene. «Nelle mie funzioni di presidente della Camera, le proposte le ritengo positive e utili»: a me pare che da questo stesso comunicato ufficiale di Montecitorio, ci sia la certezza che nelle prossime ore verranno fuori dei documenti parlamentari precisi. La settimana prossima si aprirà il dibattito e speriamo che in quella occasione ci sia la possibilità di presentare un documento politicamente impegnativo di tutta la Camera.
Qualcosa del genere, per la verità, è stato già fatto...
L'Ulivo però non sapeva che dire e gli altri gli hanno fatto la cortesia di non costringerlo a dire. L'unico progetto esplicito alternativo, e che guarda anche ad un dopo Saddam, è il nostro. Mi pare improbabile che Saddam possa ancora sopravvivere come dittatore.
In un clima così diffuso di anti-americanismo, la sinistra accetterà l'idea dei radicali che gli Stati Uniti saranno in grado di garantire la democrazia in Iraq, così come l'hanno garantita nella Germania del dopo Hitler?
Intanto il Consiglio di sicurezza dell'Onu deve assicurare la transizione democratica dell'Iraq, attraverso amministrazioni fiduciarie, straordinarie, governi provvisori o quant'altro, per garantire diritti acquisiti dell'umanità (come quello alla democrazia e alla liberà), quindi attuare in quel Paese una legge che in fondo è già scritta.
D'accordo, ma lei sente di contare sulla sinistra italiana?
Messi davanti alla scelta possibile, di manifestare urlando, gridando e sperando in un Iraq libero, o dell'altra, che senza slogan si cerchi una soluzione a questa crisi, noi vogliamo interpellare quanti ci sono vicini nell'urgenza delle domande poste della questione irachena, sia pure con la diversità delle risposte, che sono senz'altro da preferire all'indifferenza.

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