You are here

L'occasione di Pannella

Testo: 

di Arturo Diaconale

Il centro destra ha vinto le elezioni politiche del 2001 portando avanti la strategia de "l'oltre il Polo". Poteva giocare la carta del partito unico tra Forza Italia, Alleanza nazionale e Ccd come molti al suo interno proponevano. Poteva blindare l'asse tra le tre forze che avevano compiuto la "lunga marcia" negli anni dell'opposizione al centro sinistra trionfante. Poteva tentare di fagocitare in qualche modo tutti gli altri partiti ostili all'Ulivo puntando sulla oggettiva impossibilità data dalla attuale legge elettorale di dare vita ad una "terza forza" tra i due blocchi dominanti . Ma non ha fatto nulla tutto questo. Ed, al contrario, ha cercato sempre e comunque di allargare l'area del centro destra. Prima puntando all'alleanza con la Lega, poi favorendo il recupero di Rocco Buttiglione e la formazione di un più ampio partito post-democristiano, infine accogliendo i repubblicani di Giorgio La Malfa ed i socialisti riformisti di Gianni De Michelis in uno schieramento che in teoria non avrebbe potuto e dovuto ospitarli. Non sarebbe forse stata una contraddizione in termini dotare il centro destra di una sua sinistra interna divisa e distante da An e dalla Lega?
Tutti sono perfettamente consapevoli che Silvio Berlusconi avrebbe vinto le elezioni anche se invece di andare "oltre il Polo" avesse deciso di recintare e delimitare il proprio schieramento. Ma come Alcide De Gasperi dopo le elezioni del '48, il leader della Cdl ha compiuto la scelta dell'apertura. Ed è questa che ha dato alla sua vittoria elettorale un contenuto perfettamente al passo con i meccanismi della democrazia dell'alternanza fondata sul sistema bipolare. I risultati del recente test amministrativo hanno indicato che la Casa delle Libertà ha perso dove la linea dell'apertura è stata sconfessata e sostituita con quella dell'esclusione. Non solo di forze diverse da quelle del nucleo originario ma addirittura di esponenti dei partiti fondatori entrati in rotta di collisione con i vertici locali e costretti ad uscire dal centro destra. In questa logica la Cdl dovrebbe prendere in esame la proposta di Marco Pannella di accogliere i radicali nella maggioranza e nel governo.
E, naturalmente, cogliere al volo l'occasione offerta dal leader radicale inserendo lui od Emma Bonino all'interno della compagine ministeriale con il compito di portare avanti nel mondo quella battaglia in difesa della democrazia occidentale su cui c'è sempre stata totale sintonia tra Cdl e Pr. Il rischio che l'immissione dei radicali possa far sbiadire le identità di Lega, An, Forza Italia, dell'Udc e delle forze minori laiche e riformiste non esiste. Così come non va preso neppure in considerazione il pericolo che l'eventuale ingresso dei radicali possa mettere in crisi l'attuale sistema della divisione della torta governativa. C'è solo la possibilità di dare, a costo quasi zero, una gamba laica al centro destra. Per andare "oltre la Cdl". E rafforzare le condizioni per tornare a vincere alle prossime scadenze elettorali!

Data: 
Sabato, 14 June, 2003
Autore: 
Fonte: 
L´OPINIONE
Stampa e regime: 
Condividi/salva