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Berman, un intellettuale controcorrente

Data: 
Martedì, 14 October, 2003
Testo: 

NEL COMITATO EDITORIALE DI «DISSENT» Paul Berman, intellettuale della sinistra americana, è nel board editoriale di «Dissent», la rivista di Michael Walzer. Vive a New York e scrive, tra gli altri, per «The New Republic», «The New York Times»
I LIBERAL E LA GUERRA AL TERRORISMO
Nel libro «Terror and Liberalism» (che sarà pubblicato in Italia da Einaudi) ha criticato i liberal americani e il loro atteggiamento verso la guerra al terrorismo, il cambio di regime in Iraq e le strategie da usare contro il fondamentalismo islamico

«Amici liberal, accecati dal disprezzo per Bush non avete capito che è una guerra antifascista»

La sinistra in tutto il mondo è stata incapace di comprendere la natura antifascista della guerra contro Saddam Hussein per sei ragioni. 1) Perché George W. Bush è un uomo politico con un effetto respingente fuori dal comune, e il senso di repulsione nei suoi confronti ha accecato molta gente in America e nel resto del mondo, impedendo di vedere realtà politiche e sociali. Questo è un esempio moderno, tipico dell'era televisiva, di ciò che un tempo si chiamava «falsa coscienza».
2) Perché molta gente di sinistra ha deciso a priori che tutti i problemi del mondo derivano dall'America. E con questo atteggiamento avrebbe giustificato anche Mussolini, sessanta o settant'anni fa.
3) Perché molta gente di sinistra presume che qualsiasi movimento anticoloniale vada ammirato o, quanto meno, accettato - anche un movimento come il partito Baath, fondato nel 1943 sotto influenza nazista.
4) Perché molta gente di sinistra, nello sforzo benevolo di rispettare le differenze culturali, ha deciso che agli arabi debba piacere vivere sotto le dittature e che non siano capaci di nient'altro, mentre in questa visione gli arabi liberali e democratici non sono da considerare arabi autentici. Vale a dire che molta gente di sinistra, invocando il principio della tolleranza culturale, si aggrappa ad atteggiamenti che potrebbero benissimo essere considerati razzisti nei confronti degli arabi. Sulla base di una logica analoga, molta gente di sinistra si è convinta che i curdi e altri gruppi etnici non arabi del Medio Oriente non esistano.
5) Perché molta gente di sinistra crede sinceramente che i problemi fra Israele e i palestinesi non derivino soltanto da una controversia concreta ed esasperata sui confini e il riconoscimento ma da qualcosa di più enorme, da un aspetto straordinariamente diabolico del sionismo, che spiega quindi la rabbia e l'umiliazione dei musulmani, dal Marocco all'Indonesia. Vale a dire che molta gente di sinistra ha finito per soccombere alle fantasie antisemite sul carattere cosmico del crimine ebraico, e questa le sembra una spiegazione adeguata delle crisi sociali e politiche che prevalgono in vaste aree del globo.
6) Perché molta gente di sinistra non riesce a vedere l'antisemitismo in altre culture, e non può quindi riconoscere a che livello dottrine di tipo nazista sul carattere cosmico del male ebraico abbiano contagiato movimenti politici di massa in larghe fasce del pianeta. E cieca di fronte al ruolo che svolge oggi l'antisemitismo in numerosi Paesi, molta gente di sinistra non riesce ad avvertire la natura fascista di una molteplicità di movimenti di massa e di partiti politici in tutto il mondo, in particolare del partito Baath in Iraq e in Siria.
Sono questi i sei motivi per cui molta gente di sinistra non riesce a cogliere la natura antifascista della guerra in Iraq. Eppure, se la sinistra di buon cuore dovesse aprire soltanto gli occhi, vedrebbe abbastanza chiaramente che il partito Baath è un movimento fascista classico e, in maniera leggermente diversa, lo è anche il movimento islamico radicale - due fattori di un unico impulso, l'eredità del fascismo europeo e il totalitarismo nel mondo musulmano. Se soltanto la gente di sinistra aprisse gli occhi, vedrebbe che la guerra contro i movimenti baathisti e islamici radicali, in Iraq come in Afghanistan, è una guerra contro il fascismo.
Che tragedia il fatto che tanta gente non se ne renda conto. E' una tragedia per gli afghani e per gli iracheni, che hanno bisogno di più aiuto di quanto ne ricevano oggi. E' una tragedia per gli americani, i britannici, i polacchi e gli altri soldati e volontari in Iraq, le forze di occupazione straniere che devono combattere coraggiosamente contro una terribile opposizione che pratica la guerriglia, e lo devono fare senza ricevere un grande sostegno e nemmeno solidarietà morale da gente che in altre parti del mondo si definisce antifascista.
E che tragedia per la sinistra di tutto il mondo - quella sinistra mondiale che non riuscendo a svolgere nessun grande ruolo nella lotta al fascismo nei Paesi arabi sta commettendo un gigantesco errore storico, e non è la prima volta, con conseguenze che, proprio come in passato, sono destinate a essere devastanti.

Autore: 
Fonte: 
Corriere della sera
Stampa e regime: 
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