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Reibman: "Casa Laica? Idea ottima se non è elettoralistica"

Data: 
Giovedì, 22 July, 2004
Testo: 

"Non c'è dubbio che nel mercato della politica italiana scarseggino i prodotti di sapore laico. E se non fosse stato per l'azione di supplenza svolta in questi anni dai Radicali e dai loro referendum, gli elettori italiani non avrebbero potuto dimostrare di essere molto più laici dei loro rappresentanti in Parlamento". Ne è convinto Yasha Reibman, già consigliere della Lista Bonino alla regione Lombardia e attuale membro del comitato nazionale del partito. "Deputati e senatori - aggiunge - fanno spesso a gara nello strizzare l'occhiolino al Vaticano, tranne poi prestare orecchio da mercante quando il Papa sollecita l'indulto nell'aula di Montecitorio. Anche così si spiega il consistente fenomeno di astensione dalle urne registrato alle ultime elezioni europee: molti che avevano sperato in una Casa delle Libertà si sono trovati ad aver a che fare con un condominio del proibizionismo che le libertà le ha inopinatamente chiuse in casa.
Costituire una Casa Laica: la trova una proposta convincente?
L'idea di Diaconale e Giacalone è ottima ma per funzionare deve porsi l'ambizione di cambiare l'intero Paese, cercando innanzitutto di coinvolgere un'area più estesa di quella riconducibile agli storici partiti laici della cosiddetta Prima Repubblica (radicali, socialisti, liberali e repubblicani).
Se invece l'intenzione è solo quella di riunire i cocci di famiglia in un unico cartello elettorale allora la cosa non mi interessa.
Sarà possibile accantonare orgogli di partito e dissapori personali?
Mi sembra normale che non si possa prescindere dai riflessi di ciascuno e dalle storie personali dei vari leader. Penso però che sia utile riflettere su un dato: in questi primi dieci anni di maggioritario la Lega Nord - stringendo alleanze ma riuscendo comunque a non farsi omologare - è stato il partito che più ha inciso nella politica del Paese. Perseguono obiettivi che in gran parte non condividiamo ma occorre riconoscere che il loro metodo è stato molto efficace.
Cosa è mancato ai Radicali per fare altrettanto?
Non so, spesso è anche una questione di fortuna. Chiediamoci ad esempio cosa sarebbe successo nel 1994 se fossimo riusciti a raccogliere le firme per presentarci in tutta Italia e superare così la media nazionale del 4 per cento?
Più che di sfortuna, si è trattato semmai di cattiva organizzazione. E comunque da allora sono passati dieci anni.
Vero, e nel frattempo abbiamo deciso di rischiare molto così come di impegnare nella lotta politica gran parte del patrimonio del partito. A volte è andata bene, altre volte meno. Ma questo fa parte del gioco.
Non c'è il rischio che, in assenza di accordi elettorali, le politiche del 2006 possano rivelarsi per voi un gioco esiziale?
La situazione mi appare in grande evoluzione e intanto bisogna vedere come si traguarda l'anno prossimo. Certo, tante volte paure personali si sono sommate al timore che il partito si estingua definitivamente nella sua rappresentanza istituzionale. Eppure finora timori del genere sono stati regolarmente smentiti.
Fideismo laico a parte, non pensa che nella migliore delle ipotesi vi riduciate a forza di mera testimonianza?
Vero, ma proprio per questo dobbiamo avere l'ambizione di cambiare tutto. Evitando di inseguire operazioni elettoralistiche che morirebbero il giorno dopo senza portare da nessuna parte.
In concreto cosa propone?
Dovremmo selezionare due, tre riforme indispensabili a caratterizzare un programma laico di governo - fecondazione assistita? marijuana terapeutica? aumento significativo del pil dedicato alla ricerca? - e su quelle giocarci tutto: il risultato elettorale alle politiche ma ancor prima la possibilità di stipulare un'alleanza con una delle due coalizioni. Un'operazione del genere servirebbe a stanare Forza Italia: presentatasi nel 1994 come un partito liberale di massa, oggi mi appare assai poco liberale e neppure tanto di massa. E aiuterebbe anche il centrosinistra a ritrovare se stesso, come mi sembra stia in parte avvenendo con il referendum contro questa legge sulla fecondazione assistita.

Vittorio Pezzuto
vipez@email.it

Autore: 
Fonte: 
L´OPINIONE
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