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Fecondazione, sì alla revisione in Aula. Ma senza "scippare" il referendum

Data: 
Giovedì, 18 November, 2004
Testo: 

Io credo (e lo faccio a titolo personale e da antico socialdemocratico) che una nuova iniziativa legislativa sulla fecondazione assistita - penso a quella che ha in animo Giuliano Amato, ma anche ad altre -, abbia un senso reale se, con un dibattito serio, serve a rimeditare questioni complesse e controverse archiviate con la superficialità e la sufficienza di chi ha respinto frettolosamente ogni tentativo di cambiare e migliorare il progetto originario durante il percorso parlamentare. Proprio per questo, un nuovo dibattito in Parlamento è esercizio utile perché figlio della consapevolezza che errori sono stati commessi e vanno riparati.
Credo, però, che almeno per quanto mi riguarda abbia ragione il segretario dei Radicali italiani, Daniele Capezzone, quando afferma che, nessuna discussione parlamentare per modificare una legge, può nascere con l'ossessivo retropensiero di impedire ai cittadini di esprimersi con il voto.
C'è, di qui alla primavera, il tempo di svolgere un dibattito approfondito che non abbia come presupposto lo scippo del referendum. Ci sarà poi il tempo di misurare e confrontare ciò che il Parlamento discute ed eventualmente approva, con i quesiti referendari. La storia del nostro Paese dimostra come altri tentativi di impedire ai cittadini un pronunciamento diretto hanno svilito e non arricchito il dibattito parlamentare, finito per essere pervaso da semplici o più complicati escamotage. Ma alla fine, e valga per tutti il caso del divorzio, questi tentativi sono stati travolti da un voto popolare del quale in troppi avevano una ingiustificata paura.
Allora, per non ripetere gli errori, il Parlamento lavori su progetti seri di cambiamento e si ponga il solo fine di migliorare una legge che oggi comincia a non piacere anche a molti di quelli che l'hanno votata (tra i quali io non figuro). Questo lavoro si incrocerà legittimamente con una campagna referendaria libera e, ci auguriamo, fatta di corretta ed adeguata informazione. Le valutazioni si faranno alla fine senza tragedie perché, in una grande democrazia, l'aspirazione delle coscienze libere, in materia di diritti civili, è quella di poter vivere in un Paese in cui le leggi che consentono, a differenza di quelle che proibiscono, possono essere utilizzate proprio secondo coscienza.

Carlo Vizzini

Autore: 
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AVANTI
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