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Par condicio uguale per tutti

Testo: 

«Siamo al delirio»: Daniele Capezzone, segretario dei radicali, si dice «attonito» nel sentire che, per Berlusconi, un partito del 30 per cento «non può avere il medesimo spazio di un piccolo partito» perché sul mercato la pubblicità di una grande azienda deve essere proporzionata alle sue dimensioni. «Abbiamo sempre contestato alcune assurdità della normativa sulla par condicio, ma qui - afferma Capezzone - siamo al delirio. Proprio nella fase pre-elettorale, e proprio in campagna elettorale, è necessario che i contendenti partano dalla medesima linea di partenza». Altrimenti sarebbe come «una corsa sui 100 metri in cui a qualcuno fosse consentito di partire 30 metri più avanti, e a qualcun altro si imponesse di partire dieci passi dietro i blocchi di partenza». Dopo aver ricordato che «se un simile criterio fosse stato applicato nel 1994, quando Fi si presentava per la prima volta, avrebbe avuto diritto a zero ore, zero minuti e zero secondi di spazi televisivi», Capezzone invita Berlusconi a comprendere che non esistono solo i diritti dei partiti esistenti, ma anche quelli di ipotetiche nuove formazioni.

Data: 
Venerdì, 3 December, 2004
Autore: 
Fonte: 
IL GAZZETTINO
Stampa e regime: 
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