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Radicali, ultima fermata

Testo: 


di Furio Colombo

Il giro di pista volge alla fine. Tutti gli argomenti sono stati messi sul tavolo e - a noi pare - esaminati un po' alla svelta dal centrodestra, che a quanto pare (alcuni segmenti importanti) ha orrore del possibile evento. E - con molta più cura - dal centrosinistra, il cui dibattito sull'argomento è stato più ravvicinato, più serio, segnato da 150 firme importanti, dalla parole di Fassino al Congresso Ds, da ciò che ha detto Romano Prodi dopo l'annuncio di nascita dell'Unione. Tutto bene. Ma alla fine la questione resta in sospeso.

Parlo, naturalmente, della richiesta di "ospitalità" dei Radicali nelle liste degli uni o degli altri. Sembra utile ricordare - poiché ormai siamo alla fine di un percorso - che la proposta dei Radicali non era (non è) né provocatoria né malposta. Si tratta invece di una originale idea democratica che si traduce così: "Chi ha voglia di discutere?".
I Radicali vengono infatti a proporre dibattito e confronto in case diverse con cui alternativamente si sono trovati in dissenso anche profondo.

Qualcuno di noi, memore di certe posizioni e polemiche, li vede più vicini alla destra. Conosco, in questo senso, i sentimenti e l'irritazione di molti lettori di questo giornale. Altri, come chi scrive, sono del parere che il gesto di chi si fa avanti non allo scopo di adeguarsi e accettare, ma col proposito di confrontare e discutere, vicini nelle liste ma liberi nelle posizioni (è il senso della parola ospitalità) guadagna due punti che rendono tutta questa faccenda meritevole di attenzione: in generale propongono la celebrazione (nuova, ma dovrebbe essere ovvia) di un rito profondamente democratico: l'accostamento creativo e costitutivo di differenze anche profonde. In particolare (ma questa non è una pretesa dei Radicali, piuttosto un risultato oggettivo che apparirà subito chiaro a tutti) l'accordo di ospitalità segnalerà il grado alto di libertà e di istinto democratico (rischi e benefici inclusi) di quella delle due parti che lo accetta. Possiamo permettere che questa immagine immeritata tocchi alla Casa di Berlusconi?

Improvvisamente Pannella irrompe con una provocazione: «Accetto il vostro programma a scatola chiusa» per dire: primo, che un programma non c'è ancora; secondo che non si tratta di aderire ma di convivere. Una lista ospite accanto alla lista del centrosinistra. Prodi un po' si irrita: basta battute. Fassino insiste: per parte nostra siamo pronti. La distanza si è fatta piccola ma il rischio resta. Ospitare è nobile. Ma è difficile quanto assumersi il ruolo inedito di ospitato. Ce la faranno, le due parti in questo salto affascinante ma ignoto?

Data: 
Sabato, 12 February, 2005
Autore: 
Fonte: 
L´Unità
Stampa e regime: 
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