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La moglie del leader dell´Udeur eletta presidente del Consiglio della Regione Campania

Testo: 

Il trionfo di lady Mastella. E Clemente si commuove

NAPOLI. «Clemente e io non abbiamo intenzione dì divorziare: quindi resto la signora Mastella. E non me ne faccio un problema, anzi. Del resto, anche Hillary Clinton è la moglie dell'ex presidente americano e mica qualcuno avanza dubbi sul suo talento politico...».
Sandra Lonardo sorride con l'aria di chi per la prima volta gioca al Totocalcio e si ritrova subito con un bel tredici sulla schedina. Senza un inciampo o un minimo cenno d'esitazione. È stata appena eletta presidente del Consiglio regionale della Campania', lei che mai prima d'ora aveva messo piede in un'assemblea elettiva, e che quel posto se l'era pure conquistato di rimbalzo agganciandosi al «listino» del governatore Antonio Bassolino, è riuscita a mettere d'accordo in un solo colpo maggioranza e opposizione.
Il centrosinistra l'ha votata a ranghi compatti, il centrodestra s'è astenuto: roba che a dirla qualche mese fa, ti avrebbero preso per pazzo. E invece lady Mastella, al termine del suo intervento, s'è conquistata perfino il plauso di Italo Bocchino, leader della Cdl, che ha apprezzato «l'impegno di dare centralità al Consiglio, restituendogli anche una dignità formale appannata dal clima mediorientale che sì respira fuori e dentro l'aula», Insomma, un debutto trionfale. Compreso il «sottofinale» degno d'una commedia hollywoodiana, con la cinepresa che va in controcampo e cattura lo sguardo lucido di Clemente Mastella, trasformato per un giorno nel signor Lonardo, che osserva la moglie circondata dai giornalisti, senza perdere di vista i tre figli chiamati a raccolta nella foto dì gruppo. Per gustare l'happy end, tuttavia, bisognerà pazientare fino a sabato, quando il sindaco di Ceppaloni (sempre lui, Clemente Mastella) accoglierà in Comune il nuovo presidente del Consiglio regionale (sempre lei, Sandra Lonardo) impegnato nella sua prima trasferta ufficiale.
Attenzione, però: guai a pensare che l'autore di questa sceneggiatura zuccherosa, ma d'indubbia efficacia, sia il leader del- l'Udeur. Al massimo, le ha dato un'occhiata. La firma in calce al copione è quella di Sandra che, dopo anni di consigli sussurrati dietro le quinte, s'è accaparrata la ribalta. Facendo centro immediatamente.
«È stato un crescendo dì emozioni ? racconta adesso che la festa è finita e la tensione comincia a stemperarsi ?. L'ingresso in aula, il voto, l'elezione, il discorso... Tutto nel giro di poche ore. Ho dovuto faticare un bel po' a non perdere la freddezza».
Confessa che ad aiutarla è stata l'esperienza fatta nel 2001, quando fu candidata al Parlamento nelle liste dell'Ulivo: allora venne sconfitta, ma rosicchiò ugualmente un mucchio di voti all'avversario, sfidandolo a viso aperto in un collegio blindato per il centrodestra.
«Comunque, al di là dei miei sentimenti, è stata una bella giornata per la credibilità delle istituzioni ? spiega mentre continua a stringere mani e incassare complimenti ?. Le forze politiche, nessuna esclusa, hanno mostrato un senso di responsabilità che cercherò di ripagare lavorando con il massimo impegno. Casomai mettendo a frutto i suggerimenti che ho sempre dato a mio marito: essere a fianco della gente comune, combatterne lo smarrimento suscitato dalla fine delle ideologie e parlare un linguaggio comprensibile a tutti. Ma soprattutto sorridere, sorridere anche quando non ne hai voglia. Perché un sorriso schiude molte porte, dona un pizzico di fiducia a chi ne ha bisogno e, cosa che non guasta, qualche voto in più a chi lo regala».

Enzo d'Errico

Data: 
Mercoledì, 25 May, 2005
Autore: 
Fonte: 
IL CORRIERE DELLA SERA
Stampa e regime: 
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