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La legge sull'aborto? L'hanno già intaccata

Testo: 

di Maria Zegarelli

Il Tar del Lazio: con la legge 40 l'embrione ormai ha gli stessi diritti della donna Quorum, la grande truffa: la soglia vera è del 52%. Fassino: il governo ostacola il referendum

Quorum e legge 194. È un attacco su più fronti quello che è in corso per far fallire il referendum. «Stanno conteggiando nel quorum italiani all'estero inesistenti, di cui non si ha traccia ma che di fatto innalzano la percentuale fino al 52% - denun- cia il tesoriere del Comitato promotore del Referendum Lanfranco Turci - e come se non bastasse una sentenza del Tar del Lazio dimostra che la 194 ha davvero i giorni contati se dovesse fallire il referendum».
La partita in gioco domenica e lunedì è molto più ampia di come vuole lasciar credere il fronte astensionista. Fassino lo dice chiaro: il governo cerca do ostavolare il referendum. E sfallisce il referendum si apre una partita dall'esito imprevedibile, compresa la parziale abrogazione della legge sull'aborto. Un passo indietro spaventoso. Ecco perché il governo sta gonfiando il quorum mettendoci dentro tutto: italiani all'estero vivi o morti, rintracciabili oppure no, come denunciano da più giorni i referendari.
L'allarme è stato lanciato anche dal segretario ds Piero Fassino: «La legge 194 la si sta già modificando. Al Policlinico Gemelli di Roma sono già stati sospesi alcuni esami essenziali per conoscere la dinamica di una gravidanza. Da questi esami - ha spiegato il leader della Quercia ieri a Palermo per invitare a votare quattro Sì - deriva la possibilità per la donna di decidere se continuare la gravidanza fino alla nascita del bambino oppure no. Non si fanno più la transulecenza nucale e il triplo test, due esami che consentono di scoprire la sindrome down. Il fatto che non si effettuino questi esami rappresenta una riduzione e una manomissione della legge 194. È insomma una riduzione della tutela delle donne».
Da Roma il professor Gianni Baldini, consulente legale del Comitato per il Sì, nonché docente di Biodiritto all'università di Firenze, avverte: «La sentenza del Tar del Lazio del 15 maggio scorso che ha rigettato i ricorsi presentati per l'annullamento di alcune parti delle linee guida della legge 40 afferma un principio pericolosissimo nel punto 8 delle motivazioni, passato completamente sotto silenzio, che conferma i timori di una revisione prossima della 194 ovvero di una sua parziale abrogazione per effetto della sopraggiunta legge 40».
Secondo il legale sarebbe a rischio l'articolo 4 della legge,quello cioè che consente alla donna di interrompere la gravidanza entro i primi tre mesi. Il Tar afferma che la legge 40 riconosce espressamente la soggettività giuridica dell'embrione che, dunque, ha pari diritti degli altri soggetti in campo. In questo contesto, dice la sentenza, «il principio di responsabilità della procreazione risulta di difficile compatibilità con i diritti del concepito». Il Tar parla di «dualismo di soluzioni giuridiche» a seconda che sia in gioco la salute della madre o del concepito. Ma cosa vuol dire in pratica questo pronunciamento? Detto in poche parole: la madre non può decidere da sola cosa fare.
«Mentre l'articolo 6 della legge 194 che riguarda l'aborto terapeutico è stato messo in salvo da un pronunciamento della Corte costituzionale - spiega il professor Baldini - non si può dire altrettanto per l'articolo 4 che dà la possibilità alla donna di abortire anche se la gravidanza comporterebbe un serio pericolo per la sua salute psichica e fisica non solo in relazione al suo stato di salute, ma anche alle sue condizioni economiche, sociali o familiari. Di fatto, in seguito all'entrata in vigore della legge 40, secondo quanto lascia intendere questa sentenza del Tar, una donna potrebbe essere costretta a rivolgersi ad un medico per la relativa certificazione, o a un giudice terzo, nel caso in cui qualcuno, per esempio un medico obiettore, sollevasse la questione».
Ecco perché votare Sì vuol dire tutelare ancora una volta la legge 194. Interviene Barbara Pollastrini, coordinatrice delle donne Ds: «La sentenza del Tar mette in evidenza, senza equivoco alcuno, quanto dall'inizio abbiamo sostenuto: è in discussione la legge 194. La legge 40 è in palese e evidente contraddizione con quella sull'interruzione volontaria di gravidanza. Questo fatto è il quinto referendum occulto su cui ci si esprimerà il 12 e 13 giugno.
Suonano inutili le smentite che in tanti del fronte astensionista si affrettano a dare. L'unico modo per mettere in sicurezza la 194 è andare a votare e votare Sì».

Data: 
Domenica, 12 June, 2005
Autore: 
Fonte: 
L´UNITA´
Stampa e regime: 
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