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Così Scalfari ha scritto a Pannella: non aprirò i lavori all'Ergife

Testo: 

Pubblichiamo il testo della corrispondenza tra Eugenio Scalfari e Marco Pannella in occasione dell'assemblea convocata per discutere sull'esito del referendum e sulle iniziative politico-culturali "per rigenerare i valori della laicità in Italia", in corso a Roma, all'Hotel Ergife, fino a domani.

Roma, 29 maggio 2005
Caro Marco, memore delle antiche battaglie condotte insieme per i diritti (divorzio, aborto), desidero far parte delle mille persone convocate in assemblea il 17 giugno prossimo. Cordiali saluti, Eugenio Scalfari

Caro Eugenio, grazie. Fra un'ora, alle 18.30, ho la mia consueta conversazione domenicale con Massimo Bordin nell'edizione www.radioradicale.it e che sarà poi replicata alle 22 a Radio Radicale. Va bene se rendo pubblica la tua adesione da lì?
Marco

Caro Marco, rendi senz'altro pubblica la mia adesione. Cordialmente. Eugenio

Roma, 13 giugno 2005
Caro Marco, non verrò alla vostra manifestazione alla quale ho aderito di cuore nell'intento comune di sollecitare gli elettori al voto sui quesiti referendari. Purtroppo l'esito è stato quanto mai deludente. Personalmente ero certo che il quorum non sarebbe stato raggiunto ma ritenevo che l'affluenza alle urne sarebbe stata tra il 35 e il 40% e cioè ad un livello che, depurando l'astensione degli indifferenti strutturali, potesse bilanciare gli elettori consapevoli dagli astensionisti militanti. Così non è stato. L'affluenza pari ad un quarto del totale rappresenta la metà degli astenuti militanti: in cifre questi ultimi rappresentano il 50% degli aventi diritto.
Ciò rende di fatto impossibile l'ulteriore ricorso al voto referendario in una qualunque altra circostanza che coinvolga quesiti attinenti alla bioetica e a materie complesse riguardanti al tempo stesso la politica, l'etica, i sentimenti religiosi per la popolazione. A trent'anni di distanza dalle grandi lotte sul divorzio e sull'aborto che ci videro insieme e insieme vincenti, l'umore degli italiani è profondamente cambiato come l'esito di questo referendum dimostra ampiamente.
Ciò non significa, ai miei occhi, ritirarsi da parte di chi ha a cuore un paese moderno e laico, ma significa certamente un deficit culturale prima ancora che politico, che deve quindi essere affrontato sul piano, appunto, culturale. Se non sarò fisicamente con voi alla vostra riunione è perché presumo che discuterete di politica, cioè dei modi più opportuni per tentare di modificare le leggi che interessano questi problemi o almeno di non farle ulteriormente peggiorare in questa atmosfera clericale e vandeana. Ma se non sarà perseguita una più approfondita e diffusa cultura dei valori laici questo tentativo mi sembra oltremodo arduo. Per vocazione, e anche per la professione che faccio, questo aspetto mi è ormai da tempo estraneo.
Proseguirò come posso e come ho sempre fatto il lavoro di chiarificazione e approfondimento di una moderna cultura liberale e laica. Questo è quanto posso fare e che certamente farò. Mi ha fatto piacere comunque siano andate le cose, essere con voi in questa battaglia. Auguri per i vostri lavori e a te un caro saluto, Eugenio Scalfari

Roma, 14 giugno 2005
Caro Eugenio, ti ringrazio molto per la tua lettera. Vorrei con molta fiducia ribadire quel che ci auguriamo ancora tu possa e voglia decidere e dandoci così un consistente aiuto nel tentativo di reagire immediatamente e seriamente allo sconforto e alle rassegnazioni che pur prevedevamo, essendo nostra la previsione di serio insuccesso anche se non di un così disastroso risultato. Il tuo editoriale di domenica potrebbe costituire un'eccellente base introduttiva del Convegno, per l'apertura dell'Assemblea dei mille il 17 mattina. Il Convegno non sarà caratterizzato dal sostegno "radicale", ma sarà principalmente gestito - ufficialmente e sostanzialmente - dal gruppo di ricercatori e scienziati scienziati che lo ha promosso. Se tu accettassi di aprire i lavori dell'Assemblea, subito dopo avremo una relazione del costituzionalista Michele Ainis e quelle già previste dei Professori Giulio Cossu, Piergiorgio Strata, Luca Gianaroli, Claudio Giorlandino, Elena Cattaneo e altri tra gli scienziati di notorietà anche internazionale, determinati a rilanciare subito la campagna che li ha visti protagonisti nella sua fase referendaria. Alla presidenza vi sarà anche Emma Bonino, mentre altri interventi radicali si distribuirebbero, uno o due nel pomeriggio e gli altri sabato e domenica.
Sul fondale della grande Aula vi sarà, senza alcun segno di partito, il logo "da ora,CHE FARE?". Certo, avremmo dovuto avere energie e tempo per cercare di concepire, perfino insieme, una ripresa dei "Convegni del Mondo".
Anche oggi, e più di allora, sarebbe necessario ed urgente impedire che la battaglia ingaggiata sia considerata come già chiusa e disastrosamente abbandonata. Per mio conto vorrei poter almeno sperare che i Partiti, in primo luogo l'Unione, non liquidino il tutto nei programmi per la prossima Legislatura.
Lo scoramento che stiamo cercando di superare e far superare rischia di pesare sul Convegno. Poter contare su un tuo intervento nella forma che più su ti accennavo, sarebbe certamente di grande aiuto. Sarebbe insomma una "premessa" al dibattito,ai lavori, un tuo contributo a mo' di un saluto beneaugurante ed incoraggiante con il quale - come ti ho già indicato - potresti sviluppare, aggiornandolo, il tuo ultimo editoriale. Insomma, Eugenio, spero di poter contare sul tuo aiuto per motivi e obiettivi che ci sono comuni, perfino più difficili che mai negli ultimi decenni. A metà degli anni 70 con molti che oggi tanto ci mancano, a cominciare da Norberto Bobbio, lanciammo insieme una moderna battaglia anticoncordataria, laica, e coerente anche con tutto il mondo religioso del Concilio Vaticano II. Avremmo stravinto senza l'inaudita decisione di impedircelo della Corte costituzionale. Sullo slancio della recentissima vittoria sul divorzio questo accadde proprio perché si era consapevoli che in tal modo avremmo acquisito alla storia di questo disastrato paese La Riforma che continua a darci solo contro-Riforme. Ti prego, se puoi, dammi subito un cenno di risposta.

Ciao, Marco
Roma, 14 giugno 2005
Caro Marco, ti confermo che non verrò, ma non perché io tema una regia radicale, che in questa fase non mi disturba affatto, né perché la mia assenza sia dettata da disimpegno rispetto al tema in discussione e a tutti gli altri temi che vi sono connessi. Mi conosci, mi conoscete, e sai perciò che, con posizioni giuste o sbagliate, non mi sono mai tirato indietro. Nella mia precedente comunicazione ti dissi che il terreno sul quale ho deciso da qualche decennio di svolgere il mio ruolo è quello della cultura politica e non quello della politica propriamente detta. Il vostro ruolo è diverso. Credo perciò che la soluzione migliore sia quella che tu, se lo desideri e se ti sembra opportuno, legga in tutto o in parte questa breve corrispondenza che ci siamo scambiati e poi il convegno prosegua per le sue vie. Nell'Italia che si prefigura credo che ci incontreremo parecchie volte poiché, anche se le strade e i ruoli sono diversi, i punti di incrocio saranno numerosi.
Molti auguri a tutti voi. Eugenio

Data: 
Sabato, 18 June, 2005
Autore: 
Fonte: 
IL FOGLIO
Stampa e regime: 
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