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Elezioni del 2003: l'exploit si chiamerà Margherita

Data: 
Venerdì, 17 August, 2001
Testo: 

Le simulazioni attribuiscono fino a 16 seggi ai rutelliani. I radicali: anche in Friuli-Venezia Giulia il maggioritario UDINE - Simulazioni di voto alla mano, è la Margherita di Rutelli la forza politica emergente in vista delle elezioni regionali del 2003. Prendendo come base i risultati politici dello scorso maggio, e proiettandoli attraverso quella che per ora resta l'unica ipotesi, gradita ai più (fortemente contrari sono soltanto i Ds) di nuova legge elettorale (proporzionale alla tedesca con sbartramento tra il 4 e il 5 per cento), il secondo partito del Friuli-Venezia Giulia è proprio l'ultimo nato, ovvero la Margherita. Davanti a tutti resta sempre Forza Italia. E proprio il gruppo consiliare degli azzurri, grazie allo studio messo a punto dal consigliere udinese Roberto Asquini, sta in questi giorni elaborando tutti i possibili risultati, tenendo conto delle diverse varianti: dal premio di maggioranza allo sbarramento, fino a considerare anche un aminima oscillazione di voti. Con 15 consiglieri su 60 la Margherita comunque strapperebbe la leadership ai Ds, pur restando seconda rispetto ai berlsuconiani che potrebbero conquistare ben 20 seggi. Le elezioni sono comunque lontane e c'è chi spera ancora che alla fine anche in Friuli-venezia Giulia si voti con un sistema elettorale simile alle altre regioni. «Il peso dei partiti - afferma Gianfranco Leonarduzzi dei radicali - si è dunque ulteriormente rafforzato. Il punto è tutto qui. È questo il remake al quale puntualmente la Regione ci invita ad assistere ogni qualvolta si avvicinano le elezioni. I punti di modifica proposti dalla maggioranza regionale e pubblicati sullla stampa locale costituiscono un grave passo indietro - aggiunge Leonarduzzi - anche rispetto al vecchio sistema proporzionale, per quanto riguarda il rapporto fra elettori ed eletti, e quindi tra società e istituzioni». «Sventata solo grazie ad accordi sulla spartizione degli assessori una crisi regionale, post elezioni politiche, è innegabile che questa legislatura stia navigando a vista - prosegue Leonarduzzi - governo debole proprio come accadeva nella precedente legislatura. Recentemente si è votato anche in Sicilia, e come accaduto lo scorso anno nelle regioni a statuto ordinario, si è votato con il Tatarellum, un primo passo verso un sistema bipolare, con l'elezione diretta del presidente della Giunta, anzi, del Governatore. Senza tanti fronzoli - conclude Leonarduzzi - che ha prodotto e consente di ottenere ancora una stabilità di governo limpida e trasparente».

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MESSAGGERO VENETO - Regione
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