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CONGRESSO DI "RADICALI FRIULANI" - RELAZIONE DEL PRESIDENTE

Testo: 

RELAZIONE CONGRESSO RADICALI FRIULANI
di Stefano Santarossa

Udine, 11 gennaio 2004
Care compagne, cari compagni, cari amici,
a poco più di sei mesi ci troviamo di nuovo riuniti per discutere, proporre e votare i progetti di iniziativa politica dei radicali iscritti alla nostra associazione ma anche per confrontarci sulle scelte di Radicali Italiani.
Devo confessarvi che ho notato che in questi ultimi mesi gli spazi per la nostra azione politica si sono ristretti, e a parte l'episodio delle elezioni suppletive a Trieste, che ha visto l'eccezionale e generoso contributo di Radicali Italiani, e soprattutto di Marco Pannella, il ruolo giocato dai radicali in Regione si è molto ridotto.
Si tratta ora di decidere quali strade percorrere per riprendere ad avere un peso anche nella vita politica della nostra regione.

Ho individuato sei progetti importanti, in parte già incardinati, per i prossimi mesi.

1 - FRIULI VENEZIA GIULIA REGIONE AMERICANA
In questi giorni verranno formate le commissioni che dovranno procedere alla elaborazione di una bozza di riforma dello statuto della nostra regione.
Dobbiamo assolutamente fare in modo che la nostra opzione, quella di riforma americana per la nostra regione, sia una delle possibili opzioni presenti in consiglio regionale.
Ricordo che con il referendum del 29 Settembre del 2002 i cittadini del Friuli Venezia Giulia si sono espressi chiaramente per un sistema elettorale più chiaro che si avvicini a quello anglosassone, dove il cittadino elegge direttamente, all'americana, il governatore.
Per noi rimane valido il progetto di "Friuli Venezia Giulia Regione americana": Presidenzialismo, federalismo, sistema elettorale uninominale maggioritario. Il modello con due o tre partiti dove il cittadino ha il potere di scegliere direttamente il suo rappresentante collegio per collegio e il governatore.
L'impegno dei prossimi giorni è quello di trovare una pattuglia di consiglieri regionali che si impegnino a presentare e a sostenere il progetto riformatore contenuto nella nostra proposta di legge creata ad hoc per il Friuli Venezia Giulia.

2 - REFERENDUM REGIONALI
Al modello americano è necessario affiancare forti integrazioni di democrazia diretta. Per tale motivo il nostro progetto di legge, messo a punto insieme al costituzionalista Emilio Colombo, istituisce il referendum propositivo ed inoltre riformula il metodo di calcolo del quorum di validità del referendum abrogativo, affinché la consultazione popolare sia il frutto di un leale confronto tra i favorevoli e i contrari, evitando così che una maggioranza di elettori possa essere trasformata in minoranza sconfitta.
Va inoltre da subito cancellata la norma, votata dal centro destra a novembre dell'anno 2002, che ha portato da 20 a 30 mila il numero di firme necessario per indire un referendum. Su questo ci appelliamo ad un intervento immediato del consiglio regionale che cancelli tale norma che non è che la conferma della volontà della partitocrazia di togliere al cittadino la possibilità di esprimersi direttamente sulle leggi approvate.

3 - DDL SULLE PROFESSIONI E CAMPAGNA PER L'ABOLIZIONE DEGLI ORDINI PROFESSIONALI
In questi giorni ho preso posizione sul dibattito sulla stampa regionale che riguarda il mondo delle cosidette libere professioni, dibattito nato in seguito all'approvazione da parte della Giunta Illy ed in particolare di Roberto Cosolini, assessore regionale al lavoro, alla formazione, all'università e alla ricerca del ddl "Interventi in materia di professioni".
Questo progetto ha sicuramente un pregio, quello di aver abbandonato la scelta consociativa tra i rappresentanti della politica e gli ordini professionali, che impedisce ogni ammodernamento del settore terziario. Il riconoscimento da parte della giunta Illy delle professioni non regolamentate va in controtendenza rispetto alle posizioni assunte da quasi tutti i partititi politici da sempre sottomessi ai diktat delle varie corporazioni sindacali e in questo caso professionali.
A livello nazionale l'attuale governo, che si richiama a principi liberali, anche in questo campo è invece garante dell'attuale regime protezionista del settore dei servizi. La condiscendenza mostrata dal centro destra verso gli ordini professionali ingessa ogni possibile sviluppo del settore.
Le norme imposte dagli ordini limitano l'accesso alle libere professioni, fissano tariffe e vietano la pubblicità.
I mestieri in Italia sono ancora dei feudi, che si passano di padre in figlio. In questo modo vengono penalizzati i giovani neolaureati, costretti a superare esami di Stato controllati dagli ordini professionali, che hanno tutto l'interesse a bloccare l'ingresso a nuovi competitori nel mercato del lavoro.
Gli ordini non soltanto impediscono l'ingresso ai più giovani, ma condizionano il mercato, favorendo comportamenti privati anticompetitivi, il tutto a scapito dei consumatori, che pagano prezzi più alti per servizi peggiori.
Per questo ritengo che vada rimossa ogni restrizione concorrenziale che determini barriere a monte o a valle del percorso professionale. Ricordo come l'entrata alle cosiddette libere professioni, regolata da ordini e albi, è soprattutto per i giovani una corsa a ostacoli ricca di gravi umiliazioni. Gli attuali vincoli difendono coloro che sono già inseriti nel mondo del lavoro dalla concorrenza garantendo a costoro confortevoli posizioni di rendita. Non ho mai sentito i rappresentanti del Cup e dei vari ordini professionali prendere le difese di chi sta fuori dal mercato, delle migliaia di giovani neolaureati, "praticanti" in attesa dell'accesso all'Ordine, che pagano le conseguenze di un sistema rigido e burocratico.
La pretesa degli ordini di mantenere tale sistema protezionista verrà smantellato quando tutti i professionisti, ovunque residenti nella comunità europea, potranno svolgere anche in Italia la propria attività. I freni posti finora nel nostro paese alla diffusione di società di capitali nel campo delle professioni, ci vede già oggi in grave difficoltà nell'affrontare la concorrenza straniera, tanto da noi quanto in Europa e nel mondo.
Per questo penso che una presenza incisiva in questo dibattito dei radicali sia non solo utile ma necessaria. Per questo domani, alle 17.00, incontrerò a Trieste Roberto Cosolini, assessore regionale al lavoro, alla formazione, all'università e alla ricerca.
Va comunque sostenuto il testo approvato dalla giunta Illy che ha già suscitato le proteste degli ordini professionali e ha subito uno stop da parte della Corte Costituzionale.
Propongo di cercare nuove interlocuzioni su questo fronte con la giunta Illy, con le associazioni impegnate per l'abolizione degli ordini professionali, a partire dal Colap e con le varie associazioni che raggruppano nuove forme di società di servizi che rappresentano un'importante possibilità di crescita per questo settore.
Inoltre potremmo coinvolgere le centinaia di giovani che tentano, subendo gravi umiliazioni, di entrare nel mondo del lavoro, ma sono ostacolati dalle barriere imposte proprio dagli ordini professionali. Intercettare questo disagio diffusissimo tra i neolaureati in attesa di superare l'esame di stato, potrebbe allargare anche il numero di associati a Radicali Friulani.

4 - ELEZIONI EUROPEE , AMMINISTRATIVE , A PORDENONE IL PROGETTO CON ELIO DE ANNA PER PROGETTI DI VITA INDIPENDENTE PER I DISABILI
Fra pochi mesi i cittadini saranno chiamati ad esprimersi sulle elezioni europee, momento importante per i radicali. Su quello che faranno i radicali in quell'occasione vi invito a seguire a fine mese i lavori del Comitato di Radicali Italiani. Di certo anche la nostra associazione sarà in prima linea per sostenere la o le liste radicali alle elezioni.
Ma contemporaneamente, e forse nello stesso giorno, ci saranno anche le elezioni amministrative.
Ritengo utile per la nostra associazione misurarsi con impegni elettorali in liste civiche, con candidature di radicali in altre liste o con vere e proprie liste radicali alle elezioni amministrative.
In questi mesi mi sono impegnato, come probabilmente avrete letto dalla stampa, in incontri con Elio De Anna, presidente della Provincia di Pordenone della Cdl ma anche iscritto a Radicali Italiani. Insieme abbiamo verificato se sia possibile una mia, o nostra, partecipazione alle provinciali a sostegno della sua candidatura, con vari punti programmatici concordati insieme.
Il punto più qualificante mi è stato suggerito proprio da De Anna quando in una assemblea pubblica di Forza Italia ha raccontato di essersi convinto della validità di alcuni progetti di "Vita indipendente" per i disabili realizzati in Svezia e negli Stati Uniti.
In ulteriori incontri mi sono reso conto della possibilità che tali esperienze possano partire nella nostra regione con il suo contributo. Ricordo che questi progetti fanno parte del programma di Radicali Italiani e dell'associazione Luca Coscioni. John Fischetti, tra i fondatori in Italia dell'associazione Enil, fra breve vi illustrerà la parte di programma che noi intendiamo proporre a De Anna per la campagna elettorale.
La Vita Indipendente rivoluziona il modo con cui si affronta la disabilità. Nel nostro Paese molti disabili vengono rinchiusi negli istituti per essere meglio "curati". Con questa argomentazione questi cittadini vengono sistemati in asili nido speciali, scuole speciali, laboratori speciali, abitazioni speciali e trasporti speciali. Scuole speciali o laboratori speciali fanno sentire i disabili dei diversi emarginandoli dal mondo reale. I disabili trattati come malati, secondo molti, non debbono lavorare e sono esentati dai normali obblighi della vita.
Ciò che sorprende è che alle persone disabili per se stesse raramente viene chiesto di che cosa hanno bisogno. Il fondamento di questi progetti sta nel riconoscere che tutti indipendentemente dal tipo e dal grado della loro disabilità possono imparare ad assumersi maggiore responsabilità, a prendere più decisioni riguardo alla loro vita e ad apportare un contributo maggiore alle loro famiglie e alla comunità. In diversi paesi i centri per la Vita Indipendente ricevono regolari sovvenzioni dal governo, perché è riconosciuto che le persone disabili sono i migliori esperti nelle materie concernenti la disabilità.

5 - LAICITA' DELLO STATO E LIBERTA' DI CURA
Nell'anno appena trascorso l'ingerenza vaticana si è fatta sempre più opprimente, con la richiesta di inserire il riferimento al patrimonio dei valori cristiani nella Convenzione Europea, le difficoltà dell'utilizzo per le donne italiane della pillola abortiva Ru 486, e recentemente con l'approvazione della legge che impedisce di fatto la fecondazione assistita e la libertà di ricerca scientifica. Come associazione abbiamo sentito la necessità di riaffermare la laicità dello Stato con una manifestazione ad Ottobre per la libertà di coscienza, di pensiero, di religione, di ricerca scientifica. Penso che tale esperienza vada ripetuta ma ci si debba organizzare da subito sul territorio con campagne informative, ed eventualmente, d'intesa con Radicali italiani, con la raccolta firme per referendum che cancellino la legge approvata dai due rami del Parlamento sulla fecondazione assistita. Tale legge infatti non soltanto vieta il ricorso alla fecondazione eterologa, non soltanto rende proibitivo per le donne sopra i 35 anni accedere a questo tipo di cure, ma vieta definitivamente ogni forma di ricerca sulle cellule staminali embrionali.
Propongo inoltre RADICALI FRIULANI si impegni per la campagna di tesseramento dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica anche in vista del secondo congresso che si terrà a Roma la settimana prossima.

6 - LA VITA ASSOCIATIVA
Ho lasciato per ultimo il riferimento alla vita della nostra associazione. Vanno moltiplicati gli sforzi per riorganizzarci nelle città ma anche nei comuni più piccoli anche a partire da elezioni amministrative in piccoli comuni o facendo in modo che consiglieri comunali prendano la doppia tessera radicale e formino gruppi radicali nelle istituzioni. Radicali friulani rappresenta il primo passo per consentirci di poter incidere di più anche nella nostra Regione.
Abbiamo già a disposizione un sito internet, www.radicalifriulani.it , dove sono documentate e lanciate tutte le iniziative radicali locali con una aggiornata rassegna stampa dei quotidiani e agenzie di stampa sulle iniziative dei radicali del Friuli. Propongo che sia ampliato lo spazio dedicato alla vita delle istituzioni della nostra regione, integrando così i siti web istituizionali per consentire al cittadino di essere informato sulll'attività degli eletti di ogni grado nelle istituzioni.
Inoltre puntiamo a raggiungere al più presto i 35 iscritti a Radicali italiani per l'anno in corso in modo da poter designare tra i nostri componenti un rappresentante al Comitato nazionale e almeno cento iscritti all'associazione entro i primi sei mesi del 2004.
Ritengo inoltre necessario per il successo delle prossime iniziative promosse dai vari soggetti dell'area radicale, la costruzione di una rinnovata rete di militanti attivi sul territorio.
Pertanto è compito della nostra associazione collaborare in sede locale alle iniziative di tutti i soggetti politici radicali, secondo la previsione dello Statuto e l'impegno politico degli iscritti. L'obbiettivo è quello di potenziare la rete radicale in Friuli Venezia Giulia, raccogliendo nuove disponibilità e promuovendo, dove possibile, la costituzione ed il rafforzamento di gruppi di militanti, anche in vista dei nuovi appuntamenti politici ed elettorali, nazionali ed europei, che esigeranno entro breve tempo l'apporto di forze decisamente maggiori delle attuali.

Autore: 
STEFANO SANTAROSSA
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