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Si allarga la protesta nelle carceri

Testo: 

Da ieri a Udine scioperano anche gli uomini. Astensione dal vitto e dal lavoro

Si fa sempre più pesante la situazione nelle carceri di Udine e di Tolmezzo dove da qualche giorno i detenuti protestano. Ieri, nella casa circondariale di via Spalato, all'agitazione delle detenute si sono associati anche gli uomini che ora si astengono pure dal vitto. Rifiutano, cioè, di consumare i pasti preparati all'interno e preparano da mangiare nelle celle. Ma non soltanto. A questa forma di protesta da ieri si è aggiunta l'astensione dal lavoro, uno sciopero in piena regola che ha già raccolto i consensi di tutti i detenuti. Da Udine a Tolmezzo, appunto. Fino a ieri, comunque, la situazione era tranquilla. Tocca anche il Friuli, dunque, la protesta che sta dilagando nelle carceri di tutta Italia e che è al centro dell'aspra polemica fra il ministro Castelli e il Centrosinistra.
Sulla situazione negli istituti penitenziari di Udine e Tolmezzo sono intervenuti i radicali di Udine e l'hanno fatto attraverso il rappresentante dei Radicali italiani Fvg, Gianfranco Leonarduzzi.
«La protesta che si sta diffondendo nelle carceri di Udine e Tolmezzo - si legge in una nota - è l'ennesimo segnale che i radicali vanno denunciando da tempo. La situazione è ora di estrema emergenza. Recentemente con l'europarlamentare Maurizio Turco e il segretario dell'associazione Nessuno Tocchi Caino, Sergio D'Elia, ho visitato il carcere di Udine e i detenuti in regime di 41 bis a Tolmezzo ed è stato pubblicato un libro bianco. Poi si sono sentite le allucinanti affermazioni di un ministro di grazia e giustizia («le carceri italiane sono alberghi»), sono state fatte promesse di indulto o grazia non mantenute».
«Non è il caso, con la popolazione carceraria - prosegue Leonarduzzi - di promettere condizioni di vivibilità migliori, una riforma del sistema giudiziario, lavori di ristrutturazione o altro. Con i detenuti non è il caso di fare promesse che poi non vengono mantenute, solo per allentare il già alto grado di tensione. La situazione potrebbe ora solo collassare. Da anni i radicali denunciano lo stato di abbandono del mondo carcerario, quasi il 50% dei detenuti nel nostro Paese è in attesa di giudizio. Nella nostra regione, secondo quanto pubblicato sul recente libro bianco dei Radicali, c'è sovraffollamento e negli ultimi tempi, fra Udine e Tolmezzo, ci sono stati ben tre episodi di suicidio».
«Il carcere di Udine - denuncia ancora Leonarduzzi - ha le caratteristiche di un lager, muffa dappertutto, umidità, invivibilità. Un termosifone serve a scaldare l'intera sezione maschile. Da anni i radicali denunciano lo stato di abbandono del mondo carcerario, affermando la necessità urgente di rilanciare le proposte sulla riduzione dei termini di custodia preventiva e sull'automatismo della liberazione anticipata per buona condotta, aumentando dagli attuali 45 a 60 giorni il periodo condonato per ogni semestre. Il caso di Udine non fa altro che aggiungere un'altra condanna alle altrettante che il nostro Paese subisce dalla Corte Europea per i diritti dell'uomo».

Data: 
Domenica, 15 September, 2002
Autore: 
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Udine
Stampa e regime: 
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