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Spunta il testamento biologico, no della Margherita

Data: 
Venerdì, 2 December, 2005
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IL PROGRAMMA DELL’UNIONE / Il passaggio è contenuto nella bozza di documento che il Professore discuterà al seminario di Perugia

Treu: è l’anticamera dell’eutanasia? Fioroni: non aprire altri fronti con la Cei

ROMA - Toccherà a Prodi disinnescare l’ordigno la settimana prossima, quando a Perugia presiederà il seminario dell’Unione, organizzato per esaminare i nodi ancora aperti del programma. Le commissioni hanno consegnato le bozze, che messe insieme fanno almeno trecento pagine zeppe di progetti per il governo che verrà. Le vertenze sono numerose, e il Professore dovrà decidere se accettare la richiesta del Pdci di reintrodurre la scala mobile, se appoggiare la proposta del Prc di aumentare la spesa pensionistica, se lasciare la scheda di politica estera senza neppure un riferimento ai rapporti tra Italia e Stati Uniti. Ma le bozze contengono un paragrafo che sta già mettendo in subbuglio l’alleanza, quattro righe incluse nel capitolo giustizia che evocano una parola appena sussurrata per la sua esplosività: «Eutanasia». A scorgerla tra le pieghe di quel documento riservato è stato Tiziano Treu, coordinatore al tavolo del programma per la Margherita. Nella sezione «Nuovi diritti», dove si affronta anche il tema dei «diritti del malato», ha letto la «proposta dell’Unione» di introdurre la «Dichiarazione anticipata di volontà», cioè il testamento biologico, ritenuto «lo strumento più efficace per rendere effettivo quel diritto». Tra le «garanzie» di un paziente è contemplato «il rifiuto dell’accanimento terapeutico e del dolore non necessario». Ma a destare l’allarme di Treu sono state le premesse al «sistema di garanzie», tra le quali è prevista l’«autodeterminazione del paziente». Fin dove si spingerebbe «l’autodeterminazione»? Fino al punto che un malato terminale potrebbe chiedere che gli venga staccata la spina? «È l’anticamera dell’eutanasia?», si è chiesto infatti il dirigente dei Dl. Che subito ha informato Rutelli.

Raccontano che al leader della Margherita si siano rizzati i capelli, e mercoledì scorso l’argomento è stato affrontato dall’esecutivo dei Dl con segretezza e altrettanta preoccupazione. Perché la vicenda rischia di scatenare nel centro-sinistra una nuova, durissima polemica, l’ennesima contrapposizione tra laici e cattolici. Come se non bastasse, la Margherita teme «l’inevitabile» reazione del Vaticano. «E che facciamo: ci mettiamo ad aprire altri contenziosi con la Cei?», ha detto infuriato il responsabile Enti locali Fioroni, aprendo in riunione il capitolo dolente: «Era stato deciso di non costituire un tavolo sulle questioni bioetiche, e poi un tema di queste proporzioni viene liquidato in poche righe nel programma sulla giustizia? Già che ci siamo, mettiamoci pure l’eugenetica...». Quella di Fioroni non è stata solo una battuta, «perché sono le due facce della stessa medaglia: da una parte la qualità della vita nascente, dall’altra la dignità di una vita morente».

È toccato al coordinatore del partito Franceschini affrontare il caso politicamente, «siccome è politica la questione, perchè quelle quattro righe - ha spiegato all’esecutivo - sono una cartina di tornasole per il centro-sinistra»: temi come la procreazione assistita, l’aborto, l’eutanasia andranno o non andranno inseriti nel programma? È una domanda a cui i partiti della coalizione dovranno dare una risposta. È un quesito che imporrà soprattutto a Prodi di usare parole chiare al seminario di Perugia, sapendo che sullo sfondo si stagliano per un verso il tema dei rapporti con i cattolici e per l’altro il nodo dell’intesa con la Rosa nel pugno di Boselli, Pannella e Bonino. «D’altronde - commentava ieri Gerardo Bianco - l’idea dell’autodeterminazione del paziente sarà stata certamente dello Sdi. Ma così si mette in discussione il principio dell’indisponibilità della vita. La proposta è stata bocciata anche dal Consiglio d’Europa».

Tanto per cambiare anche allora, nella delegazione italiana, il centro-sinistra si divise a causa di uno scontro tra Bianco e la diessina Bolognesi. «Se questa proposta fosse inserita nel programma dell’Unione - avvisa l’ex segretario del Ppi - metterebbe a repentaglio l’alleanza». Treu l’ha definita «la parte più criticabile» del capitolo giustizia, e all’esecutivo della Margherita Pinza ha proposto una soluzione: «Temi che interpellano le coscienze, come il testamento biologico, non possono far parte di un programma che riguarda l’azione di un governo». Con questa posizione si presenteranno al seminario, e toccherà al Professore stabilire se mantenere o cancellare dalle bozze quelle quattro righe, e le note introduttive del paragrafo, dove c’è scritto che «i temi relativi alla tutela dei "Nuovi diritti" vanno collocati all’interno di un programma complessivo» di un «governo riformatore». I fili dell’innesco sono intricati, e per un verso o per l’altro l’ordigno rischia di scoppiare in mano al candidato premier dell’Unione.

Francesco Verderami

Autore: 
Fonte: 
Il Corriere della Sera
Stampa e regime: 
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Commenti

Ma cosa vuol dire «Temi che interpellano le coscienze, come il testamento biologico, non possono far parte di un programma che riguarda l’azione di un governo».??.. quà siamo alle solite, si mascherano le divisioni su argomenti fondamentali riguardanti i diritti della persona come temi non determinanti...d'altra parte penso che è proprio su questi argomenti imbarazzanti per molti neoalleati di centrosinistra che radicali e socialiti rosapugnanti devono farsi sentire con più forza.
Un Saluto G.Marco Vittorio