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Progetto da rifare. Alta velocità Ronchi-Trieste. Il Comitato chiede i conti

Testo: 

MONFALCONE «Adesso che il progetto preliminare del tracciato Ronchi Sud-Trieste è stato appallottolato e gettato nel cestino, chi si farà carico delle spese affrontate per redigerlo?».
Se lo chiede, con una certa preoccupazione, il Comitato contro il Corridoio 5 (Ccc5), che fin dall’inizio ha osteggiato la realizzazione della Tav sul territorio. «Da tre anni – attacca Georgina Ortiz, rappresentante del Ccc5 -, assieme al Wwf e a Italia Nostra, andavamo ripetendo che il progetto non era realizzabile e per questo siamo stati definiti dal presidente Illy "pseudo-ambientalisti"». «Ora che finalmente s’è preso atto di come il piano fosse sbagliato - prosegue Ortiz – rimane da capire chi risponderà tecnicamente e politicamente dei soldi pubblici spesi prima per lo studio di fattibilità e poi per il progetto preliminare». Insomma, sempre secondo gli ambientalisti, il contribuente avrebbe il sacrosanto diritto di sapere quanti quattrini sono stati sborsati per il Corridoio 5 e Illy dovrebbe rendere pubblicamente conto delle scelte effettuate.
«Noi del Ccc5 siamo ben lontani dagli affari del Palazzo – conclude Ortiz – e possiamo solo intuire che la retromarcia innestata dalla Regione attenga a una questione politica e non di certo tecnica, visto che il progetto preliminare è noto da anni e nessuna novità è nel frattempo intervenuta. Se la smentita delle posizioni mantenute fino a 20 giorni prima dal presidente Illy è un atto politicamente importante, appare invece pressoché irrilevante ai fini dell'iter del progetto.
Nei momenti in cui è stata chiamata ad esprimersi, la Regione ha sempre manifestato parere favorevole al tracciato preliminare di Italferr e il ripensamento (che conferma la fondatezza delle nostre obiezioni) arriva decisamente fuori tempo massimo».
Tiziana Carpinelli

Data: 
Sabato, 7 January, 2006
Autore: 
Fonte: 
IL PICCOLO
Stampa e regime: 
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