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Gli esclusi dell’Unione vicini a trovare l’accordo per un candidato comune

Data: 
Giovedì, 12 January, 2006
Testo: 

Riunione tra i partiti minori della coalizione

Prende corpo l’ipotesi di un “rassemblement“ dei partiti minori del centro-sinistra, esclusi dall’alleanza Bolzonello, a sostegno di un proprio candidato sindaco. Nuovo Psi, Sdi, Radicali friulani, Italia dei valori, Popolari-Udeur, Dc e Pensionati ne hanno discusso nel corso di un vertice che si è tenuto l’altra sera. La Margherita risponde offrendo ospitalità a candidati esterni nella lista che proporrà per le comunali.
Il vertice dei partiti minori del centro-sinistra era finalizzato, per l’appunto, a cercare una quadra dopo che la maggioranza Bolzonello ha escluso un’ampliamento della coalizione ad altri soggetti politici e la sinistra radicale (Rifondazione comunista, partito dei Comunisti italiani e Verdi) ha ufficializzato la proposta a sindaco della consigliere comunale, Monia Giacomini.
Due le ipotesi sul tappeto, con sfumature diverse, che verranno approfondite in occasione della prossima riunione che si terrà martedì: una lista unitaria delle sette formazioni politiche, oppure la presentazione di tre liste, con lo stesso candidato antagonista di Bolzonello. Nuovo Psi, Sdi e Radicali friulani punterebbero ad aggregare un’unica lista laico-socialista, mentre al centro si punterebbe all’unione tra Popolari-Udeur, Dc e Pensionati. I primi, guidati dal segretario, Luciano Clarizia, stanno ancora attendendo una risposta definitiva da parte del sindaco sulla loro presenza nella maggioranza, contestata da Democratici di sinistra e Margherita. I margini di trattativa, però, sono ormai limitati, visto il “no“ delle due formazioni politiche. La terza lista sarebbe quella di Italia dei valori, che si è riservata di decidere in merito.
Ancora prematuro parlare di possibili candidature, visto che si punta a realizzare un programma comune sul quale poi ricercare il candidato più rappresentativo, una figura superpartes in grado di catalizzare gli interessi. Tra le ipotesi che erano circolate, la presidente dello Sdi, Rosanna Rovere, l’ex vice sindaco di Pordenone, Luigi Manzon, e Giovanni Rampogna, presidente dell’Ada.
Da verificare anche la posizione del partito Liberalsocialista d’azione che, a seguito dei contatti che ci sono stati nelle settimane scorse, ha proposto la candidatura a sindaco di Luca Bagatin. Nel centro-sinistra, in sostanza, potrebbero essere tre o quattro i candidati per la guida del municipio, una frammentazione che potrebbe favorire il ricorso al secondo turno. Una ipotesi caldeggiata dai partiti minori e dalla sinistra radicale, che, in sede di ballottaggio, potrebbero rientrare in gioco per contrattare con Bolzonello una adeguata rappresentanza nel caso di vittoria elettorale.
A riaprire il canale del dialogo nell’Unione è la Margherita che, sempre l’altra sera, ha riunito le due commissioni nominate per la stesura del programma e i portavoce degli undici circoli. Ne è emersa l’apertura a esponenti indipendenti che fanno riferimento a partiti e movimenti del centro-sinistra non compresi nella coalizione. Analoga disponibilità al confronto con la sinistra radicale «sia politico, sia programmatico». (ste.pol.)

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MESSAGGERO VENETO - Pordenone
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Commenti

Come al solito il giornalista ha travisato quanto detto nell'incontro.

Dall'Articolo sembra che manchino solo Tiramolla, Pluto e Ciccio di Nonna Papera tra i possibili candidati sindaco di Pordenone. Spero che ci possa essere a breve un incontro tra i radicali friulani, almeno a Pordenone, per tirare il filo di questa lunga litania di incontri.
Un Saluto a tutti
G. Marco Vittorio

Riunione già fissata a Pordenone nel mio ufficio alle 10.30 domenica prossima. Non mancare!

Leggi questo articolo ripescato dall'archivio:

Il Messaggero Veneto 08-02-2002

Sito Internet del Comune. L'Udeur attacca i radicali

Una polemica sterile, da parte di un partito che cerca di farsi pubblicità per prendere voti che alla fine non arrivano. Luciano Clarizia, coordinatore provinciale dell'Udeur, boccia in questo modo l'attacco che il responsabile dei radicali, Stefano Santarossa, ha rivolto al sindaco di Pordenone, Sergio Bolzonello, per il mancato aggiornamento del sito internet del municipio. «E ' una iniziativa strumentale - tuona Clarizia - legata alla politica dei radicali, ovvero tutto fa pubblicità pur di prendere voti, che poi non arrivano. Con tutti i problemi che deve affrontare l'amministrazione comunale, lasciati in eredità dalla precedente, sarebbe meglio che Santarossa si indirizzasse verso altri settori».
Il responsabile dell'Udeur, inoltre, bolla come «bizzarra e inaccettabile, l 'idea di utilizzare il sito dei radicali o di altri partiti per pubblicare le informazioni istituzionali del Comune. Se ciò avvenisse - sottolinea - sarebbe il caos più assoluto, senza tenere conto di quali informazioni debbano essere affidate ai radicali piuttosto che alla Margherita o a Forza Italia».

...news nella cronaca di San Quirino

Il piano di Franco De Carli, segr. Nuovo PSI, a Pordenone mi sembra sia quello di destabilizzare il progetto della Rosa nel Pugno. Per questo ogni decisione sulle amministrative deve partire dai soggetti che anche a livello nazionale formano il nuovo soggetto politico.

Date un'occhiata alle mosse di De Michelis stranamente analoghe all'omologo locale.

12/01/2006: Conferenza stampa Berlusconi, De Michelis, Rotondi: Tornano alleate le due forze che hanno fatto la storia dell'Italia
Si sono ritrovati tra alleati storici, due partiti che insieme, nella storia del nostro Paese, “pur nel normale scambio dialettico, per cinquant’anni hanno assicurato un governo democratico e prodotto benessere e progresso all’Italia“ – come ha sottolineato il premier Silvio Berlusconi, presente ieri alla conferenza stampa che ha celebrato il “battesimo“ del simbolo comune con cui Democrazia Cristiana e Partito Socialista “correranno“ assieme alle prossime politiche del 9 aprile.
Al cospetto di una platea corposa ed impegnativa, la Democrazia Cristiana di Rotondi è stata ieri accolta, dunque, nella coalizione di centro-destra che ricandida il Presidente del Consiglio Berlusconi, suggellatore e “convinto sostenitore del progetto di alleanza tra gli amici Gianni De Michelis e Gianfranco Rotondi“ alla guida del prossimo governo.
Quello che ha visto la luce ieri è un simbolo tutto nuovo che già in sé, oggi, rappresenta tre esperienze politiche, quella della Dc, quella dei Socialisti e quella degli Autonomisti ma che rimane aperta all’adesione, auspicata da De Michelis e Rotondi, delle altre forze “che decideranno di far parte di questo progetto che privilegia – come ha spiegato De Michelis – l’obiettivo di non sprecare voti e trovare una convergenza utile alla nostra battaglia ed a quella della coalizione“. Un forte messaggio, un accorato invito dal sapore della sollecitazione, lanciato ai Liberali, ai Socialdemocratici, ai Repubblicani.
“Noi non vogliamo rinunciare alla continuità col nostro passato – ha spiegato De Michelis – e, come già nel 2001 scegliemmo la Casa delle Libertà perché ci offriva lo spazio necessario per perseguire il nostro obiettivo, quello del rilancio della nostra identità, così oggi proponiamo un’alleanza in grado di offrire una possibilità in più al Paese di uscire dalla difficile situazione in cui versa. Già allora, ormai cinque anni fa, eravamo convinti che il percorso compiuto, pur con alcuni errori, nella prima Repubblica, così come quello compiuto nella cosiddetta seconda Repubblica che, tra l’altro, oggi più che mai, si assomigliano sempre di più, costituisce un patrimonio destinato ad essere ancora utile all’Italia. Così come combattemmo nel 2001 combatteremo anche nel 2006, e lo faremo proprio per non rinunciare al nostro bagaglio di cultura politica esperienza di governo, comune a queste due forze che dunque, proprio su questa base, possono oggi ancora stare assieme. Abbiamo, quindi, un’opinione opposta a quella di Borselli che nei giorni scorsi ha detto che il Garofano non ha più senso perché appartiene al passato: non è infatti al passato che guardiamo ma proprio al nuovo futuro che intendiamo offrire a noi stessi , alla nostra irrinunciabile identità politica di socialisti, riformisti, autonomisti. Ci prepariamo ad affrontare le elezioni del 9 aprile con la certezza di avere la nostra rappresentanza nel prossimo Parlamento, certi che proprio la nostra esperienza del passato possa offrire un contributo davvero decisivo per la realizzazione di alcune importanti riforme che riteniamo indispensabili al futuro del nostro Paese.
La nostra scelta di oggi, ne siamo convinti, potrà essere utile non solo per il piccolo contributo che assicuriamo alla coalizione ma anche per offrire, ai molti incerti ed indecisi che intendono rifuggire dall’astensione, la possibilità di compiere una scelta di rifiuto nei confronti di una sinistra che proprio in questi giorni dimostra tutte le sue contraddizioni. Riproponendo il Garofano sulla scheda elettorale ci rivolgiamo, dunque, all’elettorato democristiano e post democristiano e a quello socialista che può far fatica a trovarsi in un luogo improprio,a quella parte di elettorato che si sente, dunque, a disagio, auspicando di mettere assieme un più vasto elettorato di origine laico – socialista, riformista ed autonomista che voglia riconoscersi nel nostro progetto“.
A palazzo Marini, accanto ai due leader e a Mauro Cutrufo, candidato sindaco Dc a Roma, il premier Berlusconi ha voluto ringraziare De Michelis e Rotondi per questo accordo tra forze che “rappresentano un passato positivo? e meritevoli di recuperare il loro elettorato che, “dopo il golpe giudiziario e il cataclisma politico che ha impedito loro di presentarsi con i propri simboli“ è confluito in parte in Forza Italia, in parte nel Nuovo PSI con De Michelis, come nell’ Udc e in An, ma che in parte anche ha ritenuto di schierarsi proprio con quella sinistra “che aveva contribuito ad infangare i loro partiti“.
“Il movimento – ha voluto sottolineare il premier – sarà graditissimo ospite nelle liste di Forza Italia al Senato. Oggi – ha aggiunto Berlusconi – è sempre più chiaro che il vostro posto è qui, nel fronte moderato. Certamente non a fianco di chi nella sua storia ha sbagliato tutto e spera ancora nel comunismo. Assieme a quella sinistra erede di quel Partito comunista che prendeva l'oro da Mosca, da una potenza nemica e che aveva un sistema di capitalismo interno che, come s’è visto, è attivo ancora oggi“.
Soddisfatto anche il leader della Dc, Rotondi: “Con questo accordo torna il pentapartito; l'avrei definito il ritorno del centrosinistra se solo non avesse generato qualche confusione.
Ad ogni modo in questa lista si è trovato l'accordo tra gli eredi della Dc e del Psi di Craxi, i veri protagonisti di quella stagione di forte intesa tra cattolici liberali e i socialisti riformisti“.

Dai spero che sia una palla megagalattica.
Che ci facciamo con Udeur (ma Mastella non è quello che ci rifiuta categoricamente) e nuova DC??!? Nella riunione al Caffè Municipio mi era sembrato che l'ipotesi non si ponesse neppure.