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La Regione "adotta" José Bové

Data: 
Martedì, 26 November, 2002
Testo: 

Narduzzi invita alla conferenza agricola il leader no global. La Lega invoca la grazia

Trieste
I tempi di Jôrg Haider sono tramontati e la Lega sceglie un nuovo, insospettabile, compagno di viaggio. Lo "impone" alla Casa delle Libertà, alla Regione, agli agricoltori del Friuli Venezia Giulia. José Bové, il leader dei contadini francesi, il simbolo no global, l'ultrà di sinistra, l'ex sessantottino, l'uomo che distrugge i tracotanti McDonald's e le aborrite piantagioni di mais transgenico, conquista i colonnelli del Senatur. E si appresta ad entrare a Palazzo - ammesso che accetti l'invito e che possa farlo, giacché sul suo capo pende una condanna a 14 mesi di prigione - come relatore. Come testimonial. Come saggio. «Ma, per cortesia, non chiamateci no global. Le critiche al modello attuale di agricoltura sono molto ampie. Noi non siamo antiamericani né violenti ma, da tempo, combattiamo la diffusione degli ogm e inseguiamo il recupero della qualità» afferma Danilo Narduzzi. L'assessore regionale all'Agricoltura che, seppur appartenga all'ala leghista più intransigente, oggi è il principale artefice dell'«adozione padana» di Bové.
«Adozione» che si articola in due passaggi. Il primo, il più imminente, assume la forma di una mozione. La Lega, e pazienza se un gruppo di eurodeputati verdi, comunisti e socialisti ci hanno già pensato, trascina in consiglio regionale l'affaire Bové: il leader degli agricoltori, giacché la magistratura francese gli ha revocato la condizionale, rischia il ritorno in carcere. Ma la Lega non ci sta, grida «al gesto degno dei peggiori regimi fascisti e totalitari», esprime «piena solidarietà», invoca la grazia. Quella grazia che Bové vuole chiedere al presidente Jacques Chirac. Spetta a Renzo Tondo, se l'aula dovesse approvare la mozione pronta al deposito, trasmettere al presidente dell'Unione europea Romano Prodi l'accorato appello del Friuli Venezia Giulia. Condito da una secca condanna dei cibi geneticamente modificati: «Noi abbiamo già stipulato un accordo con la Carinzia per creare, insieme alla Slovenia, un'area "ogm free". Abbiamo portato avanti misure per l'agricoltura di qualità. Reputiamo essenziale riconquistare la fiducia dei consumatori. Ed è su questo terreno - afferma, ancora, Narduzzi - che condividiamo le battaglie di Bové».
Ed ecco, allora, la fase due dell'«adozione». La più hard: l'assessore vuole il due volte incarcerato autore di "Il mondo non è in vendita" all'appuntamento clou del suo mandato. E cioé alla conferenza regionale dell'agricoltura che, «dopo quindici anni», deve fare il punto su un comparto in difficoltà ed elaborare una pianificazione di ampio respiro. «La conferenza - spiega Narduzzi - si terrà in marzo. L'Ires sta già predisponendo una radiografia sulla situazione attuale. L'Università di Udine sta elaborando i suoi contributi. E Bové, giacché il rapporto tra produttori e consumatori è cruciale, così come la difesa della qualità, può aggiungere un contributo prezioso».
Roberta Giani

Autore: 
Fonte: 
IL GAZZETTINO - Friuli
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