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Botta e risposta tra Arturo Diaconale e Gualtiero Vecellio sulla Rosa nel pugno

Testo: 

"Caro Arturo, ci sono i veri laici dentro la Rosa nel pugno" di Gualtiero Vecellio

Caro Diaconale,
tu e “l’Opinione“, con cristallina onestà intellettuale siete impegnati a sostenere i “colori“ della Casa della Libertà. Scelta rispettabilissima: in nome di quei valori liberali che sono anche i miei, e che non mi consentono di condividere la tua e vostra scelta. La trincea migliore dove si difendono e si esaltano i valori liberali che abbiamo in comune, per come la vedo, è quella della Rosa nel Pugno. Ma l’auspicio mio – e credo anche tuo – è che comunque nel prossimo Parlamento vi siano tanti liberali eletti nelle liste dell’Unione, e tanti liberali eletti nelle liste della Casa della Libertà; e che insieme possano poi far fronte agli integralismi che sia nell’una che nell’altra compagine ci sono e si manifestano. Ma di questo si vedrà. Quello che già vediamo subito e ora, è quel che provo a sottoporre alla tua attenzione e riflessione. Parto da un’affermazione di Marco Pannella dell’altro giorno, direi non per caso ignorata dai più. Dice Pannella che Silvio Berlusconi è “il grande editore e produttore, a livello industriale e di sapore goebbelsiano, di presenze e di propaganda ‘comunista’, che catapulta con tutta la potenza dei mezzi che ha a disposizione nella politica e nelle elezioni italiane, colpendone la democraticità e la lealtà civile“. E prosegue: “L’irresponsabilità di Fausto Bertinotti, e di rincalzo Oliviero Diliberto, purtroppo facilita questa grossolana e rischiosissima strategia della menzogna“.

C’è anche una prova provata che documenta la fondatezza di questa denuncia: “Le affermazioni del compagno-avversario Bertinotti sulla questione del ristabilimento della tassa di successione anche per i proprietari non già di una casa, ma di un semplice appartamento, è stata abilissimamente utilizzata da Berlusconi, che ha saputo – occorre riconoscerlo ed evidenziarlo perché ciascuno ne sia responsabilizzato – utilizzare al meglio l’occasione, creando un momento di guai a tutti noi ‘alleati’: con i quali concordi sia il presidente del Consiglio che il leader di Rifondazione Comunista, rifiutano occasioni di confronto, dibattito e discussione“. Anche alla luce di tutto ciò, sostiene Pannella, ben si comprende come e perché Bertinotti reiteratamente rifiuta un “dialogo“ pubblico, politico con i radicali: “Sostiene che in campagna elettorale discute solo con gli avversari“. E’ appunto di questo – anche – che Marco avrebbe voluto discutere con Bertinotti. Purtroppo l’impostazione del leader di Rifondazione Comunista coincide perfettamente con quella di Berlusconi: “Da anni, ma ora in modo sempre più scandalosamente evidente, Berlusconi ha un evidente interesse a mostrare che lo scontro effettivo è fra la Casa della Libertà da una parte, e i ‘comunisti’ dall’altra.

Per questa ragione, soprattutto a Bertinotti, a Rifondazione Comunista, sono concessi straordinari tempi radiotelevisivi e di gratuita propaganda, mascherati da ‘confronto’ con il governo Berlusconi e la sua maggioranza“. “Una vera e propria merenda radio-televisiva; e si rende così plausibile la tesi che l’Unione, e soprattutto Romano Prodi, non sarebbero altro che mera facciata, per convincerne l’elettorato“. Per converso, accade – e non può essere un caso – che Berlusconi, “con rigore e vigore censura, soffoca, annienta la nozione stessa dell’esistenza del connotato e della componente laica, liberale, socialista, radicale dell’opposizione prodiana, non più solamente di mera alternanza, ma anche di alternativa al suo governo sfascista costituita dalla Rosa nel Pugno“. Ho cercato, caro Arturo, di riassumere il senso del ragionamento di Marco. Immagino che tu non sarai d’accordo con questa analisi. Proprio per questo credo sarebbe interessante la tua opinione. Se credi, se vuoi…

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"Caro Gualtiero, anche Pannella si sceglie il nemico, però è più coerente farlo tra gli avversari che tra gli alleati" di Arturo Diaconale

Caro Vecellio,
non sono affatto in disaccordo con l’analisi di Marco Pannella. E’ fin troppo evidente che Silvio Berlusconi tende a dimostrare che l’opposizione prodiana è segnata, caratterizzata e condizionata dalla presenza dei “comunisti“ Bertinotti e Diliberto. Ed anche se il ragionamento di Marco segue come sempre il filo sottile del paradosso, non ho alcuna difficoltà a riconoscere che, proprio in quanto sceglie come interlocutore privilegiato il “nemico“ trinariciuto, il leader della Casa delle Libertà evita di riconoscere e dare spazio alla componente laica, liberale, socialista e radicale dello schieramento di opposizione. Ma, così come riconosco che Berlusconi persegue il proprio interesse nello scegliersi il “nemico“ che più gli fa comodo, non posso fare a meno di sottolineare che anche Marco Pannella si comporta allo stesso modo quando chiede di confrontarsi con Bertinotti per dimostrare che all’interno del centro sinistra i “comunisti“ sono efficacemente bilanciati dalla presenza dei laici, liberali, socialisti e radicali. Ognuno fa legittimamente il proprio mestiere. E lo fa al meglio delle proprie possibilità. L’unica differenza, almeno ai miei occhi, è che l’uno si sceglie il “nemico“ nel mazzo dei propri avversari. L’altro lo fa scegliendosi il “nemico“ tra i propri alleati. Ma un laico, liberale, socialista e radicale può essere alleato con chi considera il “neo-liberismo“ una jattura, considera il libero mercato una nequizia, pensa che lo Stato debba limitare la concorrenza e realizzare l’uguaglianza sociale attraverso la redistribuzione del reddito (cioè le tasse) ed è convinto che i diritti dell’individuo debbono sempre e comunque soggiacere di fronte a quelli collettivi (della classe, della categoria e del partito che siano)?

La mia risposta è no. Per questo scelgo di stare dalla parte di chi è laico e liberale solo a metà, ma non ha nulla a che spartire con gli epigoni di una sinistra ancora ferma alle convinzioni e alle visioni del secolo scorso. So bene che la scelta di Pannella non è ideologica ma utilitaristica. Serve a garantire una presenza parlamentare alla pattuglia radicale. Quella presenza che in passato ho più volte auspicato e che una alleanza con il centro destra o una corsa solitaria alternativa ai due poli, non avrebbero assicurato. Ma questo, se da un lato mi spinge a fare gli auguri a Marco, dall’altro mi convince a rimanere fermo sulla mia posizione. Non ho un utile da perseguire. Solo valori da difendere. Per questo contesto l’alleanza tra Pannella e Bertinotti e, più di ogni altra cosa, la commistione innaturale tra i radicali e i catto-comunisti.

Data: 
Mercoledì, 5 April, 2006
Autore: 
Fonte: 
L'OPINIONE
Stampa e regime: 
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