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Lettere / Nessuno tocchi D'Elia

Testo: 

Caro direttore, dispiace che in un paese di imboscati, dove pare non esistano responsabilità, dove più si sfugge - per astuzia, amicizie, o semplice culo - ai conti che il proprio passato presenta e più ci si ritrova in alto, debba toccare a Sergio D'Elia venire rincorso dal marchio d'infamia a vita. A uno dei pochissimi che non è rimasto «ostaggio» del suo passato, di cui non si può banalmente dire «oggi è diverso», perché da almeno vent'anni, tutti i giorni, conduce alla luce del sole un'attività politica incardinata sui principi dello stato di diritto e della nonviolenza. La storia di D'Elia è anzi un raro esempio di vita democratica delle istituzioni, che dovrebbe valere non contro di lui, ma nei confronti degli imboscati e dei riciclati di questa Repubblica delle conventicole, oligarchica. Per costoro, il passato e la rete di relazioni rimasta intatta da allora rappresentano un bagaglio di cui non hanno saputo né voluto disfarsi, i lasciapassare che gli hanno garantito l'accesso alle leve del comando e alle postazioni nevralgiche dei più influenti organi di stampa. Al contrario, Sergio è arrivato dov'è oggi, e riceve questi attacchi, in virtù del suo presente. Se sugli anni '70 c'è ancora così tanto veleno, non è perché manchi una qualche retorica riconciliazione nazionale, ma perché i protagonisti di allora, sia dalla parte dello Stato che dei suoi nemici, sia che si trovino nelle istituzioni, nelle redazioni, in Francia o in Sudamerica, o che rispuntino «su chiamata», tengono per sé ciò che sanno di quei fatti. Ne parlavo con Lembo e Castaldi. Da veri chierici di quel terribile passato se ne servono, dosandone come credono, con il contagocce, l'afflusso nei media, regolando così i conti in sospeso tra di loro e fornendo vecchi arnesi a becere polemiche politiche. Chi sa, parli! Non per accusare o discolpare, ma per raccontare. Portarsi nella tomba pezzi di storia la cui conoscenza è diritto e patrimonio che appartiene a una comunità intera è un vero delitto. Cordiali saluti

Data: 
Martedì, 6 June, 2006
Autore: 
Federico Punzi
Fonte: 
IL RIFORMISTA
Stampa e regime: 
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