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CONGRESSO DI RADICALI FRIULANI - RELAZIONE PRESIDENTE USCENTE

Testo: 

Pordenone, 28 gennaio 2007

Care compagne, cari compagni, cari amici,

Il 2006 ci ha visto totalmente impegnati, per tutti i primi quattro mesi, nella campagna elettorale che nell’aprile 2006 ha visto il ritorno dei radicali in Parlamento (Sergio D’Elia, Daniele Capezzone, Marco Beltrandi, Donatella Poretti, Emma Bonino, Bruno Mellano e Maurizio Turco) eletti tra le fila della Rosa nel Pugno.

Ma a livello locale, ed in particolare in Provincia di Pordenone siamo riusciti a farci eleggere in due consiglieri comunali, a Pordenone e a San Quirino.
Ho deciso di dedicare la prima parte del mio intervento proprio al progetto della Rosa nel Pugno e alle elezioni amministrative.

ROSA NEL PUGNO, SEMPRE PIU’ ATTUALI E DECISIVI LE RAGIONI DELLA PRESENZA A TUTTI I LIVELLI ISTITUZIONALI DEL SOGGETTO LIBERALE, LAICO, SOCIALISTA E RADICALE.

E’ sotto gli occhi di tutti il tentativo da parte dello SDI, sia a livello nazionale e sia a livello nazionale, di sganciarsi dal progetto “Fortuna, Blair Zapatero” che ha rappresentato lo scorso anno l’unica novità rispetto ad un quadro che ha visto contrapporsi due oligarchie partitocratriche e due leader settantenni.
Io come ha ribadito Daniele Capezzone al congresso di Rimini di Novembre, ritengo che “il problema non è “salvare la Rosa”, ma salvare e rilanciare le ragioni e gli obiettivi della Rosa nel pugno.” Questo vale sia sui diritti civili che sull’innovazione economica e sociale.
Di certo l’atteggiamento dello SDI da ragione a chi liquidava il nostro progetto ad una semplice lista elettorale. L’operato di nostri parlamentari dimostra quanto sia decisivo il nostro apporto dentro l’Unione, sia sui diritti civili sia sull’innovazione economica.
La battaglia con e per Piergiorgio Welby si è trasformata in un’occasione di lotta anche a livello locale, con la presenza di decine di tavoli organizzati a Udine e a Pordenone e a Gorizia con il lavoro di Pietro Pipi.
Anche l’iniziativa di Marco Pannella e di Nessuno Tocchi Caino per la moratoria sulla pena di morte da presentare all’Onu ha consentito anche a Massimo Dalema di abbandonare la posizione che frenava una decisa presa di posizione del Governo a favore della presentazione all’Assemblea delle nazioni Unite del progetto della moratoria universale.
Io sostengo che i radicali friulani debbano continuare a lottare sul fronte economico e sociale, sull’agenda Giavazzi e propongo formalmente l’adesione della nostra Associazione al tavolo dei volenterosi, sostenuto da Daniele Capezzone e sintesi della storia radicale dell’ultimo decennio.
Quindi dobbiamo far rifiorire il progetto della Rosa nel Pugno, lottando sui temi che hanno consentito anche alla nostra associazione di aprirsi a nuove persone e soggetti, ribadendo i connotati e temi di ammodernamento della nostra società. Propongo quindi il rilancio dando spazio nella nostra associazione agli amici socialisti, e non solo a quelli dello SDI, che da più di un anno si sono avvicinati a noi.
In particolare ritengo che nella prossima direzione di Radicali Friulani venga nominato Fausto Tomasello che in questi mesi, passando dalla campagna per le amministrative di Pordenone fino all’ultima iniziativa con i tavoli per la moratoria sulla pena di morte, ci ha dato un grande aiuto.

CAMPAGNA ISCRIZIONI A PRT, RADICALI ITALIANI, RADICALI FRIULANI E ALTRI SOGGETTI RADICALI

La Mozione Generale approvata dal Comitato Nazionale tenuto a Roma dal 19 al 21 gennaio 2007, ha impegnato i suoi dirigenti, le associazioni e i militanti al raggiungimento dell’obiettivo fissato dal Consiglio generale del Partito Radicale Nonviolento transnazionale e transpartito di 5.000 iscritti, dei quali 300 parlamentari non italiani e 100 italiani, da raggiungere entro il mese di febbraio: condizione minima, necessaria ma certo non sufficiente per proseguire l’iniziativa politica radicale, nazionale e transnazionale e creare le basi per ipotizzare quel vero e proprio salto di qualità che susciti l’adesione di molte decine, centinaia di migliaia di nuove iscrizioni di persone che, riconoscendosi nella storia e nelle lotte radicali, impediscano che questo patrimonio politico venga disperso, e consentano a tutti i soggetti dell’area radicale di proseguire con maggiore e più adeguata forza.
Propongo all’associazione di impegnarsi nel concorrere al raggiungimento dell’obbiettivo dei 5000 iscritti al PRT entro febbraio cercando per il raggiungimento in Friuli Venezia Giulia di almeno cinquanta iscritti al Partito Radicale Transnazionale.

Annuncio intanto la mia intenzione di iscrivermi oggi a Radicali Italiani e al PRT.
Inoltre la direzione dell’associazione riunita a Pordenone il 21 gennaio ha deciso di contribuire alla campagna iscrizione a Radicali italiani utilizzando la formula deliberata dal Congresso di Radicali Italiani dello scorso novembre: chi iscrive per la prima volta a radicali Italiani tramite la nostra associazione contribuisce direttamente anche a Radicali friulani. Su 200 euro venti restano all’assocaizione.
L’invito che vi faccio e di iscrivervi oggi a Radicali italiani, ma anche al PRT. Solo per oggi infatti vi sarà un ulteriore sconto, con duecento euro potrete iscrivervi ai soggetti radicali italiani o PRT e contemporaneamente a Radicali friulani al costo di 200 euro con ulteriori 5 euro di sconto.
Ricordo inoltre a tutti quelli che non risultano ancora iscritti a radicali friulani che per poter partecipare all’elettorato attivo e passivo sarà possibile iscriversi fino alle ore 11.

ELEZIONI REGIONALI ED ELEZIONI AMMINISTRATIVE ED IL PROGETTO RADICALE “FRIULI VENEZIA GIULIA – REGIONE STATO ALL’AMERICANA” E REFERENDUM ELETTORALE NAZIONALE

Un altro progetto da riproporre in continuità con il lavoro già svolto proprio nella nostra regione dalla nostra Associazione con il Comitato per una radicale riforma presidenzialista nel 2002 e 2003, che ci ha visto protagonisti nella tornata referendaria regionale del 2002 accanto a Riccardo Illy a favore dell’elezione diretta del Presidente di Regione ma anche con la proposta di legge di riforma elettorale all’americana elaborata dal sottoscritto insieme ad Emilio Colombo.
In questi ultimi giorni anche Sergio Cecotti, sindaco di Udine, ha deciso di convergere sul progetto di riforma elettorale e istituzionale elaborato nel 2002 dal costituzionalista Emilio Colombo e depositato come progetto nello scorso mandato dal consigliere regionale Mario Puiatti.
Per uscire infatti dal tunnel partitocratico dove gli attuali consiglieri regionali si sono ficcati va rilanciata invece l'opzione rappresentata dall'alternativa americana di riforma elettorale.
Per ora la maggioranza è divisa con una prevalenza dei fautori del ritorno al proporzionale con proposte del tutto analoghe a quelle adottate per la legge elettorale nazionale di cui parlerò dopo .
Noi radicali abbiamo tenuto fermo il timone sulla necessità della riforma americana delle istituzioni (maggioritario secco, presidenzialismo, federalismo).
Per noi, quella resta la strada, e su quel percorso saremmo lieti di poter incontrare Illy e la sua maggioranza.
Prima che sia troppo tardi invito i consiglieri regionali riformatori ad uscire allo scoperto proponendo il progetto dei radicali "Friuli Venezia Giulia, regione americana", caratterizzato da tre elementi : presidenzialismo, federalismo, sistema elettorale uninominale maggioritario.
Vorremmo il Friuli come primo esempio di regione stato all'americana, dove i partiti siano solo due, o al massimo tre (chi vince è eletto, e chi perde va a casa), come accade nei paesi della libertà e della democrazia.
Dove sia possibile eleggere, proprio come in America, il governatore o il consigliere regionale per ogni collegio elettorale.
Noi chiediamo ad Illy una scelta chiaramente federalista, presidenzialista e maggioritaria, che apra la strada ad una radicale riforma della politica.
Su questo potremmo anche convergere e sostenere la coalizione che si impegni nella prossima campagna elettorale a proporre di riscrivere lo statuto della regione introducendo la riforma elettorale maggioritaria a turno unico che preveda una doppia investitura diretta da parte dell'elettore: una per l'elezione del governatore ed una per l'elezione diretta dei consiglieri regionali in collegi uninominali di ventimila abitanti.
Certo scegliendo l'alternativa americana Riccardo Illy andrebbe contro gli interessi di bottega dei partiti, dei sindacati e delle corporazioni, ma nello stesso tempo conquisterebbe quel 90% degli elettori, che in occasione dei referendum sul maggioritario, promossi dai radicali, hanno parlato chiaro.
Il cittadino ha scelto il principio dell'elezione diretta dove viene messo al centro del sistema l'individuo e le sue responsabilità. Negli Stati Uniti tutti sono eletti, col sistema uninominale, in quanto individui: il pubblico ministero, i consiglieri di quartiere, i deputati, i senatori, il presidente... e ciascuno di loro rappresenta un vero contropotere.
Questo proponiamo a Riccardo Illy, l'intesa su un progetto di Regione-Stato "americana" (con Presidente-Governatore e Deputati-Consiglieri eletti con sistema uninominale maggioritario a turno unico) con fortissime integrazioni di democrazia diretta referendaria sul modello svizzero. Questo è il percorso che può liberare la nostra Regione dalla prospettiva di continuare ad essere una succursale ancora più inefficiente della burocrazia centralista e romana, e insieme assicurare al Friuli Venezia Giulia la possibilità di competere con le altre, così come con gli altri sistemi regionali europei.

Strettamente legato a questo tema è l’adesione della nostra Associazione al Comitato per modificare la legge elettorale con cui abbiamo votato lo scorso Aprile.
Su questo concordo con la posizione espressa da Daniele Capezzone, questo referendum elettorale può essere un elemento scardinante rispetto agli assetti esistenti, per cui è decisivo parteciparvi fino in fondo.

RIPRESA DELL’IMPEGNO DEI RADICALI SUI TEMI AMBIENTALI

Ora che siamo presenti in qualche istituzione locale è necessario che i radicali si riprendano lo spazio sui temi ambientali. Ricordo che fu proprio Marco Pannella a lanciare il soggetto Sole che ride. Oggi i verdi invece rappresentano una succursale di rifondazione comunista e con centinaia di consiglieri comunali fanno parte del sistema politico responsabile del degrado ambientale del nostro paese degli ultimi vent’anni. Per questo ritengo che dobbiamo riprenderci lo spazio sul tema energetico ed ambientale a partire da un ambientalismo liberale, aperto, non ideologico.
Se a livello nazionale va messo in agenda il tema “energia e democrazia” partendo dalla sfida verso i regimi dittatoriali o comunque non democratici, che sono oggi quelli che tengono banco nella decisiva partita energetica.
A livello regionale va incentivata seriamente la logica della campagna di raccolta differenziata dei rifiuti dando priorità nella valutazione dei costi e benefici, alla tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente.
Concretamente ho già pronto una ordine del giorno da presentare nei comuni del pordenonese per dire no alla costruzione del nuovo inceneritore ad Aviano. “Non avere inceneritori è un’opportunità”. Quello di Aviano con un costo di 100 milioni di euro rappresenterebbe solo il business per quelle società pubbliche che vogliono sostenerlo.
In realtà per la nostra provincia che produce ogni anno 140000 tonnellate di rifiuti tale impianto non serve. Anzi, a regime solo un quinto delle 70000 tonnellate all’anno previste per quell’impianto sarebbero di provenienza da Pordenone. Ma ciò che preoccupa è il fatto che dove esistono tali impianti nessuno riesce a controllare quanti sono rifiuti e da dove arrivano. Sappiamo che per un impianto di queste dimensioni il pareggio economico c’è quando si raggiungono le 100000 t/a.
Allora seguiamo invece l’esempio delle province europee dove la raccolta differenziata supera il 70% dei rifiuti prodotti con una forte sensibilizzazione per campagne educative volte allo sviluppo sostenibile.

LA VITA ASSOCIATIVA
Ho lasciato per ultimo il riferimento alla vita della nostra associazione. Ho già annunciato alla stampa che è mia intenzione non ricandidarmi più alla guida della nostra Associazione.
Gli impegni professionali uniti all’impegno in consiglio comunale del Comune di san Quirino, nel quale sono capogruppo della minoranza dell’Unione, non mi permettono di seguire adeguatamente l’Associazione. Una piccola parentesi vorrei dedicarla ad un piccolo successo della nostra Associazione.

Siamo l’unica Associazione che è riuscita a far eleggere due consiglieri comunali alle scorse elezioni amministrative. Non mi risulta vi siano altri consiglieri comunali in italia.

Oltre a me infatti anche Raffaella Powell è stata eletta in consiglio comunale a Pordenone nella lista civica il Fiume.
Ritengo molto utile il lavoro svolto in Consiglio comunale. Siamo riusciti a discutere ed ottenere a dicembre l’adesione del Comune di San Quirino alla campagna di NTC per la moratoria sulla pena di morte con un contributo di 1000 euro all’associazione.
Sempre a San Quirino nel prossimo consiglio comunale si discuterà di eutanasia.
A Pordenone è noto l’impegno di Raffaella per l’iniziativa sul registro delle Unioni civili.
Sottolineo inoltre che a Udine, invece, ci rappresenta in Circoscrizione Giulio Menossi.

Seguendo questa strada vanno moltiplicati gli sforzi per riorganizzarci nelle città ma anche nei comuni più piccoli. Propongo il sostegno della nostra associazione il sostegno agli iscritti che intendano impegnarsi in elezioni amministrative, anche in piccoli comuni, a condizione che si impegnino sui temi radicali in caso di elezione.
Ritengo importante sul tema delle iscrizioni a radicali italiani che consiglieri comunali prendano la doppia tessera radicale e formino gruppi radicali nelle istituzioni. Radicali friulani rappresenta il primo passo per consentirci di poter incidere di più anche nella nostra Regione.
Abbiamo già a disposizione un sito internet, www.radicalifriulani.it , dove sono documentate e lanciate tutte le iniziative radicali locali con una aggiornata rassegna stampa dei quotidiani e agenzie di stampa sulle iniziative dei radicali del Friuli. Propongo che sia ampliato lo spazio dedicato alla vita delle istituzioni della nostra regione, integrando così i siti web istituizionali per consentire al cittadino di essere informato sulll’attività degli eletti di ogni grado nelle istituzioni.

Autore: 
STEFANO SANTAROSSA
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