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Boselli e De Michelis si cercano. Rifaranno il Psi?

Data: 
Mercoledì, 14 February, 2007
Testo: 

Boselli e De Michelis si cercano. Rifaranno il Psi?

I contatti sono ripresi, con di­screzione, da qualche tempo. Non si sa co­me andrà a finire, anzi visti i precedenti potrebbe anche non cominciare, ma il succo è che Boselli e De Michelis ci riprovano. Vorrebbero dimenti­care le furiose liti di un anno fa, rimuovere l'anomalia tutta italiana di partiti socialisti che albergano in poli differenti e presentarsi uniti alle europee. Il sogno è sempre quello: diventare il perno di un'area di simpatizzanti e di elettori ormai dispersa in mil­le rivoli, in molti partiti, da destra a sinistra, e ancor più, nel non vo­to. Come dice Giuseppe Tambur­rano, presidente della Fondazio­ne Nenni, attualmente i sociali­sti vanno «da Pini a Spini». Per in­tenderci, il primo sta con An, il se­condo col Correntone Ds. Il mito della riconquista agita sem­pre chi ha perso molto, ma per far capire quanto sia complicata l'im­presa, nemmeno all'interno dello Sdi sono tutti d'accordo sul che fa­re. Ad esempio Boselli è contrario ad entrare nel futuro partito de­mocratico, Del Turco, leader socia­lista di lungo corso, presidente del­la Regione Abruzzo, è molto più possibilista. Anche Bobo Craxi, ha una posizione meno rigida di Boselli.

Il partito democratico è il vero convitato di pietra del dibattito so­cialista. Che gli eredi del Psi stiano nella forza che vuole riunire le fa­miglie del riformismo italiano, sembrerebbe una cosa logica, se non altro perché Boselli fu tra i fondatori dell'Ulivo. Però al mo­mento lo Sdi è poco propenso. Si preferisce la prospettiva dell'unità socialista. Anzi nel mirino delle polemiche, oltre al Vaticano, c'è soprattutto Fassino, accusato di voler dividere i socialisti, aggre­gandoli a piccoli pezzi nel proget­to del partito democratico. La goc­cia che ha fatto traboccare il vaso è stato un incontro del segretario della Quercia al circolo De Amids di Milano. Lì l'adesione al partito democratico appare un approdo possibile. Anche un altro ex lea­der del Psi, Enrico Manca, insieme ad altri, sembra tentato da que­sta prospettiva. Per ora ha propo­sto a Fassino di fondare una rivi­sta trimestrale.

Invece, l'idea di De Michelis e Bo­selli è che l'ingresso nel partito de­mocratico sarebbe la fine del so­gno. «Pensano - dice ancora Tamburrano - che prima debba ricosti­tuirsi un'importante area sociali­sta». «Del resto - aggiunge - che senso ha andare in un partito che non ha nel nome il termine socia­lista e che anzi progetta di uscire dal Pse?» Certo, può apparire stra­no che De Michelis, dal centrode­stra, agiti la bandiera del sociali­smo europeo, ma in questa stagio­ne del proporzionale tanti attori della diaspora sono convinti che rimettendosi insieme, anche da opposte sponde, potrebbero susci­tare entusiasmo. Le europee sono l'appuntamento giusto. C'è chi so­gna il 3-4%, ma probabilmente è proprio un sogno. Il no al partito democratico presuppone infatti che tutta la fitta re­te di riviste, circoli, di fondazioni, di associazioni e di partiti che si ri­chiama alla storia del Psi si rimet­ta insieme davvero. Breve elenco: c'è lo Sdi di Boselli che sta con Pannella, il Nuovo Psi di De Mi­chelis che sta con Rotondi nel cen­trodestra, "I socialisti" di Bobo Craxi che stanno nel centrosini­stra, e il Psdi, che si è presentato so­lo al Senato. Poi c'è l'associazione "Giustizia è libertà" di Signori­le e Formica. Salvo Andò si è fatto un suo partito socialista sici­liano. Poi è attiva una enorme se­rie di circoli e associazioni, soprat­tutto nel Mezzogiorno, dove acca­de una cosa strana: ci sono liste so­cialiste che alle amministrative prendono tanti voti, ma che scompaiono alle politiche. E poi ci sono le Fondazioni, intitolate a Nenni, Pertini, Turati, Matteotti, Brodolini, Modigliani, Mancini, Lombardi e Nevol Querci. Nessun'altra area po­litica del paese ha un numero così alto di Fondazioni. Tamburrano, che non sta con nessuno e si defi­nisce un «socialista retroattivo», la vede così: «È un po' come la dia­spora degli ebrei che hanno dato vita a comunità distinte ma con­servando la loro identità e quan­do l'occasione è maturata hanno riconquistato la vecchia patria». L'interrogativo è: questi socialisti dispersi sono come le monadi di Leibnitz, senza porte e finestre, o hanno la volontà di ritrovarsi nel­la terra promessa? Secondo Tam­burrano c'è «una domanda di so­cialismo», che un leader autorevole potrebbe rivitalizzare. Intanto, però, ci provino gli attuali dirigen­ti a ricompone il tutto. Nell'attesa si tratta di rompere l'in­felice matrimonio con Pannella. Il divorzio non c'è ancora stato e Boselli, con i compagni, difende sempre la scelta: «Con la Rosa nel Pugno abbiamo impedito che Pannella andasse con Berlusconi». Ma al momento in comu­ne c'è solo l'anticlericalismo, una di quelle strade che, come diceva Bettino Craxi, «non porta da nes­suna parte». Non a caso tra i critici dell'operazione Rosa Nel Pugno c'era Ottaviano Del Turco, lo stes­so che ora guarda con interesse al partito democratico, sostenendo che la presenza dei socialisti sareb­be fondamentale in un grande partito riformista. «Purché sia una presenza con pari dignità, non una Cosa2 al ribasso o la coopta­zione di qualche compagno di strada». Il dibattito è aperto. Ma prima De Michelis e compagni do­vrebbero quanto meno andare sulle posizioni di Boselli. Per fortu­na il tempo non manca.

Autore: 
Bruno Miserendino
Fonte: 
l'Unità
Stampa e regime: 
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Commenti

Ho per caso letto bene? Boselli ha impedito a Pannella di andare con Berlusconi!? Mi sa tanto che questo "signore" sia, politicamente, un "tantinello" confuso, e sono gentile, in ogni caso, andando avanti in questa maniera un distacco definitivo tra noi e lo SDI non può non portare anche la componente radicale a scegliersi altre strade che porteranno, una volta per tutte, alla chiusura di un soggetto politico nato male e finito peggio.