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Duello tra Bolzonello e Moretton

Data: 
Lunedì, 26 February, 2007
Testo: 

Il congresso della Margherita. Renzo Mazzer, come nelle previsioni, ieri è stato proclamato segretario provinciale
Alberto Rossi: rinnovare la classe dirigente Il solco tra politica e gente è troppo ampio Pupulin (Ds): liste unitarie dove possibile già dalle prossime elezioni amministrative

Il sindaco: scaricare la sinistra radicale L’assessore: il Governo non è il Comune

Renzo Mazzer, 46 anni, dipendente della Regione, un passato nella Cgil e attuale assessore ai Lavori pubblici del Comune di Pordenone, è stato proclamato, ieri mattina, segretario provinciale della Margherita, succedendo ad Antonio Ius. Un congresso unitario in marcia verso il Partito democratico scosso dalla divergenza di opinioni tra il sindaco della città capoluogo, Sergio Bolzonello, e il vicepresidente della Regione, Gianfranco Moretton al quale, il responsabile dell’Informazione del partito, onorevole Renzo Lusetti, ha dato il via libera per la corsa alla segreteria regionale pur conservando l’assessorato. Il primo cittadino ha esortato a “scaricare” la sinistra radicale, il secondo ha replicato piccato: il Comune non è il governo. Il dibattito congressuale è stato incentrato principalmente sulla crisi di governo (i cui sviluppi sono stati comunicati in tempo reale da Renzo Lusetti) e sul processo di formazione del Partito democratico.
«E’ impossibile dialogare con la sinistra radicale. Il problema non sono uno o due franchi tiratori, ma i 500, mille, centomila della Sinistra radicale che non cambieranno mai». Ecco il “la” dato dal sindaco di Pordenone, Sergio Bolzonello, al congresso provinciale della Margherita che, poco dopo, ha incoronato segretario il suo assessore, Renzo Mazzer.
La risposta del vicepresidente della Regione, Gianfranco Moretton, è giunta poco dopo: «Non sono d’accordo che la governabilità si garantisca escludendo alcuni partiti. Il governo – ha sbottato – non è il Comune di Pordenone. E nel 1994 abbiamo lasciato fuori sia Rc che Di Pietro e abbiamo perso consegnando il Paese a Berlusconi». Certo, «se vogliamo che i partiti massimalisti non condizionino il governo, lo possiamo fare soltanto aprendo il Pd alla società civile». Concetto rafforzato dall’onorevole Renzo Lusetti: «Della sinistra antagonista non possiamo fare a meno».
Moretton ha aggiunto che «merito e concorrenza» dovranno essere le parole d’ordine della nuova formazione, mentre tra i 12 punti del nuovo programma del governo Prodi manca «la riforma della legge elettorale, la vera ragione dell’instabilità». Sui Dico ha spiegato che «la Margherita punta alla famiglia che non dovrà essere scavalcata dai patti di convivenza».
Quella del Pd non sarà un’operazione «semplice, ma è necessaria», ha spiegato il segretario provinciale dei Ds, Paolo Pupulin, che ha esortato a fare gruppi unitari «laddove già possibile». Se «abbiamo questa Margherita», ha esordito Mazzer nella relazione di insediamento riscuotendo il primo applauso, «dobbiamo dire grazie a Moretton». Se è rafforzata la necessità di giungere al più presto al Pd, è anche vero, ha aggiunto, che «troppe sfumature sono diventate ambiguità» mentre, sul piano locale, «occorre rispettare peculiarità e attitudini di ciascun mandamento». Sì alle primarie «ma senza esagerare» perché la politica «deve assumersi le proprie responsabilità».
Nel corso del dibattito, Stefano Franzin (Nuovi vicini) ha auspicato «più contenuti e meno retorica in particolare nel sociale», Claudio Conforti ha denunciato «un vuoto generazionale» nei partiti e Sergio Chiarotto ha auspicato «la partecipazione dei giovani». Indicazioni raccolte da Alberto Rossi: «Il Pd dovrà dare la possibilità di rinnovare la classe dirigente dal momento che il solco che divide la politica dai cittadini rischia di allargarsi ulteriormente».
Questi i componenti l’assemblea provinciale: Maurizio Bellot, Michele Bernardon, Daniele Bidoli, Daniele Bin, Gabriella Bioncoletto, Aldo Bongiovanni, Matteo Bozzer, Rosalia Campisi, Renzo Colussi, Ennio Colautto, Claudio Conforti, Claudio Corba, Claudio Costanza, Claudio Cudin, Giampaolo Daneluzzi, Giacomo Del Maschio, Danilo Del Piero, Renato Favretto, Rudy Furlan, Calogero Lo Pipero, Matteo Loro, Massimo Marianella, Valter Marzin, Guido Muzzin, Elena Melchiori, Paolo Nadal, Graziano Novaretti, Enzo Paier, Francesca Papais, Loris Pasut, Giuseppe Pellin, Renato Piazza, Antonio Piffaretti, Massimo Pizzolito, Mauro Pizzutto, Massimo Poletto, Franco Protti, Antonino Raineri, Giorgio Romano, Elio Rossetto, Cerchia Sabato, Loris Saldan, Aldo Sandrin, Fabio Santin, Luciano Scodellaro, Giovanni Spisa, Ferdinando Tommasini, Enrico Vadori, Oreste Vanin, Armando Zecchinon; presidente dell’assemblea è Alessandro Santoianni, tesoriere Giovanni Martin. Tra i delegati esterni al congresso regionale, Franco Vampa, il segretario della Cisl Renato Pizzolitto, il sindaco di Andreis Rudi Manlio De Zorzi, il sindaco di Cordenons Carlo Mucignat, Claudio Filippuzzi e il manager Maurizio Cini.

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Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Pordenone
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Commenti

Su questo punto, a mio avviso, Bolzonello ha ragione da vendere infatti non è da ieri che la Sinistra Estrema dimostra la sua completa e totale immaturità nel governare la cosa pubblica e quindi sarebbe anche ora che questi quà, secondo me, se ne stiano minimo altri 20 all'opposizione, e sono gentile, prima che possano dentro di loro maturare una responsabilità politica che ora di certo non posseggono, della serie "RC e PDCI fuori dalle scatole" e "Bolzonello forever".

Ci sarebbe anche la tesi contraria: e' l'esperienza che fa crescere, maturare e quindi responsabilizzare. L'esclusione porta malumore, rancore e come ovvio, antagonismo. Ma e' proprio questo loro carattere antagonista piu' vicino alla gente, con qualche sfumatura populista, che li rende forti.

Francesco

Eppure io dico che se levi loro l'acqua per nutrire la loro pianta questa prima o poi morirà, certo è un processo lungo, insidioso e irto di ostacoli ma è solo così che li si potrà aiutare a diventare loro stessi sinistra responsabile e matura, in pratica l'opposto di quanto sono oggi.
In ogni caso l'esempio tedesco, con relativo modello elettorale, potrebbe essere assai utile per iniziare col togliere un po d'acqua a questi partiti che rappresentano solo il passato, forse il presente, e certamente non il futuro della politica italiana.
Saluti Daniele