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E i radicali attaccano Brancati e don Andrea

Data: 
Martedì, 10 April, 2007
Testo: 

Pipi: «Dal sindaco nessuna risposta sul patrocinio alla marcia per la vita»

«A Roma tra le migliaia di marciatori per la vita del diritto e il diritto alla vita, fortunatamente, erano presenti anche alcuni goriziani: concittadini che a spese loro e a modo loro hanno trascorso un’autentica Santa Pasqua». Lo rileva l’esponente radicale Pietro Pipi il quale ricorda che «quando, pochi giorni fa, come radicali, abbiamo scritto al sindaco Brancati per chiedere sua partecipazione e/o patrocinio del Comune, cioè di tutta la città, alla marcia di Pasqua, organizzata dal Partito radicale per sostenere la moratoria della pena di morte in sede di Nazioni Unite, più che dalla speranza siamo stati mossi da senso del dovere».
«Come al solito nessuna risposta - dice Pipi -, esattamente come quando fu per la veglia per Piero Welby, il sindaco negando a noi radicali la sua attenzione ha negato a tutti i goriziani la possibilità di essere protagonisti di una causa nobile. Capiamo bene che se, a poche settimane dalla fine di un incubo personale e collettivo, il sindaco ha deciso di dedicarsi esclusivamente alla “resa dei conti”, per cui prevale l’interesse per “fare nomine” piuttosto che per “fare politica”, ma questo malessere si allarga come un cancro e, magari senza accorgersene, la prima vittima è, oltre alla politica stessa, l’ottimo prete-rock».
«Nei miei ricordi di bambino durante i giorni che precedono la Pasqua la comunità cattolica e i suoi prelati dovevano essere totalmente assorbiti non solo dalla cura delle anime - afferma ancora l’esponente radicale - ma anche da una particolare mortificazione del corpo e dello spirito per prepararsi all’avvento della Resurrezione del Cristo. Ora, tra riunioni e contatti pre-elettorali, nel poco tempo che gli è rimasto il prete-rock avrà pur detto una messa, magari mediatica, ma ahinoi e ahilui non ha potuto rivolgere la sua attenzione e il suo sguardo compassionevole a chi è sospeso tra la vita e la morte».
«Le scelte del prete-candidato saranno quelle che saranno ma se queste sono le prove generali del Partito democratico - continua la nota - non ci si può certo stupire se urne elettorali e messe domenicali sono sempre meno frequentate».
«Ma non era più semplice - s’interroga in conclusione Pipi - seguire quello che aveva detto Lui: «A Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio»?

Autore: 
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Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Gorizia
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Commenti

I Compagni goriziani stanno scavando un bel fossato tra loro e l'attuale giunta, per altro non molto amata nemmeno dal volgo.

Francesco

Su suggerimento di Pietro invito i compagni del FVG a dare la disponibilità a candidarsi nella lista per le comunali di Gorizia, lasciando le proprie generalità e a ritirare presso il prprio comune il certificato elettorale.
Inizio io,
STEFANO SANTAROSSA, n. Pordenone il 26/04/1970, residente a San Quirino (PN) via Cesiol 19.

Se si partecipa sotto l'egida della CDL sono disponibile pure io a dare il mio nominativo ma così impostata, intesa come partecipazione solitaria alle comunali goriziane, non se parla nemmeno col binocolo ritenendo la cosa un autentico suicidio politico che, a mio avviso, porta come sola dote una profondissima presunzione politica che non porterà certamente al raggiungimento dell'obiettivo prefissato cosa che, a questo punto, per il bene stesso del partito, certamente mi auguro.
PS. Evidentemente il viaggio a Roma, a Santarossa, bene non ha di certo portato dato che, con questa idea politicamente malsana di Gorizia, il Nostro si è ammalato di pannellite acuta.
Daniele

Fortunatamente non spetta al sottoscritto decidere se partecipare con la corsa solitaria o intruppati. Mi sembra che in ogni caso vada supportato il lavoro di questi mesi di Pietro & Co.

Titolo molto spiritoso, lo ammetto, ma la sostanza del problema di Gorizia, a mio avviso, resta perchè sperare in una elezione come consigliere comunale di Pipi in solitaria, con la concorrenza tutt'altro che trascurabile di altre 9 liste, mi sembra un atto politicamente oltre che inutile anche "leggermente" presuntuoso anche perchè se trovo giusto e corretto aiutare il lavoro di Pietro a Gorizia non trovo di sicuro corretto aiutarlo in questa maniera così acritica e sconclusionata.
Ripeto, per me se lui si candida con la CDL o, al limite, con i Cittadini di Malattia il mio aiuto, e credo anche quello degli altri, è sicuro ma messa così' la questione il tutto mi sembra alquanto discutibile, se non di peggio.
PS. Però se anche lui, riferendomi a Pipi, fosse anche un "pochino" più chiaro verso la sua situazione a Gorizia anche verso gli altri forse, chissà, molte cose si potrebbero risolvere senza stare troppo a litigare tra di noi.
Daniele