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Cutolo trasferito da Baldenich: è polemica

Data: 
Lunedì, 10 February, 2003
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GIUSTIZIA Nella visita al carcere l'eurodeputato Maurizio Turco ha appreso che il boss mafioso è fra i dieci detenuti tradotti a causa della ristrutturazione dei locali
Protestano i radicali : «Non ci hanno detto dove è stato portato. Vogliamo incontrarlo per verificare le condizioni di detenzione»

Belluno
C'è anche Raffaele Cutolo, il boss della Nuova camorra organizzata, nel "pacchetto" di detenuti trasferiti dal carcere di Baldenich, per il prossimo inizio dei lavori sulla struttura.Le modalità del trasferimento, però, non sembrano convincere Maurizio Turco, Presidente dei deputati radicali al Parlamento europeo, e Sergio D'Elia, Segretario dell'associazione Nessuno Tocchi Caino. «Sabato, in visita al carcere di Belluno, e in particolare alla sezione 41 bis, visita preannunciata con una settimana di anticipo - rilevano i due esponenti radicali - abbiamo appreso della 'coincidenza' di un trasferimento di 'massa' avvenuto il giorno prima. Tutti i detenuti di una sezione erano stati trasferiti. Era la sezione nella quale al pianterreno era detenuto Raffaele Cutolo da 12 anni di cui 10 in 41bis, e ai piani superiori erano detenuti 13 collaboratori di giustizia».
«La motivazione ufficiale - osservano Turco e D'Elia - è che si è trattato di una coincidenza: dovendo iniziare i lavori di ristrutturazione programmati da tempo era necessario evacuare la sezione. Senza voler entrare nel merito delle decisioni della Direzione dell'Amministrazione Penitenziaria, tantomeno verificare se domani inizieranno i lavori, resta il fatto che Raffaele Cutolo è sparito. La Direttrice del penitenziario bellunese, che ci ha accompagnato nella visita alla sezione disabitata, non ci ha potuto indicare dove è stato trasferito. Rivolgiamo quindi un appello, rivolto soprattutto a chi vive nel circuito penitenziario: chi l'ha visto? Lo vogliamo incontrare per verificare le sue condizioni di detenzione».
Raffaele Cutolo ha sempre dichiarato di stare volentieri in carcere a Belluno, anche se la sua presenza ai piedi delle Dolomiti negli anni ha fatto storcere il naso a più d'uno per il timore che la sua presenza radicasse nel nostro territorio i legami con la malavita organizzata.
Nel luglio del '94, durante una visita al carcere bellunese dell'allora assessore regionale alle politiche sociali Emilio Vesce, ora scomparso, Cutolo aveva dichiarato: «Qui sto benissimo ed ho recuperato un po' di serenità». Solo un anno prima, in una precedente visita di Vesce, il boss mafioso aveva perso alcune agevolazioni quotidiane, a causa dell'applicazione del decreto Martelli, come la possibilità di usare il fornellino in cella.
«Così niente più caffè, alla faccia di De Andrè e della sua canzone» aveva commentato "don Raffaè" parlando con Vesce. Basta spaghetti, anche, e un solo colloquio al mese con la moglie, che si è trasferita a Belluno per stare accanto al marito.
«Ma qui sto bene lo stesso» aveva confidato. «Anche se gli si impedisce di procreare un figlio in provetta con la moglie - aveva fatto notare Vesce - quasi si temesse potesse nascere un altro mostro».

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IL GAZZETTINO - Belluno
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