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ORDINE DEI MEDICI Testamento biologico, la "fronda" dei ciellini

Data: 
Domenica, 29 April, 2007
Testo: 

Si candida a fare scuola Udine che propone, prima in Italia, la sottoscrizione di un testamento biologico in cui il cittadino può dichiarare anticipatamente i trattamenti cui vorrà essere sottoposto, quando le capacità d'intendere e volere saranno state erose da malattie invalidanti, degenerative, o dall'esito infausto.
«Certo, il medico - ha premesso il presidente dell'Ordine dei medici di Udine, Luigi Conte durante l'incontro in sala Ajace - non può non tener conto delle propensioni e valutazioni personali del paziente, ma non può nemmeno abdicare al proprio impegno di professionista, finalizzato alla tutela della vita e della salute». Insomma, il testamento biologico, o living will, è un'altra cosa rispetto all'eutanasia. Le disposizioni contenute nel testo elaborato dalla Commissione deontologica e medica dell'Ordine sono vincolanti per i medici e per gli operatori sanitari implicati nelle scelte mediche riguardanti la persona. Alcuni cittadini udinesi hanno apposto ieri mattina la propria firma, oltre a medici internisti, anestesisti, con l'obiettivo di sensibilizzare la classe medica e i potenziali pazienti a una scelta responsabile che è stata guardata con favore dallo stesso Tesini e dal sindaco Cecotti (che per ora non hanno sottoscritto il living will). Con questo atto si può prevedere il rifiuto all'accanimento terapeutico fino ai no su determinate terapie. Nonostante i chiarimenti, in sala Ajace è andato in scena uno scontro politico-ideologico innescato dall'ala conservatrice dei medici cattolici, o meglio dei medici militanti in Cl (Comunione e Liberazione) i cui esponenti non hanno lesinato critiche aperte a Conte che ha ribattuto punto su punto. «È tutto in regola: stiamo applicando quanto c'è già scritto nei documenti della Federazione nazionale e non stiamo di certo andando contro ai comandamenti prescritti e imposti dal nostro codice deontologico che resta, per noi medici, la summa». Ma il punto di vista dei medici ciellini era diverso: il testamento biologico non s'ha da fare. E hanno dichiarato che loro non avrebbero mai e poi mai firmato. Ad essersi schierati fra le frange scettiche sono stati quegli stessi medici che avevano firmato giorni fa una lettera contro le posizioni dell'Ordine (in linea con quella della Federazione nazionale e del comitato nazionale di bioetica) sul tema della pillola del giorno dopo.

Il rappresentante dei Radicali, Leonarduzzi, fra l'altro uno dei firmatari del testamento biologico, ha lasciato trapelare una mossa legale: «Noi radicali assieme al dottor Sergio Viale stiamo muovendo i passi per denunciare alla Procura i trenta medici che hanno manifestato posizioni contrarie alla somministrazione della pillola del giorno dopo». L'assessore regionale Beltrame, ha fatto pervenire un messaggio di solidarietà per l'iniziativa dell'Ordine udinese, che sarà il primo a conservare una copia del testamento, che si può richiedere direttamente nella sede di via Diaz. A Udine, il 6 luglio si terrà il convegno nazionale su Etica di fine vita, cui parteciperanno, fra gli altri, il ministro Livia Turco e numerosi parlamentari. L'obiettivo? Spingere per una legge nazionale sul testamento.

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Fonte: 
IL GAZZETTINO - Udine
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