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Appalti truccati, blitz in due ditte pordenonesi

Data: 
Mercoledì, 23 May, 2007
Testo: 

Guardia di Finanza. Le gare simulate con un software e le offerte presentate di comune accordo per spartirsi il lavoro e danneggiare i concorrenti fuori dal giro

L’accusa configura un patto illecito in tutto il Nord Italia per aggiudicarsi al ribasso le commesse inferiori a 5 milioni di euro

Ieri sono state perquisite le sedi di “Cave asfalti Dall’Agnese” di Roveredo e “Polese” di Sacile

Decisiva la denuncia degli imprenditori esclusi dall’intesa

Formato un cartello per gestire gli affari in ogni provincia

Hanno costituito due cartelli per spartirsi gli appalti pubblici per la realizzazione di strade, sottopassi, marciapiedi, canali d’irrigazione e restauro o l’ampliamento di scuole e ospedali. Appalti che non superavano mai i 5 milioni di euro, ma tanti appalti. In 16 ieri sono finiti dietro alle sbarre, mentre 3 sono stati messi agli arresti domiciliari. Sono tutti piccoli imprenditori del settore edile e delle costruzioni stradali.
IL CAPITOLO PORDENONESE. Una piccola tranche dell’indagine ha coinvolto due imprese pordenonesi: la Cave Asfalti Dall’Agnese srl a Roveredo e la Polese spa a Sacile, perquisite ieri mattina dai finanzieri pordenonesi coordinati dal colonello Lancerin. Un atto che ha avuto valore di avviso di garanzia per i legali rappresentanti, ma che configura responsabilità più limitate rispetto a quelle contestate alle figure cardine dell’organizzazione.
IL BILANCIO. Un’ottantina, nel complesso, le imprese coinvolte, 111 gli indagati per un sistema che in 8 mesi ha permesso ai due “cartelli” di spartirsi 75 milioni di euro e di partecipare a 150 appalti in mezza Italia falsandone 40. A far partire l’inchiesta a settembre 2006 sono stati alcuni imprenditori, stanchi di perdere sempre le gare d’appalto. In poche settimane i finanzieri hanno capito che un gruppo di imprese del Vicentino avevano costituito un “cartello” per spartirsi gli appalti. Grazie a un software erano in grado di stabilire la giusta percentuale di ribasso per indicare ai partecipanti amici la cifra da scrivere sull’offerta da presentare al momento dell’asta.
LEINTERCETTAZIONI. Il cartello era costituito da una cinquantina di imprese. A tirare le fila del “gruppo” c’era Paolo Volpato, 44 anni, di Mason (Vicenza), dipendente della Miotti spa di Mason. Mentre i finanzieri indagano su questo gruppo di impresari, durante un’intercettazione telefonica si rendono conto che sulla piazza esiste un altro cartello. Infatti Volpato, parlando con un altro degli arrestati, chiede spiegazioni su chi ha vinto un appalto in provincia di Gorizia. L’altro gli fa il nome della ditta e Volpato commenta: «Ah sì, del gruppo Battagello». Si riferisce a Luigi Battagello (63), di Riese Pio X, collaboratore della Andreola Costruzione di Riese X. I due cartelli gestivano ognuno 40 imprese operanti nel settore delle costruzioni, ramificate e operanti in Italia centro-settentrionale e che grazie a questo sistema erano di fatto certi di vincere gli appalti.
I DUE “CARTELLI”. Secondo i finanzieri i due “cartelli” si accordavano sulle percentuali di ribasso da praticare in occasione della partecipazione ad appalti pubblici per importi inferiori alla soglia comunitaria (5.278.000 euro). Pilotando la gara c’era un effetto a pioggia del quale beneficiavano tutte le società. Se un cartello vinceva, faceva lavorare in subappalto le società amiche. In pratica, venivano presentate alla gara d’appalto offerte predeterminate di comune accordo tra i vari imprenditori che, con l’ausilio anche di un software, erano in grado di simulare lo svolgimento della gara in pieno accordo e a svantaggio delle ditte piccole e fuori del cartello.
DA TREVISO A VICENZA. Questo il quadro d’inchiesta secondo la Guardia di Finanza: il cartello trevigiano era gestito da Luigi Battagelo della Andreola Costruzioni Generali spa di Loria, che coordinava, per l'“Area Venezia”, Costruzioni stradali Davanzo srl San Donà di Piave, L'Edile srl San Donà di Piave ed Ecis scarl edilizia civile industriale stradale di Marghera. Nell’“Area Vicenza” sono coinvolte: Edilstrade di Crestani Alessandro srl di Montebello Vicentino; Basso e Busatta spa di Bressanvido; Impresa costruzioni Guarise srl di Rosè; Ottorino Costantini srl di Sandrigo; Popolo di Rotzo società cooperativa Rozzi. Nell’“Area Treviso” ci sono CoGeFor di Susegana; Brussi Costruzioni srl di Susegana; Veneta Scavi srl di Preganziol Lf Costruzioni srl di Ponzano; Fratelli Paccagnan spa di Ponzano; Pentaservice srl di Riese Pio X; Adico srl Maser; Impresa Simonetti e Toffoli srl di Oderzo; Marcon costruzioni Generali srl di Susegana; Ama Egc srl di Casale sul Sile; Sima Impianti srl installazioni elettriche di Preganziol; Impresa costruzioni Giomo srl di Silea. Nell’“Area Padova” Martini Silvestro di Vo; Cev consorzio edili veneti di Piove di Sacco; Branta lavori srl di Fontaniva; Vilnai spa di San Martino di Lupari.
GLI ALTRI NOMI. Tra le altre imprese coinvolte, oltre alle due società della provincia di Pordenone, figurano Euroscavi di Badia Polesine, Tonet srl di Santa Giustina, Beozzo costruzioni srl di Villa Bartolomea, Edilnord srl di Villesse, Romor Aurelio & Gino Spa di Ponte nelle Alpi, Roni Algelo spa di Sedico, Giuseppe Tessarollo srl di Borgo Valsugana. Il “cartello” vicentino era invece retto da Paolo Volpato della Costruzioni Miotti spa e CoGeMi srl, che coordinavano per l'“Area Mantova”: CoMaBi srl di Marmirolo, Csm costruzioni strade e manufatti srl di Goito, Franzoni & Bertoletti srl di Marmirolo, Impresa Romani Pietro srl di San Giorgio di Mantova. Nell’“Area Venezia”: Costruzioni Semenzato srl di Mestre, Dani costruzioni di Mestre, Pasqualon srl di Mestre, Edil lavori snc di Zago & c. di Ceggia, Zago srl di Ceggia, Fms fratelli Michieletto strade srl di Mestre, Sacaim spa di Venezia, Secis srl di Marcon. Nell’“Area Bergamo”: CMB srl di Treviolo, Milesi Geom. Sergio srl di Goriago, ScaMoTer srl di Casnigo, Regazzoni Antonio costruzioni Srl di Olmo di Brembo. Nell'“Area vicentina”: Costruzioni generali Girardini spa, Pizzolato Giampaolo, Impresa Nazario Marangoni srl di Camisano, CoMaC. srl di Romano d'Ezzelino, Costruzioni Guarda G. di Gambellara, Guarda Gino srl di Gambellara, DI Gelmini Lidio di Conco, Ghiaia Brenta srl di Bassano, Impresa edile Abbradesse srl di Camisano Vicentino, Misa meccaniche idroelettriche service Arzignano srl di Arzignano, MuBre costruzioni srl di Marostica, Pierantoni srl di Albettone. Nell'“Area Padova”: Grosselle costruzioni srl di Fontaniva Ina srl di Rovolon, Ruzza costruzioni srl di Megliadino San Fidenzio. Altre imprese: Costruzioni generali Biasuzzi srl di Ponzano, Dresco costrzioni srl di Milano, F.lli Cottafava srl di Rubiera, Gaburri spa di Brescia, Manghi F.lli spa Fontanellato, Opra costruzioni srl di Rovigo, Paolo Beltrami spa di Paderno Ponchielli, Ruscalla Renato srl Asti Zeviani Gastone srl di Legnago.

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Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Pordenone
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