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Radiato Radicale

Data: 
Giovedì, 28 June, 2007
Testo: 

Roma. Domenica prossima la rassegna stampa di Radio radicale non sarà più condotta da Daniele Capezzone, al quale tra oggi e domani sarà comunicato ufficialmente che la sua ormai abituale trasmissione di lettura dei giornali domenicali non è più gradita. Questo capiterà a due giorni dal lancio della nuova avventura politica capezzoniana, un network di cui ancora non si conoscono né nome né simbolo né proposte, ma che ai radicali di stretta osservanza pannelliana pare con ogni evidenza un’eresia.

“Non se ne può più – dice al Foglio il direttore della radio Massimo Bordin, uno che dentro il partito ha fama di difensore di Capezzone – la rassegna stampa e Radio radicale non possono diventare la cartina di tornasole del rapporto tra Daniele e il partito, sono altre le sedi e gli strumenti del confronto e del dibattito, ma Capezzone non partecipa più alle riunioni degli organi di cui è ancora membro e usa la radio per dire che è necessario superare tutti i partiti, compresi i radicali”. Così Bordin ha deciso che chiederà “a qualcun altro di leggere i giornali” a partire da domenica prossima, perché “Daniele non può condurre una campagna politica contro i radicali, costruire un network politico senza i radicali e farlo addirittura dai microfoni della radio proprio nei giorni in cui c’è la riunione del Comitato nazionale”.

Capezzone ha appreso del licenziamento dal Foglio, pochi minuti prima di un dibattito milanese con Pietro Ichino: “Mi spiace e mi addolora questa prova di zelo di Massimo Bordin, soprattutto perché proviene da una persona che stimo che in questi mesi mi ha difeso, cosa di cui non mi stancherò di ringraziarlo. A me non è stato ancora detto niente, non sento Bordin da quattro settimane, quando mi ha comunicato la cancellazione dell’intervista settimanale che solitamente seguiva la lettura dei giornali”. Fatto il riassunto delle parole di Bordin, Capezzone replica: “Mi paiono argomenti fragili, una scusa bella e buona, diciamo che la prossima volta che alla radio parleranno di bavagli, ci sarà da ridere”. Non che Capezzone non se l’aspettasse, visto che da quattro settimane conclude con un “Arisentirci a domenica prossima, speriamo”.

Sei mesi fa Bordin aveva pubblicamente difeso Capezzone dall’ira pannelliana che, in diretta radiofonica, aveva suggerito al direttore di togliere lo spazio settimanale al ribelle Capezzone. Bordin disse che non era il caso e che, semmai, avrebbe dovuto essere l’editore ad assumersi la responsabilità del licenziamento. Capezzone ringraziò, ma ora secondo Bordin lo scontro interno è diventato troppo spiacevole: “Non c’è nessuna censura, tanto che sono giorni che proviamo a intervistare Daniele, ma lui rifiuta”. Sei mesi fa, racconta Bordin, Pannella “non si è imposto” e Capezzone ha continuato tranquillamente a condurre la rassegna stampa: “Ma ora ad andarci di mezzo è Radio radicale, così ho fatto lo sforzo di impormi io all’editore e di prendere la decisione. Francamente non se ne poteva più”.
In sei mesi tra l’ex segretario e il suo partito non sono state affatto rose e fiori, con Capezzone a parlare di mobbing nei suoi confronti e con Pannella (ed Emma Bonino e Marco Cappato) a sparare a pallettoni sul frazionismo capezzoniano. Bordin provava a mediare, per quanto la cosa coinvolgesse la radio: “Sono dispiaciuto – dice Bordin – anche perché l’analisi e la lettura della situazione politica tra Daniele e i radicali non è così diversa, al di là delle reciproche sgradevolezze che certo non sono mancate”.
In realtà Capezzone è sempre più scettico, per usare un eufemismo, di Romano Prodi e del suo governo, fino a essersi astenuto all’ultimo voto di fiducia, mentre Pannella e Bonino sono gli autonominati “ultimi giapponesi di Prodi”, anche se l’altro ieri proprio ultimissimi non sono sembrati, quando – con toni capezzoniani – hanno criticato la decisione del governo di cancellare lo scalone pensionistico. Capezzone incassa e rilancia: “Continuano a sbagliare analisi, si sono appellati a Prodi, come se fosse la vittima e non il problema”. Come finirà è difficile dirlo, visto che Pannella fa di tutto perché Capezzone lasci la ditta e Capezzone non si muove nemmeno con le bombe (“va detto – riconosce Bordin – che in questo Daniele è bravissimo”). Ci saranno certamente altre puntate di Casa Pannella, come sempre live su Radio radicale, in attesa della nascita del misterioso network prevista per il 4 luglio, giorno dell’indipendenza americana dagli inglesi e, forse, di quella capezzoniana dai radicali.

Autore: 
Christian Rocca
Fonte: 
IL FOGLIO
Stampa e regime: 
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Commenti

Se devo essere sincero nemmeno a me appassiona questo gioco di curva però, a questo punto, temo proprio sia inevitabile perchè la contrapposizione tra Capezzone e il resto del partito, escluso De Lucia, mi sembra piuttosto evidente e, temo, inconciliabile e quindi, mi spiace per te, ma questa volta tu e anche altri dovrete prendere una posizione ben precisa che io, in ogni caso, ho già preso e che non mollo di certo, di questo ci puoi giurare.
PS. In ogni caso comprendo appieno il disagio politico che stai provando te e tanti altri ma la politica, purtroppo o per fortuna chissà, è fatta anche di scelte chiare anche se dolorose.
PS. Ma la cosa più disgustosa in tutta questa vicenda è stato il comportamento pilatesco di Massimo Bordin che ancora una volta ha dimostrato lo scarso spessore che ha come giornalista e come persona.
Daniele

Innanzitutto, in fatto di autocriticità, qua hai di fronte un libero docente in materia che potrebbe, adto che è "leggermente" più vecchio di te, darti qualche buon consiglio in merito.
Dopo, se tu, caro Francesco, cerchi qualche mio post passato troverai da parte mia anche qualche critica allo stesso Capezzone solo che lui, a parte la brillantissima azione politica che sta conducendo, per me è diventato il simbolo della battaglia della democraticità dentro RI di cui da anni denuncio, inascoltato e deriso, la mancanza e questa cosa, per me, Capezzone o non Capezzone, è politicamente basilare e irrinunciabile, costi quel che costi.
Daniele

Sulla vicenda mi sono già espresso sul forum radicalifvg. Credo che tutto nasca da un0astio personale di Marco nei confronti di Daniele che solo successivamente Marco ha cercato di giustificare con motivazioni politiche. Infatti, non si capisce come mai all'improvviso dopo 5 anni di segreteria, Daniele sia diventato oggetto della critica di Marco e dipinto come l'unico responsabile dell'andamento non brillante delle iscrizioni e della distruzione del partito. Non si capisce come mai il tesoriere (Rita), che nei soggetti radicali è sempre stato un elemento con grandi responsabilità, soprattutto sul fronte degli iscritti (senza tenere conto che la scelta della RnP aveva allontanato dal partito i "dellavedoviani" e messo in standby molti che aspettavano di iscriversi al nuovo soggetto), sia esente da qualsiasi coinvolgimento nelle accuse di Marco a Daniele. Non solo. La stessa tesoriera diventa recentemente il nuovo segretario e pare che le iscrizioni non siano molto più numerose degli anni precedenti.
Ora si accusa Daniele di attaccare i radicali. A me pare che alcune critiche di Daniele al governo siano molto pertinenti, ma è in maggioranza, e talvolta è necessario trovare anche gli elementi positivi dell'azione di governo. Come già scritto non doveva isolarsi all'interno del partito, anche se bisogna riconoscere che stanno facendo a gara con dichiarazioni un po' sgangherate per cazziarlo (vedi le dichiarazioni di stasera di D'Elia, Turco e Bertrandi).
Tra l'altro, Francesco, non comprendo le motivazioni che tu definisci legittime (qualora siano quelle riportate dal Foglio) che avrebbero portato Bordin a togliergli la rassegna stampa. Tra l'altro lo stesso Bordin ha detto che si sarebbe rimesso alla volontà dell'editore. Attendo la sua versione dei fatti.
Auspico in una retromarcia di Bordin. Comunque sia, la vicenda è proprio deludente.

Non se tu ed io a Pordenone domenica ci saremo ma quello che è certo che se ci sarò non intendo in alcuna maniera stare in silenzio avendo pure in mente anche qualche iniziativa personale che potrebbe spiazzare più di qualcuno di voi anche perchè a questo punto qua bisogna fare una scelta ben precisa, o con Capezzone o con Pannella, punto.
PS. Se si sceglie di stare con Pannella o, peggio, ancora una volta di non decidere io sono pronto a non farmi più vedere dalle parti di Pordenone, e non solo questo....
PS. Se si sceglie di stare con Capezzone, però, sia chiaro che tutti i pannelliani doc come Francesco o Raffaella devono prendere ed andarsene IMMEDIATAMENTE dal loro padrone, ovvero Marco da Pescara, punto.
Daniele

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