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Intervista a Daniele Capezzone / “La mia politica ad alta velocità”

Data: 
Venerdì, 6 July, 2007
Testo: 

Daniele Capezzone spiega all’Opinione i tredici punti della sua “politica ad alta velocità”. E ai Radicali italiani di Pannella tende la mano precisando di “non avere nulla di cui rinconciliarsi con loro visto che da mesi sono oggetto di campagne di aggressione immotivate”. Quanto al dossier sul suo assenteismo parlamentare rivela che presto il suo ufficio stampa renderà noti dati e circostanze in grado di smentire quelle accuse.

Capezzone, cominciamo dalla guerra fratricida con i radicali italiani. E’ possibile una qualche forma di riconciliazione?
Confesso che io la guerra non l’ho mai iniziata e, di conseguenza, non ho nulla di cui riconciliarmi visto che non sono stato io ad attaccare nessuno. Da mesi sono fatto oggetto di campagne di aggressioni gratuite che sono sotto gli occhi di tutti con aspetti persino umoristici. Da mesi mi impongo di non rispondere a queste aggressioni convinto come sono di fare cose radicali insieme a tanti radicali e non radicali.

Nei tredici punti di decidere.net mancano i riferimenti a battaglie storiche dei radicali come quelle sui diritti civili, la legalizzazione delle droghe e via dicendo. E’ un caso o si deve dare per scontato che tutti sappiano come lei la pensi in materia?
Abbiamo scelto di caratterizzarci sui punti della modernizzazione economica del paese. Che è una vera emergenza del Paese. Dopodichè ciascuno ha le sue opinioni su ogni altro tema e le mie sono note. Il network nasce su quei tredici obiettivi, per il resto tutti sanno quali sono i miei modelli sui diritti civili.

Tra i tredici punti quella che sembra più di tutte da libro dei sogni è la famosa flat tax. Tu credi che potrà mai esistere in Italia visto l’alto tasso di ideologia che circonda l’immaginario fiscale?
La grande notizia è che la flat tax noi la faremo uscire dal libro dei sogni e la faremo entrare in quello delle cose concrete. Come? E’ tutto spiegato e calcolato al millimetro: in cinque anni si può arrivare per gradi a questo risultato attraverso la riduzione della spesa pubblica dello 0,4% annuo per ciascun anno. Ora pongo io una domanda: in Italia abbiamo una spesa pubblica che rappresenta il 51% del prodotto interno lordo, possibile che non si possa ridurre di meno di mezzo punto l’anno per cinque anni..

Possibile che nessuno ci abbia pensato prima?
Me lo domando pure io e però di fatto noi siamo stati i primi ad indicare la soluzione. Già oggi se uno apre un’impresa in Polonia paga tasse al 19% , in Estonia al 24%, se si sposta un’impresa in Austria si paga al 25%, l’Italia presto esce fuori dal mercato se non si introduce la flat tax e noi siamo sicuri che si può introdurre e che la cosa farebbe emergere un’enorme area di evasione fiscale che incrementerebbe le entrate.

Quando Berlusconi ci ha provato sono subito partite obiezioni di tipo dogmatico ideologico e si è tirato fuori il totem della progressività delle imposte?
Per la verità Berlusconi non ha mai parlato di flat tax. Per quel che riguarda la progressività delle imposte peraltro prevista dall’articolo 53 della costituzione nel nostro programma è previsto un sistema di detrazioni e deduzioni che la garantirebbe.

Con questo programma economico di governo con chi verranno più naturali le alleanze politiche future? Con la Cdl o con l’Unione?
Lo vedremo. Mi auguro che da ambo le parti si comprenda che occorre che l’Italia diventi veramente liberale e non solo a parole o a proclami. Questi tredici punti saranno un test di tornasole del vero tasso di liberalismo nell’uno come nell’altro schieramento.

Politicamente che sistema istituzionale immagini?
Presidenzialismo all’americana o alla francese con una sola camera con 500 deputati eletti con il maggioritario e per il resto un ampio federalismo che garantirebbe le autonomie locali una volta abolite le province.

Quali sono i leader internazionali che citeresti in appoggio dei tuoi tredici punti?
In Europa Sarkozy, Aznar e Blair, in America Rudolph Giuliani.

Le due accuse più pesanti rivolte a te da Pannella e dai tuoi compagni di partito sono l’avere escluso i radicali dalle tue iniziative, a cominciare da quelle sui “volenterosi”, e poi l’assenteismo in aula che ti iscriverebbe a pieno titolo nella categoria dello spirito dei partitocrati. Come rispondi?
Quanto alla prima accusa posso dire che non è vero e molti compagni radicali appassionati alle mie iniziative possono confermarlo. E suggerirei anche alla dirigenza radicale di vedere le mie cose non come un’insidia ma come un’opportunità. Per quanto riguarda la seconda accusa sono state dette tante ma tante sciocchezze, anche con accenti offensivi, nei prossimi giorni il mio ufficio stampa renderà noti dati che spiegano molte cose..

Un controdossier?
Ma no, non c’è da fare contro dossier basterebbe leggere bene i dati che sono già pubblici.

Autore: 
Dimitri Buffa
Fonte: 
L'OPINIONE
Stampa e regime: 
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Commenti

Ragazzi, inutile nascondersi dietro ad un dito, perchè tolto Blair, che in Gran Bretagna sta facendo campagna per Cameron, leader conservatore e suo degno erede, tutti gli altri, Sarzoky, Giuliani e Aznar, stanno a destra, certo, una destra moderna, liberale e tutt'altro che conservatrice, ma sempre di destra si tratta, che ci piaccia o no.
Daniele