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Crisi tra Radicali e Unione

Data: 
Martedì, 7 August, 2007
Testo: 

Un agosto di scelte per Pannella, Bonino e Capezzone

Si ipotizza la sostituzione di Capezzone alla commissione Attività produttive con un deputato più fedele

Il parlamento si è fermato per la pausa estiva, ma non certo la politica, alcune questioni sono ancora più cocenti. In particolare sono ormai evidenti le tensioni tra i Radicali e la loro coalizione L’Unione, infatti non vi è chiarezza su come questi vogliano o possano partecipare all’alleanza, i problemi si riferiscono in particolare a Capezzone, Bonino e Pannella. Daniele Capezzone ha deciso di fondare “Decidere!”, network di area liberale ma considerato l’embrione di un movimento politico. Questi raccoglie liberali indipendenti ed associazioni, nonché collabora con alcuni movimenti politici come i Riformatori Liberali attorno ad alcune azioni concrete che sono in netta una critica al governo. Tra queste incognite agostane vi sono anche delle certezze, infatti Capezzone annuncia ai suoi simpatizzanti che “inizia così una fase estiva di lavoro da formiche” in preparazione degli eventi organizzati: “il 22 settembre a Roma ci sarà la marcia sulle pensioni, e il 29 a Milano l'appuntamento sulle tasse”.

Dopo la pausa estiva scioglierà la riserva sulla sua collocazione e strategia politica, nel frattempo aumenta anche il fastidio che provocano le sue proposte nell’Unione, non a caso si vocifera che vi sarà la sostituzione di Capezzone alla presidenza della commissione Attività produttive con un deputato più fedele. La paura che questi lasci la maggioranza è confermata da alcune prese di posizione, inoltre ha affermato “Se Berlusconi mi propone la flat tax al 20 per cento, faccio l'accordo in due secondi”. La posizione del ministro Bonino è delicata, poiché non condivide apertamente molti provvedimenti e posizioni prese dall’esecutivo. In particolare dopo lo scontro sul tema della riforma pensionistica ha rimesso il mandato a Prodi, imponendogli una valutazione politica sulla compatibilità tra il sostegno dei Radicali al governo o “se lo siano invece le posizioni conservatrici e reazionarie della sinistra comunista e di alcuni leader sindacali”.

Dopo aver scelto l’Unione per una compatibilità in materia di estensione dei diritti civili, i Radicali riscontrano con le opposte visioni in campo economico un marcato disagio. Sebbene la questione sia rientrata con dichiarazioni “cerchiobottiste” di Prodi, da parte dei Radicali si è deciso di “rimandare a settembre” una riflessione sul se “permanere al governo sia opportuno”, vista l’influenza di “posizioni conservatrici… della sinistra comunista”. La questione più delicata è quella inerente Panella, da questa dipenderanno le future scelte dei Radicali. L’esponente radicale si era candidato come segretario del Pd, ma è stato rifiutato dalla commissione di Garanzia a causa della “appartenenza ad una forza politica; la notorietà di detta appartenenza; la circostanza che detta forza politica non sia riconducibile al progetto”. I garanti non hanno ritenuto opportuno che chi non ha condiviso il percorso unitario dall’Ulivo al Pd possa avere la possibilità di aderirvi ora e proporre una possibile linea politica attraverso la candidatura alle primarie.

Proprio su tali considerazioni è stato deciso di non demordere e presentare ricorso contro tale decisione poiché come affermato da Panella “noi andiamo avanti per salvare il Pd da se stesso”. Inoltre chiederà alla magistratura la sospensione delle primarie, “in attesa che i giudici stabiliscano se sono state rispettate le regole interne”. Si suppone, però, che vi siano motivi di carattere politico alla base di tale scelta, nonostante questa querelle l’esponente radicale è presente nei sondaggi sulle intenzioni di voto inerenti le primarie del Pd. Da queste rilevazioni emerge che il suo consenso tra gli elettori di tale area varia dal 5% (Ispo srl per il Corriere della sera) al 11% (Ekma srl. per L'Opinione). L’intersecarsi di queste tre questioni porterà ad un agosto di scelte, poiché i Radicali vedono sacrificate da una parte le loro posizioni sui diritti civili a favore dell’area cattolica ed anche in campo economico su di loro prevalgono le proposte della “sinistra comunista”.

Autore: 
Emanuele Tarditi
Fonte: 
L'OPINIONE
Stampa e regime: 
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