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Spesa domenicale, stop del Comune

Data: 
Mercoledì, 24 October, 2007
Testo: 

Il sindaco Bolzonello: «Siamo contro le aperture e faremo di tutto per cambiare il sistema»

Andando controcorrente rispetto alla maggioranza dei sindaci della Destra Tagliamento il primo cittadino del capoluogo, Sergio Bolzonello è stato chiarissimo. «Serve subito uno stop alle aperture domenicali dei centro commerciali e dei negozi». Una posizione molto netta che il Comune di Pordenone a questo punto sosterrà in tutte le sedi (soprattutto in Regione) per cercare di bloccare un fenomeno che ha cambiato anche gli stili di vita delle persone. «Concordo pienamente con il vescovo - spiega il sindaco - e per quanto mi riguarda farò di tutto affinchè le aperture domenicali che oramai sono una costante vengano cancellate. L'ideale sarebbe autorizzare solo quelle 7 - 8 che c'erano una volta, ma a questo punto, pur ribadendo la mia totale contrarietà a questo fenomeno, sono anche disponibile a trovare un accordo che limiti di molto quanto sta accadendo ora».
C'è subito da dire che da un punto di vista operativo, stante la legge regionale attuale, il Comune capoluogo non può imporre (se non con il rischio di pericolosi ricorsi al Tar) la chiusura domenicale che è regolata per norma. In ogni caso la posizione politica del capoluogo va in una sola direzione. «Già nel corso di un incontro all'Assemblea delle Autonomie ho sollevato il problema e stiamo cercando di trovare il bandolo della matassa. Ho anche parlato con l'assessore regionale Enrico Bertossi, ma allo stato le possibilità di trovare una intesa non sono così immediate. In ogni caso è arrivato il momento di dire basta. Non è pensabile parlare di sobrietà e di necessità di ridurre i consumi se poi si lascia spazio al consumismo sfrenato anche la domenica. I centri commerciali, inoltre, con la loro volontà di tenere sempre aperto hanno modificato pure la socialità delle persone e sicuramente non in meglio. Per questo - va avanti il primo cittadino - ritengo sia necessario intervenire al più presto». Già, ma come? «Ovviamente serve l'apporto della Regione perchè sarebbe assurdo che il sottoscritto impedisse le aperture a Pordenone poi, magari nel comune limitrofo, qualcuno potesse invece alzare le serrande la domenica. Non è certo mia intenzione procurare danni economici alle attività commerciali e quindi, come ho detto, serve una norma che stabilisca per tutti la stessa cosa. Non è possibile tenere sempre chiuso la domenica salvo alcune deroghe? Bene, allora mettiamoci ad un tavolo e cerchiamo di trovare una soluzione che possa accontentare tutti. Credo che una ventina di domeniche l'anno con le serrande alzate la domenica sarebbero più che sufficienti».

Resta il fatto che per ora ogni proposta troverebbe un muro. Del resto basta vedere cosa sta accadendo in provincia. A Roveredo Ovvio, Semeraro e Unieuro la domenica tengono sempre aperto, la stessa cosa accadrà per il nuovo centro commerciale "Sintesi" (Oviesse e Trony) appena inaugurato, ma lungo l'asse commerciale della Pontebbana sono almeno una decina i grandi negozi che non chiudono l'ultimo giorno della settimana. Al centro Meduna hanno trovato un compromesso. Durante l'anno, infatti, le domeniche di apertura sono state due al mese, ma a quanto pare il prossimo anno la decisione sarà rivista con la possibilità di lasciare sempre aperto. Se a questo si aggiunge che tra qualche mese (marzo, maggio al massimo) aprirà anche l'Emisfero di Fiume Veneto è facile immaginare chel'anarchia continuerà a regnare sovrana. A meno che i sindaci non prendano il toro per le corna e trovino un accordo assumendosi la responsabilità di firmare ordinanze di chiusura domenicale per il grande commercio.

Autore: 
Loris Del Frate
Fonte: 
IL GAZZETTINO - Pordenone
Stampa e regime: 
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