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Pena di morte, vince l'Italia L'Onu approva la moratoria

Data: 
Sabato, 17 November, 2007
Testo: 

Una vittoria tutta italiana. Dietro la felice conclusione della decennale battaglia Onu per una morato­ria universale delle esecuzio­ni c'è il governo italiano, sin dall'inizio a capo della crocia­ta. Ma anche organizzazioni come Sant'Egidio di Mario Marazziti, con le sue 5 milio­ni di firme presentate all'Onu, gli abolizionisti di Nes­suno Tocchi Caino, e soprattutto Emma Bonino, la leader radicale che più di ogni altra si è battuta per arrivare a que­sto difficile traguardo.

«È un grosso successo per il Paese, per il governo italia­no, per il Parlamento e per la società civile», ha detto l'ambasciatore italiano Marcello Spatafora uscendo dall'affollatissima aula della Terza Com­missione dove con una maggioranza di 99 voti a favore e 52 contrari (gli astenuti sono stati 33) è stata approvata la risoluzione che chiede ai 192 Stati di «adottare una moratoria delle esecuzioni in vista della loro abolizione definiti­va». Il ministro degli Esteri Massimo D'Alema ha espres­so soddisfazione «per un pas­so decisivo». «Si diceva che l'Italia è isolata internazionalmente ma questa è proprio una battaglia fatta dagli italia­ni. Un altro grande succes­so», per il presidente del Con­siglio Romano Prodi.

E un risultato storico che premia l'unità europea, man­cata in passato, e l'impegno dell'Italia, reduce da 150 in­contri con altrettanti amba­sciatori di Paesi diversi. Se­condo il sottosegretario agli Esteri Gianni Vernetti, a New York per seguire in aula l'ulti­ma tratta della maratona, «l'Italia è riuscita ad aprire un fronte afro-asiatico, inesi­stente in passato, incrinando quello dei Paesi arabi».

«Il dato politico che emer­ge da questa votazione è che con l'Algeria come co-spon­sor, la Tunisia non presente e l'astensione del Marocco, si è spezzato il fronte dell'Orga­nizzazione della conferenza islamica», conferma Matteo Mecacci, rappresentante all'Onu del partito Radicale transnazionale.

La Commissione ha respin­to la proposta di Egitto, Singapore e Caraibici di votare pa­ragrafo per paragrafo, e ha messo il documento ai voti nella sua interezza.

Il partito pro-capestro ha cercato di far deragliare il vo­to con una serie di modifiche orali imperniate sul collega­mento tra aborto e esecuzio­ni, in nome del diritto alla vi­ta. Ma il tentativo è fallito, no­nostante il sì di Stati Uniti e Vaticano, che all'Orni non vo­ta, ma ha ruolo di osservato­re. Mentre il Palazzo di Vetro votava la moratoria, la Corte Suprema di Washington ha fermato in extremis la mano del boia della Florida, confer­mando la moratoria di fatto sulle iniezioni letali.

Autore: 
Alessandra Farkas
Fonte: 
CORRIERE DELLA SERA
Stampa e regime: 
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