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Aborto, le straniere alzano il numero

Testo: 

Le donne dell’Est e, in parte minore, anche quelle africane fanno salire gli interventi. Richieste di aiuto in Veneto
In regione meno interruzioni di gravidanza, ma in provincia si registra un dato in controtendenza

La Chiesa torna all'attacco e nell'ultimo intervento il cardinale Ruini ha richiesto sigificative modifiche restrittive alla 194, la legge che da metà anni ottanta regola le interruzioni di gravidanza. Le richieste del mondo ecclesiastico hanno già creato tensioni politiche e schieramenti trasversali. Non solo. La modifica della 194 rischia di mettere in fibrillazione il neonato Partito Democratico anche a livello locale. C'è subito da dire che sul fronte degli aborti, almeno dal 2002 i numeri complessivi in regione sono in calo con percentuali anche del 7 - 9 per cento in meno. Nel 2006, tanto per fare una cifra, le interruzioni volontarie di gravidanza sono state 2 mila 107 (non sono ancora stati resi noti gli interventi del 2007) mentre nel 2005 gli aborti erano stati 2 mila 309. L'anno precedente le interruzioni si erano assestate a 2 mila 398. Ma se in Regione i numeri sono caratterizzati da segno negativo, in leggera controtendenza è invece la Destra Tagliamento. Nel Friuli Occidentale le interruzioni volontarie di gravidanza sono in aumento. Nello specifico questa controtendenza è legata alla presenza massiccia di donne straniere che oramai hanno raggiunto quasi il 35 per cento degli interventi complessivi. Nel dettaglio i numeri delle interruzioni in provincia (comprensivi anche delle donne che scelgono altre strutture regionali o quelle del Veneto) sono stati 543 nel 2004, 547 nel 2005, 553 nel 2006. Difficile, invece, stabilire con esattezza la cifra del 2007. Gli aborti di donne residenti in provincia lo scorso anno si è assestata a 483, ma mancano ancora i numeri di novembre e dicembre ai quali vanno sommati anche quelli relativi agli interventi effettuati fuori dalle strutture ospedaliere della Destra Tagliamento. In ogni caso è ipotizzabile che complessivamente superino quelli del 2006.

LE DONNE STRANIERE. In provincia di Pordenone la percentuale maggiore di immigrate che hanno praticato l'interruzione della gravidanza interessa i Paesi dell'Est, Romania, Ucraina, Moldavia e Bulgaria in particolare. Non solo. In alcuni casi l'aborto è stata ripetuto dalla stessa persona anche tre volte, palesando quindi poca educazione al concepimento consapevole, frutto - come si può leggere a fianco - di una scarsa cultura specifica, ma anche di una incertezza per il futuro.

LE "LISTE D'ATTESA".Negli ultimi 3-4 anni, c'è da registrare una fuga di pazienti dalle strutture ospedaliere provinciali anche per l'interruzione di gravidanza. Dal 5 - 6 per cento dei primi anni 2000 siamo oramai arrivati al 10 - 12 per cento di oggi. Secondo Mario Puiatti, presidente dell'Aied provinciale, una delle cause è da imputare al fatto che le procedure in provincia sono molto lente. A questo si aggiunge anche il fatto che gran parte dei medici sono obiettori. All'ospedale di Pordenone che garantisce comunque il servizio, non ci sono ginecologi che praticano l'aborto. Sono tutti obiettori. Gli interventi vengono effettuati da un medico esterno in regime di convenzione. A San Vito, invece, l'aborto è garantito da professionisti interni. Sono tre i "non obiettori". Resta il fatto che da quando una donna si rivolge al medico di base che rilascia il certificato a quando viene effettuato l'intervento passano come minimo 15 - 20 giorni (salvo i casi urgenti dovuti alla scadenza del periodo). Molto probabilmente anche per questi motivi le donne locali preferiscono rivolgersi altrove.

LE MINORENNI. È un altro dei problemi legati all'interruzione volontaria della gravidanza. Se da un lato, infatti, è vero che l'età media di quante decidono di abortire si stabilizza intorno ai 30 anni è altrettanto vero che i dati confermano un aumento delle interruzioni legate a ragazze minorenni, in gran parte locali e non straniere.

Data: 
Venerdì, 4 January, 2008
Autore: 
Loris Del Frate
Fonte: 
IL GAZZETTINO - Pordenone
Stampa e regime: 
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